Il silenzio assordante sull’illegalità del Comune di Taranto. La “staffista” del Sindaco Melucci si è dimessa

Il silenzio assordante sull’illegalità  del Comune di Taranto. La “staffista” del Sindaco Melucci si è dimessa

di Antonello de Gennaro

La notizia del giorno è che per verificare la legalità degli atti del Comune di Taranto non bastano i revisori dei conti, o i presunti dirigenti che controfirmano atti illeciti dalla mattina alla sera, ma ci vogliono sopratutto giornalisti liberi ed indipendenti dalle “mancette” comunali sotto forma di pubblicità distribuita dalla Giunta Melucci (con i soldi dei contribuenti tarantini) a giornali, giornalini e giornaletti locali, aventi come direttore il solito giornalista pubblicista (e talvolta persino professionista !) di turno, che fa il direttore di se stesso… i quali sopravvivono di elemosine politiche e commerciali.

E’ stato infatti il CORRIERE DEL GIORNO l’unico giornale a fare istanza di accesso agli atti amministrativi del Comune di Taranto, sulla vicenda relativa all’assunzione della “staffista del cuore” di Melucci, Doriana Imbimbo in cui i funzionari comunali non solo hanno ritenuto a suo tempo legittimo l’atto di nomina e l’inquadramento economico (illegale), ma successivamente si sono trincerati in un omertoso silenzio assordante che denota e manifesta la loro correità in tali illegalità. Così come è stato, e gli va riconosciuto  Francesco D’Eri, un militante di Fratelli d’Italia e del sindacato UGL  Taranto, il primo a segnalarci l’illegalità di trattamento economico della “staffista” del Sindaco, “autorizzato” dalla Giunta Melucci, dopo che i soliti passacarte comunali che firmano di tutto e di più senza mai verificare nulla, non avevano effettuato alcun dovuto controllo, circostanza di cui dovrebbero essere chiamati a rispondere se la Procura di Taranto farà seriamente il proprio lavoro applicando compiutamente le Leggi vigenti.

Quando una persona perde il proprio lavoro non è mai una bella notizia, specialmente quando è la figlia (Doriana) di un vecchio caro amico fraterno, qual’ era per me Guglielmo Imbimbo, persona seria, per bene ed indimenticata. Ma lo diventa quando questa signorina ha “spacciato” titoli inesistenti, esperienze frutto della sua fantasia, facendosi chiamare persino “dottoressa” senza esserlo mai diventata. Vantando titoli che non ha che le hanno comportato dei vantaggi economici in questi 10 mesi, di cui dovrà rispondere (e non sarà la sola all’ Autorità Giudiziaria). La sua arroganza manifestata con gli impiegati e presunta competenza, e la decisione illegittima del Sindaco Rinaldo Melucci, sono stati uno schiaffo in faccia ai diversi giornalisti (professionisti) che avevano più titoli di fare gli addetti stampa del Comune di Taranto, senza vedersi preferire la compagna di viaggio nelle “vacanze romane” del Sindaco di Taranto.

Rinaldo Melucci

Leggendo le carte e il curriculum della Imbimbo si evincevano delle incongruenze nella dichiarazione del suo titolo di studio (“diploma di Laurea rilasciato dallo IED nel 2001“) sulla base del quale era stato definito il suo inquadramento all’interno della struttura dirigenziale dello staff del Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci. si evinceva che quel titolo non fosse riconosciuto dal Ministero competente come titolo di Laurea e che lo era diventato soltanto a partire dal 2012.

Era dunque evidente l’ incongruenza tra quanto dichiarato dalla “staffista” di Melucci e l’adeguamento della sua figura professionale al Contratto Collettivo nazionale di Lavoro. Incongruenza che nel caso in questione è costato alla cittadinanza tarantina oltre 31.000 euro ! Aveva quindi ragione D’Eri a porre il problema nell’interesse della cittadinanza ed i contribuenti di Taranto,  in che modo vengono valutati i curriculum sia nei concorsi sia nelle chiamate dirette, e con quale criterio vengono destinati i soldi delle casse pubbliche pretendendo  maggiore attenzione nella gestione della cosa pubblica da parte dei dirigenti ed amministratori comunali anche da parte dei liberi cittadini.

A Roma il sindaco Ignazio Marino, eletto come Melucci nelle liste del Pd,  è stato dimesso con una mozione di sfiducia dai suoi alleati  e compagni di partito, e successive dimissioni in blocco,  per una storia di rimborsi spese (cene e viaggi) per circa 20mila euro per le quali successivamente marino pur avendo restituito tutto è stato condannato penalmente. A Taranto purtroppo in consiglio comunale i consiglieri dell’attuale maggioranza non hanno il coraggio e gli “attributi” necessari per fare altrettanto, e dimissionare il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, il quale ha sua volta non ha la dignità necessaria per togliere il disturbo e tornarsene a Crispiano perchè come si suol dire, molti di loro, forse troppi “hanno famiglia”….. cioè vivono (o meglio sopravvivono)  grazie allo stipendio di consigliere comunale !

Cosa dire dei soliti scribacchini e pennivendoli tarantini, silenti, adulatori della “generosa” giunta comunale, ed in particolar modo delle “mancette” pubblicitarie , i quali non si sono mai accorti di nulla…. e quando lo hanno scoperto (ad eccezione di Taranto Buona Sera) hanno tutti taciuto sulla vicenda ? Non ci resta che stendere un velo pietoso di sdegno su questa “omertà” , perchè questo per noi del CORRIERE DEL GIORNO non è giornalismo. L’indimenticato giudice Giovanni Falcone diceva che “il silenzio è mafia“. Ed aveva ragione.

Questa informazione è la peggiore manifestazione di “prostituzione giornalistica” ampiamente diffusa a Taranto e campagne limitrofe… purtroppo per i lettori, e tutto ciò, cari amici, soltanto per qualche centinaio di euro in più in tasca ! Questa è la Taranto “monnezza”, quella  che non farà mai crescere questa meravigliosa maltratta città. Contenti voi !

 

L’ atto di dimissioni della Imbimbo dallo staff del Sindaco Melucci

Determina Imbimbo
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