Ilva, il sindaco di Taranto diserta il tavolo ministeriale. Di Maio: "Non è un club privato"

Ilva, il sindaco di Taranto diserta il tavolo ministeriale. Di Maio: "Non è un club privato"

Il primo cittadino di Taranto rifiuta di partecipare all’incontro promosso da Di Maio e previsto per domani al MISE. Melucci contesta la scelta del ministro Di Maio di estendere la partecipazione a 62 sigle, alcune minoritarie e poco rappresentative. La scelta dell’allargamento dei partecipanti al tavolo, voluta da Di Maio, è stata criticata da Confindustria Taranto e da Arcelor Mittal,

Rinaldo Melucci

ROMA – Alla vigilia dell’incontro convocata da Luigi Di Maio al Ministero dello Sviluppo Economico, aumenta la tensione sul caso Ilva. Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha reso noto di non volere partecipare, contestando la decisione di Di Maio di avere invitato al tavolo “una serie di sigle pseudo associative e comitati, tra cui quelle delle aggressioni in Prefettura nel giorno dell’ultimo tragico incidente nello stabilimento”.  Il sindaco di Taranto accusa il Ministro definendo “dilettantismo spaccone quello che il Ministro Di Maio ci spaccerà  per trasparenza e democrazia, ma è solo una sceneggiatura ben congegnata per coprire il vuoto di proposte e di coraggio

Immediata la replica del ministro Di Maio  che ha spiegato che il  tavolo sull’Ilva domani “è stato convocato perché ArcelorMittal ha chiesto di poter illustrare a tutti gli stakeholder le proprie proposte. Per me hanno diritto a partecipare tutte le rappresentanze dei cittadini coinvolti, incluse le associazioni e i comitati che in questi anni hanno svolto un ruolo essenziale. Ed è per questo che li ho invitati”, ha detto Luigi Di Maio, aggiungendo che il tavolo “non è stato convocato per trasformarsi in un club privato”. e quindi “chi preferisce può liberamente scegliere di non partecipare” . “Da ministro lo accetto, ma ne trarrò le dovute conseguenze” ha spiegato.

 

Luigi Di Maio

 

Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico in un post sul suo profilo Facebook, ha precisato, in relazione  al tavolo istituzionale che  “non è stato convocato per trasformarsi in un club privato dove si discute nell’oscurità. Tutto deve essere trasparente perché tutti devono prendersi le responsabilità di ciò che propongono. Stiamo parlando del futuro di migliaia di cittadini e lavoratori, chi preferisce può liberamente scegliere di non partecipare. È finita  l’epoca delle riunioni che escludono i cittadini da qualsiasi tipo di discussione. Il nostro metodo – continua Di Maio –  è un altro. Fa rima con partecipazione e trasparenza. Gli altri metodi, sbagliati, e i vecchi schemi mentali ci hanno portato dove siamo oggi e non ripeteremo gli errori di chi ci ha preceduto”.

Le accuse del Sindaco di Taranto. Poco dopo le 21.30 di sabato, l’invito al tavolo Ilva del 30 luglio è stato revisionato, non integrandolo magari coi parlamentari ionici, ma estendendolo addirittura ad una serie di sigle pseudo associative e comitati – ha attaccato Melucci con una nota – tra i quali si rinvengono quelle delle aggressioni in Prefettura nel giorno dell’ultimo tragico incidente nello stabilimento, sigle dunque spesso inclini al dileggio delle Istituzioni, sigle che hanno parte della responsabilità di aver lacerato la comunità ionica in questi anni“. Dopo il suo forfait, hanno annunciato la propria assenza anche i  sindaci di  Massafra ( Fabrizio Quarto) di Statte (Francesco Andrioli)  e di Montemesola (Vito Punzi) , cioè dei Comuni  dell’area “di crisi” di Taranto,  e Martino Tamburrano Presidente della Provincia di Taranto (in scadenza a settembre) . Tutti quanti insieme parteciperanno alla conferenza stampa indetta domani  lunedì 30 luglio alle ore 10.00 a Palazzo di Città di Taranto. I rappresentanti del territorio tarantino chiedono al “ministro Di Maio di insediare eventuali successivi momenti di confronto nel capoluogo tarantino“. E la farsa sulla pelle degli operai dell’ ILVA continua….

Melucci ha aggiunto che il Ministro Di Maio, ha “perciò scelto i suoi interlocutori e ha tracciato definitivamente la linea dei lavori, contro ogni nostro ulteriore possibilismo” continua la nota  “Il Comune di Taranto non parteciperà a nuove iniziative in questa forma. L’azienda e i Commissari sanno dove trovare il sindaco quando la legge della Repubblica Italiana prevederà il suo coinvolgimento“.

La scelta dell’allargamento dei partecipanti al tavolo, voluta da Di Maio, è stata criticata da Confindustria Taranto e da Arcelor Mittal, azionista industriale e socio di maggioranza di  Am Investco, la società che 13mesi fa,  dopo una gara internazionale,  si è aggiudicata la gara per rilevare l’ ILVA, che ha così commentato la decisione “per noi del tutto inattesa” aggiungendo  “In merito alla comunicazione con cui ieri il Ministero ha allargato ad un ampio numero di soggetti privati il tavolo istituzionale convocato per lunedì, teniamo a precisare che la nostra società non era stata messa previamente al corrente di tale decisione, che quindi anche per noi è del tutto inattesa” aggiungendo “Siamo aperti al dialogo con tutti i portatori d’interesse e che questo avvenga nel rispetto delle istituzioni in un percorso condiviso, consono e costruttivo”, prosegue la società franco indiano leader mondiale dell’acciaio che auspica per questo come “sarebbe utile avere al tavolo anche il Ministero dell’ambiente ed i tecnici del Governo che hanno lavorato alla loro controproposta, i quali sono ovviamente portatori di un interesse qualificato in ragione del tema oggetto dell’incontro“.

A sollevare forti  perplessità anche il sindacato.  Per il segretario della Fim-CislMarco Bentivogli. “il rischio è quello di una passerella. E quello di domani mi sembra più un atto dovuto per dire che la riunione c’è stata che un confronto vero mentre io mi auguro che il ministro Di Maio capisca che il confronto è una cosa seria e non un riempitivo tra una cosa e l’altra“, ha commentato all’ Agenzia Adnkronos,  nonostante l’incontro  è importante considerando che ArcelorMittal dovrà presentare la propria offerta migliorativa alla proposta di acquisto del Gruppo,raggiunta con il Governo. Secondo   Francesca Re David segretario generale della Fiom-CGIL  quello di lunedì è un “incontro oggettivamente informativo che dovrà rendere però evidente anche la volontà o meno del ministro ad aprire in parallelo un tavolo sul piano occupazionale e su quello industriale” e “fornire chiarezza sul percorso  ancora da compiere“.

“Il premier Conte e il ministro Di Maio si prendano la responsabilità – dichiara il segretario della Uilm Taranto, Antonio Talòdovuta al loro ruolo guardando la realtà: 15mila famiglie di Taranto dirette ed un’economia locale e nazionale che non possono continuare ad aspettare di sapere quale sarà il loro futuro. Lunedì   ci aspettiamo di discutere del merito e siccome il merito riguarda Ilva e Taranto ritengo un errore l’adunata di lunedì seppur e nel rispetto di tutti. La parola al popolo va pure bene ma adesso è tempo di decisioni e del fare”.

Non poteva mancare il puntuale commento  del presidente della RegioneMichele Emiliano. sarcastico con gli assenti : A chi fa paura la presenza dei cittadini ai tavoli istituzionali ai quali col governo del Pdnetwork non era ammessa neanche la RegionePuglia?, ha scritto ironicamente su Twitter il governatore pugliese, rispondendo online ad un cittadino che chiedeva il suo parere sulle polemiche generate dall’allargamento della partecipazione a più soggetti al tavolo istituzionale convocato dal ministro Di Maio sulla “vicenda Ilva“.

Anche le opposizioni politiche vanno all’attacco di Di Maio. “Per come si stanno mettendo le cose, salvo colpi di scena, domani il governo chiuderà Ilva“, ha dichiarato la deputata Mara Carfagna (Forza Italia ): Continuando così la più grande acciaieria d’Europa non potrà essere trasformata nemmeno in un luna park come voleva Beppe Grillo. Tutto il Sud pagherebbe un prezzo altissimo in termini di posti di lavoro e di sviluppo per questa decisione sbagliata di Luigi Di Maio“. La senatrice Teresa Bellanova (Pd) ex-viceministro allo Sviluppo economico rincara la doseCaro Luigi Di Maio – scrive  –  al posto di distribuire falsità e montare sceneggiate penose e fasulle su AirforceRenzi dicendo che è costato 76mila euro al giorno: che ne dici, vuoi occuparti di Ilva che perde 1milione di euro al giorno, 30milioni al mese? O ti si chiede di studiare troppo?“. “

Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario nazionale del Pd Maurizio Martina. “Per come sta gestendo la questione mi pare chiaro purtroppo che il ministro Di Maio se ne freghi di Taranto, non è questione prioritaria per lui. Consiglio di cambiare rotta. La vicenda Ilva viene gestita– dice Martina con tavoli pensati esclusivamente ai bisogni di propaganda quotidiana del ministro e non invece con un lavoro serio su una questione decisiva come questa. Quello del ministro  è il peggior modo di servire una comunità come quella di Taranto, dei suoi lavoratori e di tutti i suoi cittadini“.

La difesa del M5S pugliese. “Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha perso un’altra occasione per essere realmente incisivo su Ilva. Ha nuovamente dimostrato di essere incapace di entrare nel merito della questione legata al siderurgico, preferendo accusare inutilmente il metodo utilizzato dal ministro Di Maio”  hanno sottolineato in una nota come sempre congiunta i parlamentari pugliesi del M5S, Cassese, De Giorgi, Ermellino, Vianello, il consigliere regionale pugliese, Galante, e i consiglieri comunali di Taranto, Battista e Nevoli. I pentastellati si riferiscono alle affermazioni del primo cittadino di Taranto, secondo il quale il tavolo istituzionale al Mise sulla vertenza Ilva convocato lunedì 30 luglio, “è una ennesima messa in scena“.

 

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