Il premier Conte invia la lettera a Telt: avanti sulla Tav basta che si possa tornare indietro

Il premier Conte invia la lettera a Telt:  avanti sulla Tav basta che si possa tornare indietro

E’ questa la via di compromesso nel Governo Lega-M5S : Bandi con “clausola di dissolvenza” per dare più tempo al negoziato politico. Intanto a Torino si prepara as un’altra manifestazione dei #SiTav con le Madamin di nuovo in piazza in un flash mob mentre le imprese scendono sul piede di guerra: ‘Se non partono i bandi pronti ad azioni legali’

Palazzo Chigi

ROMA – Palazzo Chigi ha inviato una lettera alla Telt per autorizzare l’approvazione di avvisi per i 2,3 miliardi di lavori del tunnel di base della Tav con la clausola di dissolvenza che sarà motivata dall’avvio della procedura di revisione del trattato italo-francese. E’  questa la strada che Giuseppe Conte ha deciso di percorrere per trovare una mediazione all’interno del Governo, in stallo sulla Torino-Lione, ed evitare di tornare all’avvocatura, visto che non è stato mai eletto dagli elettori.

I contenuti della direttiva e dei bandi non sono ancora noti ma sarà comunque presente un riferimento alla volontà di Roma di chiedere a Parigi e Bruxelles di rivedere il Trattato. La lettera è frutto dell’intesa raggiunta in extremis da Lega e M5S e terrebbe conto delle condizioni avanzate ieri da Luigi di Maio, che aveva chiesto di non impegnare soldi pubblici in questa fase.

La Lega insiste perché i bandi partano e si prosegua con la realizzazione dell’opera, mentre il Movimento 5 stelle è fortemente contrario. Conte spera nella terza via, quella dei bandi che possono essere cancellati, che secondo il premier potrebbe portare la pace dentro l’esecutivo.

Un portavoce di Telt conferma di aver ricevuto il documento da Palazzo Chigi.  Lunedì il Cda della società si riunirà per dare il via libera ai bandi da 2,3 miliardi di euro per i lavori di scavo del tunnel di base e Palazzo Chigi precisa che ‘si va verso il rinvio, lunedì non ci saranno i bandi’. L’obiettivo di Telt dunque è quello di rispettare la volontà dei governi. “Preso atto delle posizioni dei due governi vi informiamo che, in assenza di atti giuridicamente rilevanti che comportino istruzioni di segno contrario, abbiamo previsto che il Cda fissato per l’11 marzo 2019 autorizzi la Direzione a pubblicare gli ‘avis de marchés’ (inviti a presentare candidatura) relativamente agli interventi dei lotti francesi del tunnel di base, in modo da rispettare il termine del 31 marzo” per avere il finanziamento Ue per il 2019.

“La società Telt mi ha appena risposto confermandomi che i capitolati di gara non partiranno senza l’avallo del mio governo e del governo francese e che, al momento, si limiteranno esclusivamente a svolgere mere attività preliminari, senza alcun impegno per il nostro Stato”, ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, pubblicando la lettera da lui invitata a Telt sulla Tav e la risposta ricevuta dalla società italo-francese. “Ho chiarito che questo Governo e le forze politiche che lo sostengono si sono impegnati a “ridiscutere integralmente questo progetto e che abbiamo intenzione di interloquire con la Francia e con l’Unione europea alla luce delle più recenti analisi costi-benefici da noi acquisite. Ovviamente non vogliamo che nel frattempo si perdano i finanziamenti europei già stanziati”.

In serata il premier Conte ha informato il presidente Emmanuel Macron e il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker sull’iniziativa intrapresa di ritardare i vincoli giuridici e gli impegni di spesa per i bandi e, in particolare, sul “supplemento di riflessione” richiesto per condividere dubbi e criticità nel frattempo emersi sul progetto Tav.

Il no alla Tav è una “battaglia identitaria del Movimento” cinquestelle. Lo ha ribadito a Napoli il presidente della Camera, Roberto Fico. “Nel 2005 la prima riunione non del movimento perché non esisteva, ma dei meetup che nascevano fu fatta a Torino perché quel giorno c’era la grande manifestazione per dire no alla TAV – dice Ficoeravamo un centinaio di persone, oggi alcuni non ci sono, c’era anche Beppe Grillo, finì la riunione e andammo tutti alla manifestazione No TAV “. Fico sottolinea che “non era un’idea ideologica o per dire no a qualcosa, era per dire di cambiare rotta rispetto a opere che non servono e non servivano, con documenti concreti e sostanziali“.

“Il primo atto nel 2013 quando arrivammo in Parlamento come parlamentari di M5S alla Camera e al Senato, la prima uscita pubblica di tutto il MoVimento 5 stelle parlamentare fu di andare a visitare i cantieri della TAV per comprendere a che punto ci trovavamo, per dire l’ennesimo no documentato e non ideologico alla TAV – ha ricordato il presidente della Camera Roberto Fico a Napoli – quindi è una lotta che ha attraversato ogni periodo storico dai meetup al movimento, non è un atto ideologico perché abbiamo visto tutte le relazioni che sono negative senza contare che ogni volta purtroppo, e non solo in Italia, che un’opera va avanti in un certo modo crescono anche le spese che in questo momento non sono a bilancio, diciamo così”. “È chiaro che è una battaglia identitaria del MoVimento 5 stelle e quindi comprendo bene la durezza“. Nonostante tutto però per il presidente della Camera “la legislatura è saldamente in piedi, c’è la nostra Carta costituzionale, la nostra Repubblica e semmai avverrà qualcosa la parola passerà sempre al Presidente della Repubblica, non al presidente della Camera“.

Il leader della Lega Matteo Salvini smorza sulla crisi di governo. Elezioni anticipiate? “Non ci penso neanche. Abbiamo fatto tanto in nove mesi e voglio fare ancora di più in cinque anni”Io rimango convinto che la TAV si debba fare, per collegarci al resto dell’Europa. Stiamo lavorando per riaprire tutto quello che altri hanno bloccato per anni e io farò di tutto perché, coinvolgendo la Francia e l’Europa, l’opera si faccia. Gli italiani ci chiedono di lavorare e questo faremo“.

Intanto a Torino si prepara ad un’altra manifestazione dei #SiTav con le Madamin di nuovo in piazza in un flash mob mentre le imprese scendono sul piede di guerra: ‘Se non partono i bandi pronti ad azioni legali’

Il Comité Lyon-Turin: con il rinvio si bruciano 300 milioni. “Ogni nuovo rinvio significherebbe uno spreco di centinaia di milioni di euro, dalla perdita dei 300 milioni di euro di fondi Ue fino alle spese legate ai ritardi nei lavori“. Lo ha detto all’ANSA il delegato generale del Comité Transalpine Lyon-Turin, Stéphane Guggino, commentando le notizie provenienti dall’Italia. “Non ho informazioni precise riguardanti un eventuale rinvio dei bandi” di gara sulla Torino-Lione, ha detto ancora il delegato generale del Comité Transalpine Lyon-Turin aggiungendo: “Mi sembra ci sia molta confusione, anche se sul piano della procedura tutto è possibile“.

I SiTav scendono di nuovo in piazza. Sono oltre un migliaio i torinesi che partecipano al flash mob delle madamin davanti a Palazzo Carignano, storica sede del primo Parlamento italiano, per dire “si Tav subito”. Lo slogan viene scandito dalla piazza, mentre una catena umana è stata formata davanti all’ingresso dello storico edificio da cui Cavour fece partire i lavori per il tunnel del Frejus. I cittadini in piazza indossano indumenti arancioni, il colore del Comitato Si Torino va avanti delle madamin. Con loro anche Mino Giachino, l’altro organizzatore delle manifestazioni a sostegno della nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità. Con il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, sono presenti numerosi esponenti politici del centrosinistra e di +Europa. Per le imprese, ci sono tra gli altri i presidenti di Amma e Unione Industriale, Giorgio Marsiaj, e Dario Gallina. La mobilitazione “Si Tav” prosegue domenica prossima, 17 marzo, alle ore 11 in piazza Castello a Torino.

 

 

 

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