Italiani, politica e fake news. Potremmo dirvi di tutto, e purtroppo ci dareste comunque ragione

Italiani, politica e fake news. Potremmo dirvi di tutto, e purtroppo ci dareste comunque ragione

La linea di questo giornale è quella della verifica, del cosiddetto  “fact checking” e questo lo dobbiamo perché lo abbiamo promesso ai nostri tantissimi lettori. Ma le “bufale elettorali” sono ancora più pericolose per chi crede, presuntuosamente, che gli elettori ci caschino a priori

di Paolo Campanelli

SI AVVICINA un periodo estremamente complicato per l’informazione politica, quest’anno ancor più per via dei recenti avvenimenti, ma indipendentemente dagli schieramenti e credo politico, tutti gli elettori italiani condividono un unico pensiero: basta notizie false. Eppure, gli stessi italiani continuano a cascare non solo nelle nuove bufale, ma anche in quelle vecchie, che ritornano, o peggio, non sono mai andate via.

Un sondaggio realizzato da Doxa per Findomestic rivela una tendenza pericolosa per i votanti assennati e per quelli meno. Tre persone su dieci, spiega Doxa, credono a notizie false anche se sono state palesemente certificate come tali: per molti la “Sorella della Boldrini” ancora lucra sugli immigrati, la sposa bambina di 8 anni è ancora con il marito italiano a Padova, agli immigrati continua ad essere regalata la patente per guidare camion e Trump ancora continua ad appoggiare ogni singolo membro del nostro schieramento politico contro quelli degli altri.

Ci sarebbero da spendere tante altre parole su animali da adottare, bambini che stanno male e gente da identificare da video chiaramente manipolati o con effetti speciali analogici, ma questi non hanno impatto diretto sull’anima dei votanti, e, come tante di queste bufale, noi del CORRIERE DEL GIORNO  non faremmo altro che ripeterci nel descrivere come difendersi.

La linea di questo giornale è quella della verifica, del cosiddetto  “fact checking” e questo lo dobbiamo perché lo abbiamo promesso ai nostri tantissimi lettori. Ma le “bufale elettorali” sono ancora più pericolose per chi crede, presuntuosamente, che gli elettori ci caschino a priori. Basta scorrere i social network per rendersi conto del fatto che la gente prova vergogna quando si accorge di essere stata vittima di una bufala e, in tempi di campagna elettorale, la vergogna fatalmente si trasforma in profonda avversione verso il candidato “imbroglione” o la parte politica “bufalara”. E la avversione difficilmente porta voti.

Secondo lo studio realizzato da Doxa, più della metà degli italiani ammette di essere caduto nel tranello delle fake news almeno una volta nell’arco dell’ultimo anno, con i siti internet come principale fonte di informazione ritenuta credibile dal 30% della popolazione, seguito da televisione (26%). I quotidiani sono seguiti con un misero 10%, ma comunque ritenuti la più credibile fonte da parte degli over60. Chiude la radio (6%) che per i più è ormai ascoltata solo alla guida.

Fortunatamente, oltre il 70%delle persone controlla se la notizia è riportata anche su altre fonti. Sfortunatamente, un abbondante 40% del totale ammette di informarsi principalmente da fonti “vicine” le une alle altre, siano queste fonti digitali o cartacee, riducendo quindi l’efficacia del controllo stesso.

Negli ultimi mesi, però, la classe politica nella sua (quasi) totalità si è attivata per contrastare il fenomeno, sia quando i bersagli sono loro, sia in senso lato, ma differente è quel che pensano gli elettori: un abbondante 50% è favorevole, con variabili gradi di assolutismo, su di un controllo esterno che certifichi la veridicità in maniera imparziale delle notizie più diffuse, ma un 40% quasi netto è assolutamente contrario ai controlli, perché il terrore della censura è, ovviamente, molto sentito

Una piccola nota a piè di pagina va comunque data ad un particolare gruppo di bufalari che continua, instancabilmente, a riproporre una determinata castroneria, errori grammaticali e tutto, a distanza di alcuni mesi: il gruppo della Emergenza Sangue. Nonostante il loro sacrificio per la causa, e per una volta, un’ottima causa, sembra che ci sia sempre bisogno di donazioni

 

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