Il primo verdetto del Tribunale internazionale sulla vicenda dei Marò: “Italia e India sospendano le procedure”

Il primo verdetto del Tribunale internazionale sulla vicenda dei Marò: “Italia e India sospendano le procedure”

(ADGNEWS24) Il Tribunale del mare di Amburgo ha stabilito che “non considera appropriato prescrivere misure temporanee sui due maròMassimiliano Latorre e Salvatore Girone nell’ambito della disputa fra Italia e India. Nel leggere la sentenza, il presidente ha sottolineato che il Tribunale è consapevole sia del dolore delle famiglie dei pescatori indiani uccisi, sia delle conseguenze che le restrizioni comportano per i Marò, aggiungendo dunque che le decisioni della Corte “non devono in nessun modo essere interpretate come un modo di appoggiare rivendicazioni di una delle due parti“.  L’Italia aveva chiesto a Tribunale di Amburgo di far rimanere Latorre in Italia e far rientrare dall’India Salvatore Girone.

CdG maro indiaE’ arrivato, dopo due mesi, il verdetto del Tribunale del Mare di Amburgo sul caso dei due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre ritenuti responsabili dalla giustizia indiana dell’uccisione di due pescatori al largo delle coste dello Stato indiano del Kerala nel febbraio 2012.  La decisone del Tribunale del Mare è stata presa con 15 voti a favore contro 6. Il presidente del Tribunale si è espresso a favore. La motivazione della decisione risiede nella necessità di preservare i diritti delle parti. Entro il 28 settembre Roma e New Delhi “dovranno presentare un rapporto di ottemperanza con le misure previste“.

Schermata 2015-08-24 alle 13.40.21Respinta la richiesta italiana sulle misure temporanee: l’Italia aveva chiesto, in attesa della conclusione dell’iter giudiziario, il rientro in patria di Salvatore Girone, ora in India, e la permanenza in Italia di Massimiliano Latorre,attualmente in convalescenza a casa dopo il malore accusato in India. Roma inoltre aveva chiesto che l’India cessi di esercitare qualunque tipo di giurisdizione sul caso. Visto che sarà compito dell’arbitrato internazionale all’Aja “giudicare nel merito del caso“, il Tribunale del Mare “non considera appropriato prescrivere misure provvisorie” poiché questo “toccherebbe questioni legate appunto al merito del caso“.

L’agente del governo italiano ad Amburgo Francesco Azzarello ha espresso soddisfazione per la sentenza ma anche “delusione” per la mancata adozione di misure per Girone e Latorre e l’intenzione di “rinnovare le richieste relative alla condizione dei fucilieri davanti alla Corte arbitrale“.  “La misura oggi prescritta tutela in parte i diritti italiani sul caso dell’Enrica Lexie” ha affermato Azzarello che poi si è detto certo che l’India attuerà senza ritardo le determinazioni del Tribunale. Anche il giudice ad hoc nel Tribunale del Mare scelto dall’Italia, Francesco Francioni, ha concordato con la decisione del Tribunale ma si aspettava di più sul versante delle misure temporanee.

 

Alla luce di quanto stabilito ad Amburgo non cambia per ora la situazione dei due marò italiani. Salvatore Girone dovrà restare in India, mentre Massimiliano Latorre non può contare sulla permanenza in Italia al termine del periodo concessogli dall’India per ragioni di salute.

Il ministro Graziano Delrio al Meeting di Cl a Rimini, commentando la sentenza sui Marò ha detto: “L’Italia sperava diversamente. avevamo chiesto altre cose, la sentenza non va nella direzione che avevamo richiesto. Il governo non può fare altro che prenderne atto, poi si decideranno ulteriori passi da parte del presidente del Consiglio e dei ministri competenti

L’ex ministro degli Esteri Giulio Terzi commentando la pronuncia del Tribunale Internazionale del Mare di Amburgo sul caso dei due fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ha detto  “Speravo e confidavo in una decisione interamente favorevole alle nostre richieste, ma la considero comunque una posizione molto bilanciata. È stato comunque – sottolinea – un passaggio significativo a favore dell’Italia. Abbiamo aspettato due anni e mezzo per portare avanti questo arbitrato internazionale, considerato da molti esponenti di governo l’ultima carta da giocare invece che la prima, cosa che ci ha fatto perdere tempo e forza“.

Secondo Terzi, “ll’irresponsabile archiviazione di quella procedura avvenuta nel 2013, con la decisione di rimandare i due fucilieri in India, ha indebolito notevolmente la richiesta da parte dell’Italia di misure di urgenza nella sede del tribunale Amburgo. Oggi – continua Terzinelle conclusioni del tribunale Iclos è emerso che questa controversia deve essere risolta nell’ambito della convenzione del diritto del mare. Quindi si evidenzia l’improponibilità della richiesta indiana di risolvere la questione sulla base del diritto nazionale. E questo conferma che l’Italia doveva sostenere la sua posizione di internazionalizzazione in via prioritaria . E’ quindi una forte smentita a chi diceva che l’arbitrato internazionale era una strada non percorribile“.

 

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