Il presidente dell’ Autorità Anticorruzione Cantone risponde a Davigo: “Oggi meglio che nel 1992”

Il presidente dell’ Autorità Anticorruzione Cantone risponde a Davigo: “Oggi meglio che nel 1992”

Raffaele Cantone  un’intervista rilasciata al Corriere della Sera” contesta le tesi espresse dal nuovo presidente dell’ Anm, l’ associazione dei magistrati  Pier Camillo Davigo, sostenendo che non corrisponde al vero che oggi è peggio che nel 1992, così come non non è vero che l’Anac (l’ Autorità nazionale anticorruzione) sia la ruota di scorta di Renzi, e ribatte che  non è vero che che in Italia abbiano vinto i corrotti e replica “Non sono la ruota di scorta di Renzi. Constato solo che il governo contro la corruzione si sta muovendo. Oggi e’ meglio che nel 1992

Io sto ai fatti, non alle allusioni”  ribatte Cantone. “Tutte le volte che c’era da criticare il Governo non mi sono mai tirato indietro. Il primo a denunciare il rischio dell’innalzamento dei contanti a 3 mila euro sono stato io. Ma per la prima volta c’è in Italia un’Autorità indipendente contro la corruzione cui sono stati dati poteri, secondo una visione nuova che non è affatto alternativa alla magistratura, al contrario di quel che qualcuno tende a pensare. L’Ocse, che bacchetta sempre l’Italia, ha elogiato il nostro lavoro sull’Expo. Il nuovo codice degli appalti ci attribuisce poteri autentici».

 

Davigo-Cantone. Botta e Risposta. Il “capo” dell’ Anac: “le manette non bastano”

In cosa abbiamo fatto la ruota di scorta?” dice Cantone “Constato solo che il governo contro la corruzione si sta muovendo. Oggi è meglio che nel 1992“. E se il “pool Mani Pulite”  della procura della repubblica di Milano “ha fallito” è “perchè le manette da sole non bastano“. Ma al tempo stesso Cantone ricorda “che in Italia abbiano vinto i corrotti, non è assolutamente vero. Dire che tutto è corruzione significa che niente è corruzione, e il sistema non può essere emendato“. Le molteplici inchieste in corso dimostrano “che il sistema reagisce“.

nella foto, Nicola Gratteri

Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro

Davigo aveva affermato che i politici oggi “rivendicano con sfrontatezza quel che prima facevano di nascosto. Dicono cose tipo ‘con i nostri soldi facciamo quello che ci pare‘, ma non sono soldi loro, sono dei contribuenti“. Immediate erano arrivate le polemiche da parte di esponenti della politica ma anche da parte di qualche magistrato. Nicola Gratteri, nuovo Procuratore capo di Catanzaro, dice che “Davigo ha sbagliato a generalizzare. Se si dice che ‘sono tutti ladri’, facciamo il gioco dei ladri‘. Per Giovanni Legnini, vicepresidente del Csm, Davigo rischia di alimentare “un conflitto di cui la magistratura e il Paese non hanno alcun bisogno, tanto più nella difficile fase che viviamo nella quale si sta tentando di ottenere, con il dialogo e il confronto a volte anche critico, riforme, personale e mezzi“. L’ ex procuratore capo di Milano e già numero uno del sindacato delle toghe, Edmondo Bruti Liberati, al quotidiano La Repubblica ha detto che ““non esiste una magistratura buona contro un’Italia di cattivi

Dalla procura di Taranto invece stranamente nessuna dichiarazione, nonostante vi lavori l’ex-segretario nazionale dell’ ANM, Maurizio Carbone sconfitto insieme all’ex-presidente e collega Rodolfo Sabelli alle ultime elezioni per il rinnovo dei vertici dell’ associazione dei magistrati.

Secondo il magistrato Cantone serve la prevenzione che “ha tempi lunghi ma nel nord Europa ha funzionato” e ribadisce che “la soluzione non è solo la repressione, la ricetta non è solo la stessa del 1993, che all’evidenza ha fallito”. E porta l’ esempio degli infiltrati: “Ho parlato di agenti infiltrati un mese fa, a un convegno di magistrati. Capisco che Davigo possa non seguire quello che dico, ma in questo caso non è molto informato. Lo stimo, sono stato tra i primi a fargli gli auguri. Condividiamo l’amore smisurato per la magistratura; ma l’amore porta lui a vedere solo gli aspetti positivi; e porta me a vedere gli aspetti critici“.

Cantone replica anche alle frecciate di Davigo

Schermata 2016-04-24 alle 11.35.58Cantone contesta però la visione di fondo che fuoriesce delle parole di Davigo e ricorda che anche nella magistratura “ci sono le mele marce” e ci sono “gli aspetti critici“.  “L’idea che ci sia un mondo tutto pulito, la magistratura, e un mondo tutto sporco, la politica e la burocrazia, è comoda da vendere come fiaba ma è falsa” continua Cantone nell’intervista al Corriere  “Molto spesso  la magistratura non riesce a dare risposte ai cittadini, perché è sovraccaricata di compiti non suoi. Si pensa che debba occuparsi soprattutto dei grandi temi, e un po’ meno del senso di giustizia individuale. Sul piano dei tempi e della prescrizione la risposta è insufficiente. Non a caso Ilvo Diamanti sostiene che la magistratura negli ultimi anni ha perso oltre il 20% della sua credibilità, passando dal 70% a sotto il 50. Si può sempre dire che la colpa è degli altri? Io mi ribello a questa logica del fortino assediato. La magistratura ha meriti eccezionali; ma sarebbe scorretto non evidenziare che certi meccanismi organizzativi non funzionano”.

Ad esempio la giustizia “molto spesso – spiega  Cantonenon riesce a dare risposte ai cittadini, perchè è sovraccaricata di compiti non suoi. Si pensa che debba occuparsi soprattutto dei grandi temi, e un po meno del senso di giustizia individuale” e conclude ricordando che “la magistratura ha meriti eccezionali, ma sarebbe scorretto non evidenziare che certi meccanismi organizzativi non funzionano“.

Non vanno bene le generalizzazioni sui politici “che rubano”:

La politica deve fare molto di più. – dice il Presidente dell’ AnticorruzioneMa è ingiusto non riconoscere quanto è stato fatto negli ultimi anni. Dire che non cambia mai nulla è funzionale all’idea di non far cambiare mai nulla. Noi come magistratura abbiamo chiesto nuove norme sul falso in bilancio, sul voto di scambio politico mafioso, sull’autoriciclaggio: e queste riforme sono state fatte. Alcune potevano essere scritte meglio, ma qualche perplessità è stata superata dalle interpretazioni della giurisprudenza. Non riconoscere che qualcosa si può fare è come dire che non c’è più niente da fare, che l’unica strada sono le manette. Ma non è così.

Cantone ed il ruolo della magistratura: “Non deve salvare il mondo” 

Per Cantone la magistratura ha le sue colpe da farsi perdonare: “Ci sono testimoni che sono andati dieci volte ai processi e dieci volte sono stati rimandati indietro. Ci sono uffici giudiziari che danno risposte, e altri che non lo fanno. Ripeto: io amo la magistratura. Ma ho un’idea diversa del suo ruolo”. “In certe battaglie – prosegue Cantone – la magistratura è uno dei soggetti. Davigo pensa che sia l’unico a poter risolvere i problemi. Non condivido una visione autoreferenziale e salvifica. La magistratura non deve salvare il mondo; deve accertare i reati penali e decidere i processi civili. In nessun Paese del pianeta ha il monopolio nelle questioni di legalità; altrimenti finisce per esercitare una funzione di supplenza nei confronti della politica“.

Schermata 2016-04-24 alle 11.33.50Cantone non condivide l’ idea che ci sia un mondo tutto pulito, la magistratura, e un mondo tutto sporco, la politica e la burocrazia, è comoda da vendere come fiaba; ma è falsa. La magistratura è fatta al 99 per cento di persone perbene, ma le mele marce ci sono; come ci sono persone perbene in politica. Il retropensiero che ci si debba sporcare con i rapporti istituzionali, malgrado quello che è successo a Falcone, continua a essere usato: con allusioni e attacchi ingiustificati, basati sul nulla. In che cosa noi dell’Autorità abbiamo fatto da ruota di scorta? Se Renzi la evoca di continuo è perché finalmente l’Autorità sta provando a lottare contro la corruzione, non perché ci sia un rapporto incestuoso. Se qualcuno ha le prove di rapporti incestuosi, le tiri fuori; non usi illazioni. Altrimenti finisce come quando Falcone veniva chiamato eroe dagli stessi che lo appellavano come traditore. Ero uditore giudiziario quando partecipai ad assemblee di magistrati che, quando fu fatta la Direzione nazionale antimafia, usavano per Falcone parole tra cui la più buona era traditore. Quegli stessi, 15 giorni dopo, usavano la parola eroe“.

Come non dare ragione e stringere la mano davanti ad un magistrato come Cantone ?  Ce ne fossero molti come lui….

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