La grillina Giulia Sarti si dimette da presidente della Commissione Giustizia: aveva fatto una denuncia falsa al fidanzato per nascondere i suoi finti rimborsi

La grillina Giulia Sarti si dimette da presidente della Commissione Giustizia: aveva fatto una denuncia falsa al fidanzato per nascondere i suoi finti rimborsi

Dopo l’archiviazione della querela da lei sporta contro l’ex fidanzato. La deputata si autosospende dal M5S dopo la rivelazione diuna chat in cui Sarti annunciava al fidanzato la querela strumentale per togliersi dall’imbarazzo delle restituzioni ‘fantasma’. In una chat: «Rocco e Ilaria mi chiesero di denunciarti per salvarmi la faccia»

ROMA – “A seguito delle notizie riportate sulla stampa in merito alla richiesta di archiviazione per la querela da me sporta nei confronti di Andrea Tibusche Bogdan, annuncio le mie dimissioni da presidente della Commissione giustizia della Camera e, a tutela del M5S, mi autosospendo“. Così, in una nota, Giulia Sarti, deputato del M5S e presidente della Commissione Giustizia. “Preciso che né Ilaria LoquenziRocco Casalino mi hanno spinto a denunciare nessuno, ma si sono limitati a starmi vicino nell’affrontare una situazione personale e delicata“.

A renderlo noto è la stessa deputata grillina, finita nella bufera nel febbraio 2018 per il cosiddetto scandalo rimborsopoli, quando il suo nome era comparso nell’elenco dei grillini finiti nel mirino per i mancati versamenti al fondo per il microcredito, destinato a piccole e medie imprese. Esploso il caso, la Sarti aveva sistemato subito la sua posizione con il MoVimento, versando le somme dovute, circa 23mila euro. Ma il passo successivo era stato quello di denunciare l’ex fidanzato, imputando a lui non solo i bonifici mancati, ma anche l’appropriazione di altre somme dal suo conto corrente. Tutto falso !

La deputata  Giulia Sarti, non ha avuto vita facile nel movimento 5 Stelle. Entrata in Parlamento nel 2013, circondata dai sospetti: era stata la fidanzata di Giovanni Favia, cacciato l’anno prima dal Movimento, ed era considerata vicina a Federico Pizzarotti. Nel 2013, quando alcune sue foto private e intime vengono scaricate e diffuse, si accusano fantomatici «hacker del Pd». Poi Angelo Tofalo (componente del Copasir) le suggerisce di usare le competenze di Bogdan. Il quale all’epoca si faceva chiamare Andrea De Girolamo e dal suo canale Social Tv diffondeva bufale, alcune a sfondo razzista.

Per la Procura di Rimini la deputata M5s Giulia Sarti non fu ‘derubata’ dall’ex fidanzato Andrea Tibusche Bogdan, 32enne consulente informatico di origini romene, alias Andrea De Girolamo che ha rilanciato a muso duro: “Vedremo come va a finire perché la verità è tutta un’altra, usciranno diverse conversazioni e forse non vi conviene esporvi ora. Vedrai che fine fa la querela. Vedrai i messaggi e le email, io in pubblico non rilascio nulla ma dritto in procura, perché ho un brutto vizio: Andrea De Girolamo“. La Sarti ostentava “massima tranquillità“, ma la questione si è tramutata in una resa dei conti personale, senza esclusione di colpi. E l’ ex-fidanzato ha avuto ragione e sbugiardato la parlamentare grillina.

Come riporta la stampa locale è stata infatti depositata la richiesta di archiviazione del fascicolo, per appropriazione indebita, nato dalle denuncia della presidente della commissione Giustizia della Camera alla Squadra Mobile di Rimini, con una particolareggiata querela in cui si ipotizzava la responsabilità di Bogdan su mancati bonifici al fondo per il micro credito.

La vicenda era emersa dopo che il nome di Sarti era spuntato nell’elenco delle ‘Iene’ di deputati M5s che da eletti non avevano restituito gli stipendi al fondo. Sette i bonifici partiti dal conto della Sarti, destinati a quello del Mef, che però risultavano annullati. Quando fu interrogato dal pm Davide Ercolani, un anno fa, Bogdan spiegò che se aveva agito, sul conto corrente online della deputata, lo aveva fatto con la consapevolezza di lei e avendone le password. Inoltre consegnò alla Procura una chat in cui Sarti gli annunciava la querela per togliersi dall’imbarazzo delle restituzioni ‘fantasma’.

Ieri scoppia il caos. Viene a galla  la versione del fidanzato. E vengono fuori le chat, con molti particolari pericolosi e inquietanti che coinvolgono i massimi rappresentanti della Comunicazione del Movimento. Succede infatti che in una chat tra i due, la Sarti avverte che ha intenzione di denunciare il fidanzato. Il quale replica, stupito: «Te l’hanno chiesto le Iene?». E lei risponde: «No no, me lo ha chiesto Ilaria (Loquenzi n.d.r.) con Rocco (Casalino n.d.r.). Per salvarmi la faccia». Frase che sembrerebbe alludere al fatto che i due responsabili della Comunicazione fossero al corrente delle responsabilità della Sarti. Che però li difende: «Non mi hanno spinto a denunciare nessuno. Si sono limitati a starmi vicino nell’affrontare una situazione personale e delicata».

Filippo Roma l’inviato delle Iene, nel pomeriggio, intercetta Casalino, lo incalza e gli chiede di mostrare le chat tra loro. Lui lo fa, ma le chat risultano cancellate: «Le cancello tutte, anche quelle con mia madre». Poi chiama la Sarti e lei dopo qualche secondo di conversazione, una volta messa in viva voce, scopre di essere ascoltata dalle Iene e scoppia in lacrime. Il resto sono le dimissioni, l’autosospensione e la comunicazione del capogruppo Francesco D’Uva che «è già stato avviato l’iter per la sostituzione» (compito che, in realtà, spetta al presidente della Camera). Il Pd chiede le dimissioni di Casalino.

Per il procuratore capo di Rimini, Elisabetta Melotti e il pm Ercolani, che hanno firmato la richiesta di archiviazione, dunque non vi furono reati. Ora sarà il Gip a decidere e al momento non ci sono opposizioni alla richiesta.

 

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