La nostra libertà di informare non è in vendita

La nostra libertà di informare non è in vendita

Cari amici e lettori dopo essere stato l’unico organo d’informazione ad avere reso noto pubblico il nome del ristorante tarantino a cui la Guardia Costiera e l’ ASL hanno sequestrato 1 quintale di derrate alimentari e 2 quintali  di prodotti ittici , abbiamo ricevuto una richiesta di inserzione pubblicitaria sul nostro quotidiano online. Abbiamo sentito puzza di bruciato ed abbiamo fatto alcuni accertamenti.

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Abbiamo quindi fatto alcune verifiche sul numero telefonico fornitoci e guardate voi con i vostri occhi a chi risulta essere intestato. La richiesta sembrerebbe esserci arrivata da qualcuno che ci contattava a nome dello stesso ristorante di cui omettiamo il nome solo per non fargli pubblicità gratuita. Abbiamo composto il numero telefonico indicatoci e ci ha risposto proprio la signora Monica, che sembrerebbe aver firmato la mail che abbiamo ricevuto.

Schermata 2014-08-28 alle 20.19.14

Potrebbe essere anche uno scherzo di cattivo gusto di qualche buontempone..o di qualche nemico o concorrente del ristorante in questione,.che ha voglia di scherzare, ma in ogni caso sappia che  abbiamo il suo IP (151.45.145.134) di chi ci ha mandato la mail e quindi in ogni caso per la Polizia Postale sarebbe molto facile identificare il reale mittente della corrispondenza pervenutaci. In ogni caso ne approfittiamo, sa scanso di equivoci, e per non essere scambiati da altri giornalisti ed organi di stampa che a fronte della pubblicità incassata non fanno domande scomode, per rendere chiaro un concetto: il nostro silenzio e la libertà d’informazione non hanno prezzo. Per nessuno.

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