Ilva: Calenda “‘nessuna guerra con Emiliano, sgombrare campo ricorsi”

ROMA – “L’Ilva entro il 2020 può diventare l’acciaieria dal punto di vista ambientale migliore d’Europa, quello che è importante è che si sgomberi il campo dai ricorsi e lo si faccia rapidamente, e ragionando sul merito“. Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda intervenendo a “Circo Massimo” il programma radiofonico condotto dai giornalisti  Massimo Giannini e Edoardo Buffoni  su Radio Capital.

Il ministro, commentando i passi fatti del Governatore della Regione Puglia ha precisato di non aver “mai fatto guerra a Emiliano“, ha sottolineato che Emiliano e il sindaco di Taranto hanno sempre avuto porte aperte al Ministero: “l’importante è chiedere cose che si possono fare, stare sul merito delle cose, se si sta sul merito non c’è nessuna preclusione. Siamo istituzioni che si parlano, le questioni personali sono fuori dal tavolo sempre”.

il senatore Pietro Grasso

Calenda ha criticato Pietro Grasso, leader di Liberi e uguali, che ieri ha proposto l’abolizione delle tasse universitarie: “È una proposta trumpiana – ha detto il Ministro dello Sviluppo economico –  si caratterizza come un supporto fondamentale alla parte più ricca del Paese, credo che l’abbia costruita in modo erroneo. Oggi sono già esentati di fatto gli studenti con redditi bassi dalle tasse universitarie, se le metti a carico della fiscalità generale stai dicendo che anche i redditi bassi che non hanno figli a scuola devono pagare per mandare in molti casi persone che hanno reddito medio a scuola. È l’opposto di quello che Liberi e Uguali vuole fare, è una cosa trumpiana. Immagino che in queste ore la stia riguardando e vedendone bene le contraddizioni”

In merito al destino della travagliata compagnia aerea Alitalia, Calenda annuncia: “Oggi abbiamo sul piatto tre offerte. Quello che faranno i commissari, già immagino alla fine di questa settimana o all’inizio della prossima, è dire quale di queste offerte è la migliore, quindi con chi si può iniziare a fare la negoziazione in esclusiva“. E aggiunge “Io non ho preferenze, per me la questione è molto oggettiva e la valutazione sarà fatta sui numeri“.

Il ministro si è detto preoccupato dalle proposte politiche del centrodestra e del M5S, che ritiene “pericolose” per il Paese, perché “tendono a promettere tutto a tutti, dalle pensioni minime all’abolizione del bollo auto, cose forse giuste ma che non ci possiamo permettere“.  “Se non avremo una politica economica seria e un governo in grado di esercitarla dopo le elezioni andremo incontro a seri problemi”, ha affermato Calenda, perché l’emergenza non è stata del tutto superata., aggiungendo “Bisogna fare pochissimo trionfalismo e si deve stare “con i piedi per terra“. Per Calenda il centrodestra con le sue promesse “mette a rischio i conti del Paese” mentre M5s propone “una fuga dalla realtà dove si sostituisce il lavoro con redditi inventati”. Mentre il centrosinistra,  secondo lui “ha invece portato l’Italia fuori dalla recessione e ha ridotto il deficit“.

Carlo Calenda e Matteo Renzi

Dopo le polemiche nei giorni scorsi sulla polemica sul canone Rai con il segretario del Pd Matteo Renzi, il ministro Calenda è ritornato sul tema e commenta: “Mi pare che lo stesso Renzi si sia poi corretto dicendo che la sua intenzione è continuare ad abbassarlo e io penso che questo sia giusto. Ma abolirlo per poi farlo pagare con le tasse della fiscalità generale è un errore. Uno dei problemi principali dell’Italia è considerare i soldi dello Stato come una cosa altra rispetto ai soldi dei cittadini. Non è così, sono gli stessi soldi. I problemi che abbiamo, debito incluso, nascono da questo”. Ha spiegato poi di essere “intervenuto pubblicamente su Twitter sulla questione Rai perché non sono riuscito a farlo privatamente: sono molto duro quando vedo cedimenti al Truman show anche nella mia compagine politica” giudicando Twitter uno strumento “interessante se lo si usa per spiegare le cose” ed  aggiunge: “Inutile promettere ogni giorno l’abolizione di una tassa, questo non porterà a nulla, gli italiani sanno che in campagna elettorale sono tutte fesserie“.

il ministro Pier Carlo Padoan

Calenda si è rallegrato della disponibilità alla candidatura con il Pd del ministro Pier Carlo Padoan.   riconfermando la propria intenzione di non candidarsi: “Fare il parlamentare non credo sia il mio lavoro. Mi piace gestire, anche farlo secondo una visione politica, ma vorrei mettere al riparo queste crisi aziendali dalla campagna elettorale, se me ne sto fuori diventa più semplice per tutti”. Il ministro ha ribadito l’intenzione di dare comunque “una mano al centrosinistra, lì mi colloco, non ho nessuna velleità di fare la riserva della Repubblica, che non ci credo e poi sono troppo giovane“.

Il ministro ha escluso anche una sua possibile corsa da premier in caso di larghe intese: “Paolo Gentiloni è un premier molto migliore di come io potrei mai essere, così mi auguro che se il centrosinistra vinca lo faccia Renzi. E si è detto scettico su un patto Pd- Forza Italia: “È molto complicato, dovrebbero essere larghe intese alla tedesca”.