L’assoluzione di Amanda e Raffaele, il gesto dell’ombrello a mia madre, simbolo dei forcaioli italiani

L’assoluzione di Amanda e Raffaele, il gesto dell’ombrello a mia madre, simbolo dei forcaioli italiani

di L’ Ultimo Camerlengo

Al momento della notizia della sentenza che sanciva in via definitiva la non colpevolezza di Raffaele Sollecito ed Amanda Knox dal delitto di Meredith Kercher, ero appena rientrato a casa di mia madre dopo aver portato a spasso Lion, il bellissimo e buonissimo gold retrivier che forse entro l’anno dovrò cercare di sistemare altrove, visto che chi l’aveva acquistato ora è presa da altre passioni (senili) e mia mamma certo non è in grado di gestire un cane di taglia grande e di 40 chili di peso…(anzi, se qualcuno fosse interessato, mi contatti).

Mia madre, una forcaiola in formato gentile (per lei sono SEMPRE tutti colpevoli, senza dubbi, però è contraria alla pena di morte e forse anche all’ergastolo…umana no ? )  stava vedendo uno dei suoi programmi preferiti, Quarto Grado, mondezza simile a Chi l’ha visto, della Sciarrelli o Porta a Porta di Vespa.

Mi sono dunque messo seduto vicino a lei, perché ovviamente volevo anch’io sapere come avrebbero deciso i giudici della Cassazione. Alla notizia dell’assoluzione, mia madre ha avuto un sussulto di sgomento ed io non mi sono trattenuto, regalando al pur amato genitore il gesto dell’ombrello !!

E quando ce vo ce vo !!  Naturalmente c’è rimasta male, e un po’ mi sono pentito, però in lei io in quel momento vedevo Travaglio, Ferrarella, Bruzzone, Matone, Sciarrelli …ma l’elenco è, purtroppo, lunghissimo. E poi c’è la folla dei senza nome, dei tricoseuses italiani, per i quali, proprio come per mia madre, l’imputato è sempre colpevole perché se no “che è morta di freddo ??“.

L’idiozia di questa frase lascia basiti, e quindi senza replica. Il che fa pensare a costoro di aver pronunciato un argomento invincibile, laddove il silenzio è solo dovuto al non voler rispondere nell’unico modo a quel punto sensato : “MA VAFFA…”.
Siccome c’è stato un omicidio, allora qualcuno deve essere per forza condannato…se è il colpevole meglio, altrimenti pazienza, che la vittima e i suoi parenti devono avere giustizia !

Ma che giustizia è se viene condannato un innocente ???

Ciò posto, ribadisco quanto sempre detto in queste occasioni. Processi così complicati, protrattisi per anni, con 5 pronunce 5, migliaia di pagine e centinaia di ore di udienza, non possono creare alcuna convinzione veramente fondata in noi semplici spettatori.

Io quindi non sono tra quelli che dicono : è stata resa giustizia a degli innocenti. Non lo so se questi due ragazzi lo sono. Lo spero, ma non lo so. Quello che però SO è che gli elementi che erano stati raccolti contro di loro erano contraddittori, discutibili, tanto è vero che una Corte li aveva assolti e quest’ultima di Cassazione ha bocciato definitivamente coloro che li avevano condannati (compresi i colleghi della stessa suprema corte, che avevano annullatol’assoluzione oggi invece confermata). Una simile altalena per me – che da 30 anni non mi masturbo più con le fole sulla “certezza del diritto” – è assolutamente sufficiente per affermare che il “ragionevole dubbio” non sia stano superato e pertanto gli imputati NON potevano essere condannati. In penale il concetto di probabilità deve essere estremamente più severo che in civile, visto che in ballo c’è il bene più grande di una persona : la sua libertà.

La sentenza è uscita in tarda serata, per cui quelli del Garantista non hanno coperto la notizia ( il che è indice dei pochi mezzi economici del “nostro” giornale…pensiamoci, noi che ci pensiamo garantisti), mentre gli altri giornali mostrano lo sconcerto di chi era colpevolista nell’anima…Quelli di Libero per esempio, che hanno penne pregiate come Facci e Giacalone, e fino all’anno scorso anche la Maglie, gente dal garantismo d’acciaio, in realtà, come direzione e redazione, tendono a rappresentare l’animus più tipico della destra, che solo per Berlusconi si era camuffato da anti giustizialismo.

Dei cronisti di giudiziaria del Corsera, ho sempre parlato male, tutti “amiconi” dei PM milanesi, per motivi di carriera (un loro collega, Massimo Lugli, di Repubblica…, ha denunciato a chiare lettere questo servilismo professionale di coloro che battono, in tutit i sensi, i marciapiedi dei tribunali). Ferrarella oggi non scrive, che probabilmente, a caldo, gli è preso un coccolone e si deve riprendere. Allora scrive la Sarzanini, e ben si capisce, leggendola, da che parte batte il suo cuore, gonfio di delusione…

CdG gesto dell'ombrello

Ah, chiosa finale. Pare che Raffaele Sollecito sia stato tenuto, per tutto il tempo di attesa della decisione della Corte, sotto la sorveglianza di uno stuolo di agenti di polizia… Se fossi stato il padre del ragazzo, alla notizia mi sarei affacciato dal balcone e avrei detto, con tono poco gentile ” mò ve ne potete pure annà a casa“.

Ma quello è un signore, e poi non parla romano.

* L’ultimo camerlengo è un avvocato romano con 30 anni di esperienza e patrocinante in Cassazione da 15 anni

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