La macchina del fango “made in Taranto” ha nomi e cognomi. E l’ Ordine dei Giornalisti tace…

La macchina del fango “made in Taranto” ha nomi e cognomi. E l’ Ordine dei Giornalisti tace…

di Antonello de Gennaro

Cari lettori è da tempo che la “macchina del fango” tarantina era in attività contro questo giornale ed il sottoscritto, cioè il suo direttore responsabile. Lettere anonime, profili finti e segnalazioni sui socialnetwork, tutto ciò nel vano tentativo di farci oscurare, voci diffamatorie contro chi vi scrive diffuse nella città e su blog clandestini anonimi . Dulcis in fundo….la telecamerina (illegale) del pubblicista Luigi Abbate, quello che si millantava e spacciava come “giornalista professionista” sul suo profilo Twitter senza esserlo mai diventato !

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E’ a dir poco, ridicolo dare credito ad un illustre sconosciuto dell’informazione italiana, come il “pubblicista” Luigi Abbate balzato agli onori della cronaca tarantina, e badate bene non per un’inchiesta, non per aver rivelato qualcosa di rischioso mettendo a repentaglio la propria vita, non per aver mandato in carcere dei ladri. No, cari lettori, nulla di tutto questo. Solo una domanda (inutile, peraltro, come tutte le sue domande) allo scomparso Emilio Riva, ed il noto  “balzo” di Archinà oggetto di un’intercettazione fra Nichi Vendola ed il “factotum” dell’ ILVA “gestione Riva”.

Come  si può definire non “spregevole” una persona come Abbate che arriva ad augurare la “morte”, si, AVETE LETTO BENE, augurare la “morte”,  prima alla famiglia dell’ On.Le Pelillo e dopo al sottoscritto ?

Allora mi sono divertito ed invece di mettere in piedi anche io una “macchina del fango” come quella messa in piedi nelle ultime settimane da Abbate ed i suoi “comparielli”… protettori, che si nascondono dietro il pressochè inutile sindacato dei giornalisti pugliese, abbiamo fatto un pò di ricerche. E ne sono venute fuori delle belle, o meglio delle “balle“: quelle di Abbate & compagnucci di merende !

Schermata 2016-03-12 alle 15.49.32Abbiamo effettuato delle ricerche documentali attraverso le banche dati pubbliche, ed attraverso delle regolari ed approfondite visure online  presso il Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, utilizzando il suo codice fiscale BBTLGU72P0L049H ed abbiamo scoperto che Luigi Abbate, il quale sostiene in lungo e largo di essere editore dei suoi programmi auto-prodotti“, (che in realtà appaiono e scompaiono fra i vari canali del digitale terrestre) in realtà non ha una partita Iva, non ha una ditta individuale, non ha una società con cui svolgere la sua attività editoriale-informativa, o tantomeno non detiene lo straccio di una sola quota di una qualsiasi attività economica, come prevedono le vigenti leggi.

Abbate no impresaTutto il suo lavoro quindi viene svolto in “nero” ed usando un prestanome o  persino l’anonimato come nel caso del suo sito Internet. Ci spieghi di grazia il pubblicista Abbate : come paga i vari pseudo-cameramen che lo seguono con delle telecamerine da qualche centinaia di euro, come quelle usate dai turisti ? Chi li paga ?

E sopratutto: come vive, come guadagna Abbate ? Chi versa i contributi all’ INPGI2 sui suoi eventuali (auto ? ) compensi giornalistici ???

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Abbate con il suo ridicolo e triste borsello a tracolla,  violando le norme deontologiche dell’ Ordine dei Giornalisti, se ne va quotidianamente  in giro fra i ristoranti, bar, associazioni, circoli sportivi di Taranto ad elemosinare 100 euro + al mese  (abbiamo le copie dei suoi contrattini pubblicitari), ed è sempre a lui ad incassare e quietanzare personalmente le “fatturine” emesse dalla ditta individuale  Daily Commerce di Antonio Manzin con sede dichiarata al Registro Imprese della Camera di Commercio, in via Lago d’ Arvo 23/a in Taranto (codice fiscale MNZNTN54L16L049M – partita iva 03053510735 ), una persona del quale i suoi clienti-inserzionisti pubblicitari a cui emette fattura, ignorano persino la sua faccia. Per comodità dei lettori lo indicheremo in seguito come il “compare di Abbate” .

Alcuni titolari di esercizi commerciali hanno “bloccato” il numero telefonico di Abbate per non ricevere le sue continue pressanti telefonate alla ricerca di qualche centinaio di euro di pubblicità. Ed il telefono lascia sempre tracce….anche quando non ti rispondono !

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I “contrattini” pubblicitari in realtà li propone, vende e sottoscrive, Luigi Abbate svolgendo un’ attività vietata dall’ Ordine dei Giornalisti (ma non è il solo a Taranto)  ed è sempre lui che si presenta a fine mese, per incassare e quietanzare le “fatturine” che lo fanno sopravvivere. Qualcuno ha fatto dei controlli per noi presso le emittenti televisive,  anche presso gli istituti di previdenza, ed abbiamo verificato che nessuno ha mai assunto con qualsiasi tipo di contratto previsto dalla Legge il pubblicista Luigi Abbate, e che lo spazio da lui utilizzato in realtà è da lui acquistato a pagamento dai canali televisivi ! Di Manzin, cioè ilcompare di Abbate nessuno ha mai visto la faccia o sentito la sua voce…

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ecco la prova: Abbate incassa i soldi dagli inserzionisti e quietanza le fatture

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un’altra prova: Luigi Abbate incassa e quietanza le fatture. Senza avere una dittà, una società, una partita Iva !

Conoscendo le norme di legge sull’emittenza televisiva ed i regolamenti attuativi emanati dall’ AGCOM (l’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) che vengano controllati dai Co.re.com presso il quale è stato istituito il R.O.C. cioè il Registro Operatori della Comunicazione,  sappiamo molto bene l’obbligo di legge per gli editori (quelli veri !) e le concessionarie di pubblicità l’obbligo di iscriversi laddove previsto dalla Legge. Ma anche in questo caso, sia di Abbate che del suo “compare” Manzin non esiste nessuna traccia di vita imprenditoriale e regolare attività, calpestando quindi tutte le vigenti norme di Legge.

Schermata 2016-03-12 alle 16.04.26In effetti come avrebbe mai potuto iscriversi fra le società concessionarie pubblicitarie registrate nel R.O.C. la ditta Daily Commerce di Antonio Manzin cioè il “compare” in affari (poco chiari)” di Abbate,   se il signor Antonio Manzin, peraltro  dal 2015 non paga la tassa annuale dovuta per legge alla Camera di Commercio di Taranto ???  Impossibile !!!

Basta curiosare approfonditamente fra i documenti pubblici per scoprire qualcosa di più di questo misterioso”compare“. Nel 1991 costituisce la Videomercato s.as. di Antonio Manzin (attività che è sempre risultata “inattiva“) successivamente “cancellata” nel 2005 ! Ma cosa faceva o fatto questa società ?

Secondo i documenti e gli atti presenti nel registro delle imprese consultabile online attraverso il sistema Telemaco, non risulta nulla ! Infatti questa società risulta: “Inattiva” (codice Ateco 2007:  73.11)

Schermata 2016-03-12 alle 16.10.11Cosa abbia fatto in questi 14 anni questa società cioè la Videomercato, non è possibile saperlo ed accertarlo in quanto le ditte individuali e le società di persone non hanno obbligo di pubblicistica, cioè di depositare i propri bilanci al registro delle imprese della Camera di Commercio.

Ma Manzin dopo aver chiuso la sua prima attività, ci riprova, ma  questa volta con una ditta individuale, la Video Com di Antonio Manzin costituita nel 2003, ma anche questa volta è sfortunato…. ed infatti nel 2009 la cancella della Camera di Commercio ! Ma che attività poteva svolgere ? Ecco cosa risulta agli atti: “agente e rappresentante di commercio di vari prodotti senza prevalenza di alcuno” (codice Ateco 2007:  46.19.01)

Schermata 2016-03-12 alle 16.10.40Quindi questo signor Manzin , qualora l’avesse realmente svolta personalmente,  non avrebbe mai potuto svolgere l’ attività di concessionaria pubblicitaria vendendo spazi pubblicitari come una concessionaria di pubblicità, non essendo la sua attività commerciale in possesso dei requisiti previsti e necessari secondo le norme previste dalla Legge. Infatti la ditta individuale  Daily Commerce  di Antonio Manzin risulta svolgere e dichiarare solo e soltanto: “attività di promozione pubblicitaria” (codice Ateco 2007:  73.11) quindi non può svolgere attività di concessionaria di spazi pubblicitari,  visto che invece negli ultimi tempi emette fatture per “spot pubblicitari nelle trasmissioni televisive “Polifemo-L’ Occhio di Abbate“.

Infatti basta dare un’occhiata nel sito di DELTA TV ( vedi QUI) e verificare con i propri occhi che i “programmini” di Abbate non compaiono neanche nel palinsesto (vedi QUI ) e non sono prodotti dall’emittente televisiva. che ha una sua concessionaria di pubblicità propria, la GPL di Bari, come indicato anche nel proprio sito internet (vedi QUI ). Anche sul precedente canale del digitale terrestre VIVA LA PUGLIA CHANNEL” (vedi QUI)  nell’elenco dei programmi televisivi, da noi acquisito prima che venisse “epurato” il programmino di Abbate, di questo signore non vi era alcuna traccia (vedi QUI) .

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Qualcuno spieghi al signor Abbate, che fare giornalismo “a pagamento” cioè facendosi dare quattro spiccioli (mascherati sotto forma di spot fatturati da un prestanome) dalle varie associazioni, come Confcommercio, Casartigiani, ecc. per intervistare i loro rappresentanti, è quanto di più squallido e volgare possa fare un giornalista nell’esercizio della sua professione o pseudo-tale .

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Nella sua ultima pseudo trasmissione filmata con una telecamerina ad uso “turista”, nei locali della Confcommercio di Taranto, che avrà pressochè sicuramente versato il suo obolo pubblicitario al questuante Abbate tramite il suo “compare” Manzin, fra gli intervistati compaiono persone che sono sotto processo come “imputato” (leggi sopra) come Giovanni Geri, rappresentante di Federmoda, nell’ambito dell’inchiesta ALIAS condotta dalla Procura Distrettuale Antimafia di Lecce e  come Leonardo Giangrande , socio di minoranza di una società di supermercati (in franchising) attuale presidente della Confcommercio di Taranto, imputato (leggi QUI ) nel processo di appello per il concorso per la nomina del segretario generale della Camera di Commercio di Taranto. Ma tutto questo, quei quattro gatti che seguono Abbate non l’hanno potuto ascoltare.

Infatti, il “pubblicista a gettone” stranamente non ne ha parlato minimamente. Probabilmente … l’argomento legalità non era previsto nella puntata “a pagamento” ! Per Abbate ( e non solo) “pecunia non olet sed scarseggiat semper” cioè i soldi non puzzano sopratutto se scarseggiano. Vero ???!!!

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E vogliamo parlare del nuovo sito online di Abbate,  locchiodiabbate.com ? Tutto anonimo: proprietario, responsabile amministrativo, responsabile tecnico. Mentre il pubblicista “millantatore” (di essere professionista – n.d.a.)  pretende trasparenza da tutti, arrivando persino a chiedere di vedere il bollino 2016 apposto sulla mia tessera di giornalista professionista, che a sua differenza e dei suoi compagni di fango, porto in tasca con dignità e decoro per la professione dal 1985, cioè da quando all’età di 24 anni sono diventato “professionista” ! La mia tessera di giornalista professionista, stiano tranquilli il signor  Abbate ed i suoi “compagnucci“, la vedranno molto presto in Tribunale Penale e Civile a Roma, dove saranno chiamati a rispondere delle loro diffamazioni reiterate nei miei confronti. Ed allora sì, credetemi,  che ci sarà da ridere. Ma non per tutti….

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Schermata 2016-03-12 alle 15.16.57In un’ Ordine regionale dei giornalisti più serio e rigido di quello pugliese, come ad esempio quello di Lombardia ( dove ha fatto scuola la “rigorosa” presidenza di Franco Abruzzo) operazioni del genere non sarebbero mai passate inosservate e consentite. A Milano l’ Ordine dei Giornalisti ha il coraggio di sanzionare giornalisti come Vittorio Feltri, Maurizio Belpietro, Giorgio Mulè, ecc. e di mettere sotto inchieste gruppi editoriali come RCS, Mondadori, Condè Nast, televisioni come SkyMediaset,  e questo genere di “markette redazionali-pubblicitarie“, molto spesso oltre ad essere sanzionate, sono finite anche sotto i riflettori e le multe dell’ Autorità Antitrust.

Schermata 2016-03-12 alle 15.17.05Invece in Puglia si consente tutto ciò, anzi si assiste persino alla diffusione di comunicati dell’ Ordine dei Giornalisti presieduto dal giornalista (“pensionato”)  Valentino Losito, o dell’ Assostampa dove un comunicato non si nega a nessuno basta che paghi la tessera (!!!) , con cui viene espressa la solidarietà ad un giornalista…(Abbate n.d.a)  che pretendeva di entrare a casa altrui, cioè in una sede di partito, senza esservi stato invitato o accreditato,  e di fare delle domande, come se una persona fosse obbligata a rispondere.

Parliamo dello stesso giornalista… che augura la morte di una persona, cioè dell’ On. Michele Pelillo, “reo” di non averlo raccomandato quando Abbate venne licenziato da BlustarTV, a cui ha fatto vertenza di lavoro, perdendola inesorabilmente. E non contento, oltre a diffamarmi, l’ha augurata anche a me.

In Puglia l’ Ordine dei Giornalisti consente anche al “sodale-scudiero” del sindacalista Mimmo Mazza (di cui ci occuperemo nei prossimi giorni)  cioè Francesco Casula di restare iscritto nel registro dei praticanti per 6 anni (mentre per Legge si può essere iscritto in tale registro per soli 3 anni) e di iscriverlo nell’ elenco dei professionisti nel 2016 pubblicando una retrodatazione indicando la data del 2012 ! Ma di tutto questo esiste un ampio carteggio documentale sia al Consiglio Nazionale dell’ ordine dei Giornalisti che presso l’ Ordine dei Giornalisti di Puglia, e quindi adesso se ne occuperà il Ministero di Giustizia che controlla e vigila sugli ordini professionali.

Guardate con i vostri occhi

Questo è quello che pubblicavamo il 19 luglio 2015 ( vedi QUI)

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Questo è quello che appare oggi dopo le nostre contestazioni “ufficiali” a mezzo PEC inviate al Presidente dell’ Ordine dei Giornalisti di Puglia (e per conoscenza anche a quello del Consiglio Nazionale) . Infatti non a caso…. nella scheda sotto i vostri occhi non compare alcuna anzianità ! Che strano, vero ?

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Ma di tutto questo se ne stanno già occupando la Procura della Repubblica , la Guardia di Finanza e la Direzione Generale Affari Civili el Ministero di Giustizia (che controlla e vigila per Legge sugli ordini professionali nazionali e territoriali) a seguito di alcuni esposti presentati da un associazione nazionale di consumatori specializzata sulle telecomunicazioni e la pubblicità ingannevole. La stessa associazione che a Milano ha fatto sanzionare gruppi come Mondadori…..

Con questa ricostruzione documentale sul “signor” Abbate, ve lo prometto, non torneremo ad occuparcene mai più. Se ne occuperanno i nostri legali, a seguito delle querele penali presentate nei suoi confronti, e l’azione civile risarcitoria per danni che a breve gli sarà notificata a mezzo ufficiale giudiziario. Il ricavato verrà interamente devoluto alla Fondazione Capitano Ultimo onlus di Roma ed alla Fondazione Amici dei Cani onlus di Roma che presiedo da 15 anni e che aiuta cani e canili in tutt’ Italia.

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