La BNL sott’inchiesta: nessun controllo sull’utilizzo dei fidi alle Ferrovie Sud Est

La BNL sott’inchiesta: nessun controllo sull’utilizzo dei fidi alle Ferrovie Sud Est

E’ salita di livello l’inchiesta della Procura barese sulla spoliazione delle Ferrovie Sud Est con il decreto di perquisizione eseguito nelle scorse settimane a Roma nella sede centrale della Banca nazionale del lavoro, la Bnl,. Il nuovo filone di indagine, è stato affidato nuovamente ai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria, e costituisce lo sviluppo della maxinchiesta conclusasi giovedì con l’arresto dell’ex amministratore unico Luigi Fiorillo e altre dieci persone coinvolte, ritenute responsabili  della bancarotta fraudolenta


ROMA
– La Regione Puglia socia all’ 8%  favorevole al salvataggio di Ferrovie Sud Est mentre BNL-Paribas  non è stata ammessa per il momento al voto sul concordato preventivo, poichè  sono in corso accertamenti anche sulla banca nell’ambito dell’indagine sul crac della società di trasporti pugliese. E’ partita così l’udienza del Tribunale fallimentare di Bari nella quale l’adunanza dei creditori era chiamata a votare per il salvataggio della società. Il procuratore aggiunto Roberto Rossi e i pm Bruna Manganelli e Luciana Silvestris avevano chiesto un rinvio dell’udienza per consentire di rivalutare i crediti reali. all’indomani degli 11 arresti effettuati per bancarotta fraudolenta a carico degli ex vertici di FSE a seguito degli sprechi e distrazioni di fondi, avevano chiesto un rinvio dell’udienza per consentire di rivalutare i crediti reali.

 

La Procura di Bari ha anche depositato un decreto di perquisizione già eseguito in BNL, banca di riferimento di Fse negli anni in cui sarebbero state commesse le condotte fraudolente all’origine del crac da 230 milioni. Il giudice fallimentare non ha concesso il rinvio ma ha accolto la richiesta di non ammettere per il momento al voto BNL e gli altri creditori coinvolti nell’indagine.

 

Luigi Fiorillo

E’ salita di livello l’inchiesta della Procura barese sulla spoliazione delle Ferrovie Sud Est con il decreto di perquisizione eseguito nelle scorse settimane a Roma nella sede centrale della BNL Paribas. Il nuovo filone di indagine, è stato affidato nuovamente ai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Bari , e costituisce lo sviluppo naturale della maxi-inchiesta conclusasi giovedì con l’arresto dell’ex amministratore unico Luigi Fiorillo e altre dieci persone coinvolte, ritenute responsabili  della bancarotta fraudolenta delle FSE . Nell’ordinanza di custodia cautelare la gip Alessandra Susca punta il dito contro la “libertà” concessa dalla  BNL a Fiorillo nella sua gestione delle somme anticipate.

Il Gip nella sua ordinanza scrive che  la “BNL si è limitata a eseguire le richieste formulate da Fse trasferendo le somme dai conti investimento al conto corrente ordinario numero 13.000 senza alcun controllo sulla reale destinazione. Da ciò ne è discesa una estrema libertà da parte della società nell’utilizzo dello strumento delle anticipazioni, specie nel periodo 2009- 2012. Le somme concesse dalla Regione Puglia o dal Ministero degli Interni sono soggette al vincolo di utilizzo per l’esecuzione del progetto approvato. E invece è emerso che molte somme richieste a BNL a fronte dell’ammissione ai progetti di investimento risultano poi effettivamente utilizzate per pagamenti relativi alla gestione ordinaria ( imposte, tasse, stipendi)“.  La Gip continua sostenendo di un ” abuso dello strumento dell’anticipazione bancaria da parte di FSE, favorevolmente concessa da BNL considerati gli esosi guadagni per la banca“.

 

 

Il secondo troncone di indagine costituisce anche un ulteriore scossone alla situazione economica finanziaria della società partecipata dal Ministero dei Trasporti, concessionaria per la Regione Puglia del servizio ferroviario, che è stata sottoposta a procedura di concordato preventivo in continuità. Nel corso dello svolgimento della procedura fallimentare si è assistito ad un vero e proprio braccio di ferro tra i contrari al concordato che chiedono il fallimento della società,  e quelli  che invece vogliono salvaguardare dell’attività di trasporto e la precarierà occupazionale dei 1.300 dipendenti.

 

Ferrovie Sud Est negli anni ha accumulato debiti milionari nei confronti di oltre tremila soggetti. L’adunanza dei creditori convocata dal presidente Nicola Magaletti, per poter ospitare tutti gli aventi diritto insinuati nella procedura fallimentare si è svolta nell’aula della Corte d’assise . dove all’ingresso delle hostess delle Ferrovie Sud Est hanno consegnato ai partecipandi la loro scheda verde per il voto. Tra questi c’era immancabile anche il governatore Michele Emiliano, il cui voto in rappresentanza della Regione Puglia rappresenta l’8 per cento, il quale si è espresso in favore del concordato.

 

La BNL che detiene il 38 per cento delle Ferrovie Sud Est in virtù di un contratto di pegno firmato nel 2012, su tutti i crediti  della società di trasporti pugliese (71 milioni di euro) sarebbe invece contraria. La banca, coinvolta nei nuovi atti d’indagine, aveva richiesto al Tribunale Fallimentare di Bari di poter  votare assieme a tutti gli altri creditori, ma la Procura si è opposta alla richiesta  depositando in aula il decreto di perquisizione. Un colpo di scena che ha costretto anche gli avvocati di FSE a chiedere un rinvio sulla votazione, per poter aver il tempo di leggere l’ordinanza di custodia cautelare e di prendere legittima visione del decreto.

 

Il presidente Magaletti  ha consentito il voto ai presenti, proprio sulla base degli atti prodotti in udienza,   ad eccezione della BNL e di 25 creditori contestati che rappresentano il 13 per cento. Si tratta delle posizioni “sospette” emerse a seguito delle misure cautelari disposte. Conclusesi le operazioni di voto, l’udienza è stata rinviata al 14 marzo, allorquando il giudice scioglierà la riserva sul diritto a votare di BNL e degli altri soci contestati.

 

Renato Mazzoncini A.D. del Gruppo FS Italiane

In una nota Renato Mazzoncini l’ amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato (estranea all’inchiesta) ha dichiarato che “la scelta del Ministro dei trasporti Graziano Delrio di trasferire il 4 agosto 2016, con decreto, a Fs Italiane la partecipazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in FSE (Ferrovie del Sud Est) si sta rivelando la più idonea per la soluzione degli annosi e gravi problemi dell’azienda, frutto delle precedenti gestioni”  aggiungendo che  “Il nuovo percorso industriale di Fse, avviato dal Gruppo Fs Italiane in accordo con il Mit, attraverso gli interventi di potenziamento della rete ferroviaria e con l’acquisto di nuovi bus (nei prossimi cinque anni sono previsti investimenti per 578 milioni di euro), come elaborato nel Piano concordatario che deve essere approvato dai creditori, ha rimesso al centro delle politiche aziendali la sicurezza del sistema e il rapporto trasparente con i clienti“.

“Il concordato preventivo in continuità – conclude Mazzoncini – potrà determinare, nel rispetto delle norme italiane e comunitarie, il risanamento contabile della società. Inoltre la procedura concordataria ha consentito e consentirà alle Autorità competenti di accertare le cause che hanno determinato il dissesto economico e industriale di FSE e di perseguire le condotte dissipatorie della precedente gestione nonché il recupero dei connessi crediti, diversamente destinati ad andare prescritti”.

 

“Il prossimo passo dell’indagine sarà quello di verificarele responsabilità di chi avrebbe dovuto controllare ed evidentemente non lo ha fatto ” . dice il procuratore capo Giuseppe Volpe ha già indicato la direzione che gli inquirenti baresi seguiranno da qui ai prossimi mesi per capire come mai nessuno nelle istituzioni si sia reso conto del saccheggio da centinaia di milioni di euro attuato nelle Ferrovie del Sud Est.  L’unico ad accorgersene è stato il compianto Guglielmo Minervini. Giusto chiedersi a questo punto e capire chi doveva controllare sull’ operato di Fiorillo, se non quelle stesse istituzioni che avevano contatti  quotidiani con quella società ?  Minervini,    denunciava sin dal 2012 dei “motivi di preoccupante criticità” nei bilanci di Sud Est e chiedeva  al ministero una due diligence, dove però nessuno lo ascoltava. Perchè ? E’ stato proprio Minervini a comprendere quattro anni prima dell’addio di Luigi Fiorillo e dell’arrivo dei commissari straordinari, che era in atto un saccheggio della società,  e lo deduceva in quanto la Regione Puglia cofinanziava gran parte degli investimenti delle Ferrovie Sud Est . Ed anche perché i contratti conseguenti a quegli investimenti venivano affidati sempre allo stesso giro di consulenti, mediatori, avvocati. E’ stato solo grazie a GuglielmoMinervini che la Regione Puglia ha iniziato a non rendicontare più le spese della società ,  arrivando a bloccare 25 milioni di euro di cofinanziamenti.

 

Numerosi i politici che si sono avvicendati nel ruolo di assessore regionale ai Trasporti. Partendo soltanto dagli ultimi vent’anni, si può escludere dall’elenco Fabrizio Camilli, che è stato assessore dal 1996 al 2000 nella giunta regionale presieduta da Salvatore Distaso che si trova attualmente agli arresti domiciliari  a seguito delle accuse o di aver venduto alle Ferrovie Sud Est  il carburante con un ricarico del 40 per cento rispetto ai prezzi correnti di mercato all’epoca dei fatti. Ancor prima di Camilli quella poltrona è stata ricoperta da Enrico Santaniello. Dal 2000 la carica passa nelle mani dell’assessore tarantino Pietro Franzoso. Ma non cambia nulla. Anche se voci ricorrenti raccontano che Fiorillo, anch’egli tarantino, sia stato riconfermato alla guida delle FSE durante i governi di centrodestra proprio grazie alle “pressioni” di un politicante del centrodestra tarantino.

 

Luigi Fiorillo e Mario Loizzo

Ma anche quando cinque anni dopo cambia la giunta, con la presidenza di Nichi Vendola alla Regione Puglia, non cambia nulla. L’ assessore regionale ai Trasporti   Mario Loizzo (dal 2005 al 2010) attuale Presidente del Consiglio Regionale, durante il suo mandato non si accorge di niente…  non si scopre niente…  eppure  le sue conferenze stampa accanto a Fiorillo erano frequenti e trionfali,  come quella sui 120 milioni di euro di fondi regionali stanziati nel 2008 per l’acquisto del materiale rotabile per le varie aziende di trasporto e l’acquisto dei nuovi treni, cioè dei convogli Minuetto e Vivalto (“in una regione dove da decenni non si acquistava un nuovo treno” diceva Loizzo ) successivamente finiti nei guai e sequestrati in seguito dell’informativa depositata dai Carabinieri del Noe di Bari che ipotizza lo scarico dei reflui dei bagni (sulla stessa linea) non a norma perché assente il trattamento preventivo.. O come quella per i treni Atr220 Pesa, che nel 2016 sono stati bloccati per motivi di sicurezza. Inutile provare a contattare Loizzo per approfondire le sue “memorie” sugli anni in cui è stato assessore regionale ai trasporti, ma non risponde. Un’altro smemorato come Emiliano ?

 

Ancora una volta, quando si tratta di sperpero e saccheggio di denaro pubblico , nessuno si accorge mai di nulla. Per fortuna esistono i magistrati seri e la Guardia di Finanza. Ed i soldi come diceva ed insegnava l’indimenticabile magistrato  Giovanni Falcone follow the money”  ( trad.: segui i soldi) lasciano sempre tracce….
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