Indagati 23 "furbetti del cartellino" in caserma a Taranto: ecco i nomi

Indagati 23 "furbetti del cartellino" in caserma a Taranto: ecco i nomi

I finanzieri hanno identificato dei dipendenti pubblici che si erano allontanati senza alcuna giustificazione praticamente tutti i giorni, mentre per alcuni indagati la contestazione invece riguarderebbe una paio di  giornate. Secondo il procuratore aggiunto Carbone alcuni degli indagati avrebbero falsificato persino gli orari di uscita

ROMA – Dall’inchiesta sull’assenteismo dei dipendenti pubblici condotta dal procuratore aggiunto Maurizio Carbone, avvalendosi del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Taranto guidati dal Col. Gianfranco Lucignano sono 23 i nuovi “furbetti del cartellino” scoperti dai finanzieri, dipendenti nella Caserma Militare “Carlo Mezzacapo” dove hanno sede diversi uffici delle forze armate, soliti a timbrare il cartellino e subito dopo, senza alcun autorizzazione, si assentavano per poi rientrare al loro posto di lavoro dopo ore ed ore. Per tutte le persone iscritte nel registro degli indagati è stata contestata dal Procuratore Aggiunto Carbone l’ipotesi di reato di “truffa aggravata“.

Nel capo di imputazione ipotizzato dal magistrato nell’avviso di conclusione delle indagini , l’accusa rivolta a tutti gli indagati è praticamente la stessa: “perché, nella qualità di dipendente del Ministero della Difesa, in servizio presso la Caserma Mezzacapo, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, mediante artifizi e raggiri consistiti nell’essersi in più occasioni allontanato dal proprio posto di lavoro durante il normale orario di servizio, omettendo di timbrare con l’apposito cartellino marca tempo l’orario di entrata e di uscita, in particolare dopo aver fatto registrare la propria presenza, mediante la timbratura del badge personale, si allontanava in maniera ingiustificata dal luogo di lavoro, per periodi intermedi, senza far risultare con analoga marcatura la propria assenza“.

Le Fiamme Gialle hanno filmato per mesi e mesi gli accessi della Caserma “Carlo Mezzacapo”  ubicata a Taranto via Principe Amedeo constatando dei dipendenti che ripetutamente dopo aver timbrato il proprio cartellino poco dopo si assentavano dall’ufficio senza alcuna legittima ragione o giustificazione. I finanzieri hanno effettuato  tutti i necessari riscontri del caso avvalendosi anche dei registri delle presenze ed hanno potuto accertare e comprovare che nessuno di loro per quei giorni aveva presentato un permesso o un’autorizzazione che consentisse loro di lasciare regolarmente il posto di lavoro.

I finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Taranto non si sono però fermati al solo controllo dei documenti o ai filmati,  pedinando i dipendenti infedeli che si recavano alcune volte persino nell’adiacente Mercato Fadini per fare la spesa. In un caso gli investigatori della Guardia di Finanza hanno atteso che una donna, dipendente presso la Caserma Mezzacapo,  finisse di effettuare i suoi acquisti per poi fermarla per verificare se fosse in possesso della ricevuta fiscale per gli acquisiti.  La donna innervositasi con i finanzieri per il tempo che richiedeva il controllo, si rivolgeva loro dicendo “Non mi fate perdere tempo che sto lavorando!“.  Praticamente una confessione resa spontaneamente ai finanzieri.

GdF Taranto_Mezzacapo ACI-A

 I finanzieri hanno identificato dei dipendenti pubblici che si erano allontanati senza alcuna giustificazione praticamente tutti i giorni, mentre per alcuni indagati la contestazione invece riguarderebbe una paio di  giornate. Secondo il procuratore aggiunto Carbone alcuni degli indagati avrebbero falsificato anche gli orari di uscita: secondo quanto contenuto nell’ avviso di conclusione delle indagini, alcuni dei dipendenti pubblici “provvedeva, in concorso con ignoti, mediante alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza a timbrare il suo badge con orario successivo all’uscita, allontanandosi in maniera ingiustificata dal luogo di lavoro, senza farvi più rientro“. In parole più semplici i dipendenti in questione timbravano il cartellino facendo risultare un orario successivo a quello dell’ uscita reale dal proprio posto di lavoro.

Comportamento questo che secondo  la Procura di Taranto traeva in inganno il datore di lavoro che gli corrispondeva la retribuzione anche per il tempo in cui lo stesso non era presente nel luogo ove doveva prestare attività lavorativa“.

GdF Taranto_Mezzacapo ACI-compresso B

Fra gli indagati compaiono anche numerosi militari , in prevalenza appartenenti alla Marina Militare, il cui operato è al vaglio per dovuta competenza della Procura Militare. A Taranto infatti quando c’è da fare i “furbetti” …la Marina è sempre in prima fila, nell’indifferenza dei vertici che sono un pò troppo distratti dalle varie mondanità, salvo poi cercare di scaricare responsabilità, manifestando fiducia nella Magistratura ordinaria.

La festa dei furbetti statali è finita !

Come annunciato recentemente dal ministro della Funzione pubblica, Giulia Bongiorno, in arrivo i nuovi controlli che la Guardia di Finanza metterà in atto contro i cosiddetti “furbetti del cartellino” ed anche  contro quei dipendenti pubblici che “sfruttano in modo assolutamente improprio la legge 104”. Le aree di intervento che vedranno in azione i finanzieri sono delineate in un documento di 14 pagine del Comando Generale delle Fiamme Gialle trasmesso ai Comandi regionali e a quello delle Unità Speciali.

il ministro della Funzione pubblica, Giulia Bongiorno

Gli accertamenti saranno esercitati anche in materia di incompatibilità e cumulo di incarichi nel pubblico impiego” e riguarderanno “l’osservanza delle disposizioni vigenti sul controllo dei costi e sui controlli di regolarità amministrativa volta in particolare a garantire l’efficacia dei servizi resi ai cittadini e alle imprese”. Le verifiche saranno svolte in collaborazione con l’Ispettorato per la Funzione Pubblica che si vedrà attribuiti “compiti di vigilanza sul buon andamento della Pubblica Amministrazione”.

Il contrasto all’illegalità nella Pubblica amministrazione, è scritto nella direttiva, “costituisce per la Guardia di Finanza un obiettivo prioritario che s’inquadra nella più ampia missione istituzionale di vigilanza in materia di spesa pubblica”.

Come e quando scatteranno i nuovi controlli. Secondo quanto emerge dal documento di 14 pagine i controlli scatteranno “al concretizzarsi di specifiche condizioni rappresentate dall’emergere di esigenza di tutela dell’integrità dei bilanci pubblici a fronte dell’acquisizione e della disponibilità di dati, notizie, risultanze su possibili forme di illecito in danno dei medesimi”. Nel dettaglio, la Guardia di Finanza parla di elementi, “che devono essere connotati da una certa consistenza” anche “non tale da configurare nell’immediato una ipotesi di rilievo penale” e che possono derivare “dallo svolgimento, a opera dei Reparti, di autonome attività di intelligence, di controllo del territorio o di analisti ottenute dall’incrocio di elementi tratti dalle banche dati a disposizione”. Ed inoltre anche: “da comunicazioni ricevute da Enti esterni, Organi ispettivi o di vigilanza, altri soggetti istituzionali o privati; da Segnalazioni Operative Qualificate provenienti dal Nucleo Speciale Anticorruzione; da riscontri acquisiti a seguito dell’esecuzione di servizi in altri settori della missione istituzionale; e da risultanze comunque in possesso del Reparto”.

image_pdfimage_print
Please follow and like us:
error

Ti piace il Corriere del Giorno ? Fallo sapere !