Il Presidente Mattarella chiama il premier Conte e sblocca nave Diciotti. Il Viminale esprime “stupore”. Ecco cosa è successo

Il Presidente Mattarella chiama il premier Conte e sblocca nave Diciotti. Il Viminale esprime “stupore”. Ecco cosa è successo

ROMA –  Il caso della nave Diciotti continua a creare fibrillazioni nel governo. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sentito ieri il premier Conte e ha chiesto informazioni sulla vicenda. Ha fatto sapere di seguire con attenzione la vicenda della nave militare bloccata al porto di Trapani. Qualche ora dopo è arrivato l’annuncio di Conte che in una nota scrive: “Sta per iniziare lo sbarco dei migranti che sono a bordo della nave Diciotti“. Il premier fa sapere che è stata completata l’identificazione delle persone a bordo “con particolare riguardo a quelle a cui risulterebbero imputabili le condotte che configurano ipotesi di reato”. Nei prossimi giorni proseguiranno gli accertamenti e l’ascolto di tutti i testimoni

Fonti del Viminale in serata hanno espresso “stupore” per la telefonata del presidente della Repubblica  Mattarella al premier Conte in merito alla vicenda della nave Diciotti. Le stesse fonti esprimono “rammarico” per la decisione della Procura di Trapani di non emettere alcun provvedimento restrittivo. “Dietro il cambio di passo” scrive il quotidiano La Stampa, “l’intervento diretto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha chiamato Conte nel pomeriggio per avere informazioni sulla vicenda e soprattutto perché si risolvesse una crisi ormai arrivata al livello di guardia, sottolineando il fatto che a bordo ci sono minorenni, donne e persone malate. Senza dimenticare che Mattarella è il capo delle Forze Armate e la Diciotti, almeno fino a quel momento, una nave militare italiana bloccata in un porto italiano“.

L’Huffington Post riassume la vicenda così:Dopo quarantott’ore assurde, rimane impresso su pellicola il film di un governo diviso sull’approdo di una nave facente parte di un corpo della sua stessa marina militare, che si è rimpallato le responsabilità e ha avallato l’una o l’altra ricostruzione dei fatti a seconda della convenienza del momento. Di un presidente del Consiglio del tutto silente. E di un Capo dello Stato che, di fronte a un caos a tratti inspiegabile, ha sentito il dovere di intervenire“.

Il confronto nel governo è sulle competenze, trattandosi appunto di una nave militare. “Non voglio farmi prendere in giro. Finché non c’è chiarezza su quanto accaduto non autorizzo nessuno a scendere dalla Diciotti: se qualcuno lo fa al mio posto se ne assumerà la responsabilità“, ha sottolineato il ministro degli Interni Matteo Salvini prima che la nave attraccasse. “O hanno mentito gli armatori denunciando aggressioni che non ci sono state – e allora devono pagare – o l’aggressione c’è stata e allora i responsabili devono andare in galera“, ha proseguito (Corriere della Sera).

 

La polemica pubblicamente è tra la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta e il leghista ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio che in materia di sbarchi aveva detto che la Trentaparla a titolo personale“. “Sui migranti c’è un tavolo interministeriale, composto dalla Difesa, dagli Interni e dagli Esteri e delle Infrastrutture, che ho voluto io – ha spiegato Conteche si è già incontrato 4-5 volte e che ha le sue prerogative e le sue competenze per esprimersi“. Il braccio di ferro sul caso dei 67 che erano a bordo della Vos Thalassa continua. “Nessun braccio di ferro con Salvini, aspettiamo la magistratura“, ha rimarcato il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli.

Il vice premier Luigi Di Maio ha invece espresso pieno rispetto per Mattarella.  “Se il Presidente della Repubblica è intervenuto in questa vicenda – ha detto Di Maio intervenendo alla trasmissione Rai Agorà (quella che Beppe Grillo minacciava di voler chiudere…n.d.r.)  – bisogna rispettare il Presidente e soprattutto fare in modo che quando ci siano delle questioni del genere le procedure siano più veloci…Noi avevamo la preoccupazione che dovesse essere perseguito chi aveva commesso violenza sulla nave, ma deve esserci un messaggio chiaro: i cittadini si aspettano che la giustizia trionfi sempre e in questi casi bisogna accertare che se ci sono stati degli illeciti le persone siano individuate e perseguite. Ha competenza la magistratura, aggredire gli equipaggi non è accettabile. Che Salvini abbia esagerato o meno non me ne frega niente, la cosa importante è che con l’intervento del Presidente si sia sbloccata la situazione“.

Il ministro Salvini ha parlato anche lui  questa mattina, cercando di rimediare alle dichiarazioni della notte: “Il presidente della Repubblica  non si è mai intromesso in quello che io ho fatto come ministro dell’Interno. Io non ho niente da chiarire; se comunque Mattarella vuole capire cosa ho fatto io sono a disposizione, ma la lotta ai clandestini è una delle priorità del Paese. L’unica cosa che mi farebbe arrabbiare è che tutti gli sbarcati della Diciotti finissero a piede libero, qualcuno deve pagare, ci deve esser certezza della pena. Mi auguro la Procura faccia in fretta, non può finire a tarallucci e vino“.

All’attacco di Salvini ha anche resistito la Procura di Trapani diretta da Alfredo Morvillo. I magistrati titolari delle indagini, Morri, Tarondo e Verzera hanno deciso di iscrivere nel registro degli indagati, senza procedere al fermo, i due migranti denunciati da Sco, Squadra Mobile di Trapani e Nucleo speciale investigativo della Guardia Costiera, per la (presunta) rivolta  a bordo del rimorchiatore Vos Thalassa che aveva salvato i 67 migranti poi trasbordati sulla nave Diciotti.

Stanotte presso l’Hot-spot di Milo che si trova alla periferia di Trapani, i poliziotti hanno sentito tutti i migranti, eccetto i due indagati, per capire cosa è davvero successo a bordo della Thalassa, il cui comandante , il rumeno Dobrescu Corneliu, sentito dalla Polizia ha raccontato di essere stato costretto a cambiare domenica notte la rotta della nave, mettendo la prua verso l’Italia e non più in direzione Libia. Gli investigatori in giornata dovranno consegnare una nuova informativa al pool di pm della procura trapanese  Al momento non è stato disposto  nessun arresto per il sudanese Ibrahim Bushara, e per Hamid Ibrahim, che al momento sono solo indagati a piede libero per “concorso in violenza privata continuata e aggravata“. Nessuna iscrizione invece per il reato di impossessamento di nave. Uno dei due assieme ad un terzo migrante sono poi sospettati di essere stati scafisti.

Non c’è ancora alcuna certezza su quanto accaduto sulla Thalassa. Sahar Ibrahim una mediatrice culturale di Intersos Unicef, che ha operato a bordo della nave Diciotti, a sbarco finito ha raccontato ai giornalisti , che per quanto raccontato dai migranti che a bordo della nave Thalassa non vi sarebbe stata alcuna rivolta ma solo una reazione di paura per vedersi fermi in mare dopo essere stati tratti in salvo e di avere percepito che potevano essere riportati in Libia. Ha anche detto che una delle donne nelle fasi di trasbordo sulla Diciotti dalla Thalassa si è anche fratturata un piede.

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