La Confindustria dice no alla chiusura dell’ Ilva auspicata dal M5S

La Confindustria dice no alla chiusura dell’ Ilva auspicata dal M5S

ROMA – Il Movimento 5 Stelle dopo aver preso in giro tutta la provincia di Taranto e l’ Italia escludendo per voce di Luigi Di Maio, l’ipotesi di chiusura dell’Ilva di Taranto, è tornata a ribadire con le dichiarazioni di Lorenzo Fioramonti al termine dell’incontro avvenuto ieri fra parlamentari, consiglieri regionali e comunali della provincia di Taranto del Movimento con le organizzazioni sindacali,  che il futuro dello stabilimento siderurgico tarantino è la chiusura con la riconversione dello stabilimento .
In questo momento ci orientiamo in una direzione chiara, quella della chiusura programmata e riconversione economica dell’Ilva” ha detto Fioramonti, che era stato indicato dal M5S in campagna elettorale come possibile ministro dell’Economia, il quale provato a indicare anche i tempi dell’operazione che va effettuata ” in un periodo di tempo relativamente breve, ma non brevissimo. Quindi non pensiamo ai 20 anni o ai 30 anni, non pensiamo nemmeno a un anno o sei mesi ” .

Luigi Di Maio e Lorenzo Fioramonti

Un’ipotesi irreale quella della chiusura, che ha creato a dir poco scompiglio nel campo dei sindacati oltre a preoccupare Confindustria Taranto . La riunione è stata preclusa ai giornalisti ed ai cittadini (a proposito, dov’è finita la trasparenza, lo streaming decantato per 10 anni da Grillo ed i suoi adepti ?). Mentre il rappresentante tarantino la Fiom-Cgil ionica evidenziando che “i 5 Stelle non hanno spiegato cosa intendono per riconversione“, ha apprezzato l’apertura del confronto (su cosa di specifico non è dato saperlo o capirlo n.d.r) , il delegato Fiom dell’Ilva di Cornigliano di Genova dove lavorano  110 persone (contro i 13.700 di Taranto)  è di tutt’altro avviso: “Sant’Ilario è una bella zona — dichiara il sindacalista Armando Palombo con espresso riferimento al quartiere in cui vive Beppe Grillo — siamo pronti ad andarci in massa qualora il contratto di programma tra Lega e 5 Stelle dovesse confermare la volontà di chiudere l’Ilva“.
Sulla stessa posizione del collega di Cornigliano (Genova)  si è attestato Valerio D’Alò, segretario della Fim- Cisl tarantina che attraverso un comunicato ha dichiarato: “Dai rappresentanti del Movimento 5 Stelle avremmo gradito un preciso punto di vista sulla questione, anche in virtù delle contraddizioni emerse in questi giorni fra 5 Stelle e Lega“. Contraddizioni ancora presenti, mai chiarite, ed infatti il deputato pugliese Rossano Sasso eletto dalla Lega, definisce l’ipotesi chiusura dell’ ILVA “una pazzia” .
Le dichiarazioni di Fioramonti hanno scatenato anche la reazione di Carlo Calenda ministro dello Sviluppo economico del Governo Gentiloni : “Ma come si fanno a dire simili superficialità — scrive su Twitter sull’ipotesi di chiusura programmata — o la chiudi o la risani. Con quali soldi la tieni aperta a tempo? Dilettantismo di chi non ha mai gestito nulla in vita sua. Sulla pelle di 20mila lavoratori “. Rivolgendosi a Fioramonti ha detto: ” Lorenzo per ora non esiste un vostro modo di “fare” o un piano ma solo chiacchiere da bar e frasi ambigue. Il Governo ha portato un investitore da 4,2 mld, recuperato 1,1 mld per bonifiche, speso 500 mil su ambiente, iniziato la copertura dei parchi. Momento dei talk show è finito” . Carlo Calenda si è detto disponibile a riaprire con urgenza un tavolo. In un comunicato congiunto con la vice ministro Bellanova ha detto di sperare che “le sigle sindacali che auspicavano la chiusura dell’accordo con il nuovo Governo capiscano che questa strada è chiusa. Siamo disponibili a convocare immediatamente il tavolo con azienda e sindacati per chiudere l’accordo ed evitare la più grossa deindustrializzazione del Sud degli ultimi decenni”.
La segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan a margine di un convegno della Fit Cisl sul trasporto aereo, si è soffermata a parlare con i giornalisti sull’ Ilva dicendo: “siamo davvero molto preoccupati per il destino di 20 mila lavoratori tra azienda e indotto, per la centralità dell’azienda nell’economia di Taranto, della Puglia e dell’Italia” ricordando  “La nostra capacità di produrre acciaio di grande qualità ci rende protagonisti del mercato internazionale e l’Italia non può farne a meno: avremmo ripercussioni davvero drammatiche” A chi le chiedeva dell’incontro di oggi tra azienda e sindacati, la Furlan ha  aggiunto : “Spero che si arrivi ad un accordo che rimetta al centro la sicurezza sul lavoro e la garanzia occupazionale
Per il segretario generale della UIL Carmelo Barbagallo, a margine del congresso nazionale della Uilcom, la Uil discuterà “fino a zona Cesarini, anzi, fino allo spogliatoio per non perdere un solo posto di lavoro all’Ilva di Taranto. All’Ilva lavorano 20mila persone e non ci possono mettere di fronte all’alternativa tra morire di fame e morire di cancro” aggiungendo “Ognuno ha la sua ricetta  e noi vogliamo capire quale consenta di salvare l’occupazione, la produzione e la sicurezza dell’ambiente. Non vogliamo perdere la produzione per rilanciare l’economia anche attraverso l’acciaio“.
Il segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli, assicura che “non staremo fermi” ed aggiunge “La chiusura è dannosa per ambiente, è appena all’inizio la copertura dei parchi e rischia di essere una Bagnoli2, l’occupazione e l’economia manifatturiera italiana. Sia chiaro, non cederemo mai alle intimidazioni dello squadrismo che in queste ore a Taranto impedisce la piena agibilità democratica. E sia altrettanto chiaro, non staremo con le mani in mano, se si vuole lasciare i lavoratori a casa e la città vittima di una scelta ambientale dannosa, non staremo fermi e daremo vita alla mobilitazione totale”.
Non a caso oggi a Roma Arcelor Mittal e sindacati metalmeccanici sono tornati a parlare del futuro del siderurgico nella sede dei sindacati metalmeccanici confederali a Roma con i segretari generali di Fim, Uilm, Fiom e Usb. L’incontro ha lo scopo di individuare, se ci sono, le condizioni per far ripartire e possibilmente concludere nel più breve tempo possibile la trattativa ministeriale sul futuro dell’Ilva. E potrebbe  arrivare ad un accordo prima che sia troppo tardi. Per tutti.
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