La Raggi cede: si dimettono il vicesindaco Frongia ed il capo della segreteria Romeo

La Raggi cede: si dimettono il vicesindaco Frongia ed il capo della segreteria Romeo

Ha provato sino all’ultimo di poter andare avanti da sola anche senza il simbolo del Movimento 5 Stelle, cercando di conquistare addirittura l’appoggio esterno di Fratelli d’Italia, a cui alcuni suoi emissari  avrebbero bussato alla porta. Inutilmente. Qundi la resa davanti ad uno sbarramento di numeri  che  l’avrebbero vista quasi certamente senza una maggioranza in consiglio comunale. La Raggi assediata dai consiglieri M5S, “catechizzati” da Beppe Grillo, ha dovuto chinare la testa e subire le condizioni che Beppe Grillo e la maggioranza dei consiglieri comunali eletti nelle liste del M5S  capeggiati dal capogruppo Paolo Ferrara e dal presidente dell’assemblea Marcello De Vito le hanno posto nelle ultime ore.

“Al termine delle ultime due riunioni di maggioranza, in cui erano presenti i consiglieri comunali, alcuni assessori e i presidenti dei Municipi del M5s, e dopo un confronto con il garante Beppe Grillo abbiamo stabilito di dare un segno di cambiamento“, ha scritto la sindaca di Roma Virginia Raggi alla 21.30 su Facebook   dopo non aver parlato per tutto il giorno con i giornalisti. Aggiungendo: “Daniele Frongia ha deciso di rinunciare al ruolo di vicesindaco mantenendo le deleghe alle Politiche giovanili e allo Sport. Contestualmente Salvatore Romeo ha deciso di dimettersi dall’incarico di capo della Segreteria politica. Al contempo a breve avvieremo una nuova due diligence su tutti gli atti già varati“.

Ovviamente, c’è un’altra condizione necessaria per andare avanti: dovrà rivedere anche la nomina che ha portato Renato Marra, fratello di Raffaele, da vice comandante della Polizia Municipale a capo del Dipartimento Turismo con un aumento di stipendio di 20mila euro,  e fare una verifica su tutti gli atti firmati dall’ex braccio destro del sindaco, finito in prigione.

Vicesindaco e capo segreteria sono stati messi alla porta . Frongia declassato, Romeo fatto fuori in nome di un segnale di cambiamento che Grillo ha imposto come condizione non negoziabile per andare avanti con la Raggi al suo posto di sindaco di Roma: o così o a casa.

Di fatto la Raggi   rinuncia al suo ‘Raggio magico’, a quella cerchia ristretta che ha consigliato il sindaco in questi sei mesi di amministrazione e di cui faceva parte anche Raffaele Marra, capo del personale ed ex vice capo di gabinetto, arrestato per corruzione e commissariata dal Movimento 5 Stelle.

Il leader  del M5S con un post che precede le poche righe della sindaca,  pubblicato sul suo blog intitolato “Barra a dritta e avanti tutta” scrive : “Roma va avanti con Virginia Raggi sindaco del Movimento 5 Stelle . Sono stati fatti degli errori che Virginia ha riconosciuto: si è fidata delle persone più sbagliate del mondo. Da oggi si cambia marcia. Bisogna riparare agli errori fatti per fugare ogni dubbio. L’attività fatta da persone che si sono dimostrate inaffidabili sarà attentamente vagliata e opportunamente annullata o riesaminata da cima a fondo” continuando “governare Roma è più difficile di governare il Paese – prosegue il comico genovese -. Lo sapevamo e non intendiamo sottrarci a questo compito assegnatoci dal popolo. È la nostra sfida più importante, ma anche quella più difficile e c’è bisogno del supporto di tutto il Movimento 5 Stelle per vincere questa battaglia. Combatteremo con le unghie e con i denti perché Roma cambi, ma in un ambiente così corrotto e marcio dobbiamo aspettarci di tutto. A breve defineremo un codice etico che regola il comportamento degli eletti del Movimento 5 Stelle in caso di procedimenti giudiziari. Ci stanno combattendo con tutte le armi comprese le denunce facili che comunque comportano atti dovuti come l’iscrizione nel registro degli indagati o gli avvisi di garanzia. Nessuno pensi di poterci fermare così. Mettiamo la barra a dritta e avanti tutta“.

 Il commissariamento della Raggi , non soddisfa del tutto i più ortodossi del Movimento, nonostante l’avvenuto azzeramento del ‘raggio magico‘,  i quali sin da venerdì scorso hanno espresso a muso duro la volontà e necessità di mandare via il sindaco con una soluzione drastica nel nome del progetto M5S anche perché le erano già state date troppe possibilità. Grillo nonostante dicesse ancora che “Roma è Roma e perderla significa ammettere che non siamo capaci quando invece non è così” si era quasi convinto . Ma secondo i duri e puri del Movimento temporeggiare, non portava nulla di buono. Alla fine è stato Davide Casaleggio a decidere di concedere alla Raggi ancora una giornata di tempo, e la sindaca ha convocato la sua maggioranza, dove ha capito di essere stata messa in minoranza e ha quindi dovuto accettare le condizioni.

Aver dovuto cedere e rinunciare alla presenza al suo fianco come  vicesindaco di Frongia di fatto significa cedere la poltrona ad un esponente di fatto espressione riferimento della fronda che oggi l’avrebbe sfiduciatale . Un “vice” che la controlli e supervisioni su tutto ciò che fa. Se dovesse precipitare  anche la situazione giudiziaria della Raggi, e per questo Grillo ne ha già parlato con gli avvocati, la sua sospensione è sempre lì pronta sul tavolo.

 (notizia in aggiornamento)
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