Il porto di Taranto e la sua vasta retro-portualità.

Il porto di Taranto e la sua vasta retro-portualità.


Superata la fase dell’annuncio sul traffico crocieristico annunciato per la primavera 2017, che ha destato un legittimo clamore nell’intero territorio, nonché l’auspicato entusiasmo dei rappresentanti istituzionali del nostro porto e della  città di Taranto , presumibilmente si svolgerà una opportuna conferenza di servizi patrocinata dal Sindaco di Taranto, lo Ionian Shipping Consortium (ISC) con una sua nota, sente di “dover condividere” con tutti gli stakeholders, pubblici e privati, “delle riflessioni franche e dal taglio più pragmatico“.

Oggi ISC si compone di undici società di capitali – dice Rinaldo Melucci, presidente del Consorzio – che impiegano regolarmente circa sessanta professionisti dei rami marittimo, doganale e peritale, rappresentando dunque non solo il più grande contenitore imprenditoriale nei servizi del nostro porto, ma insieme alle associazioni di categoria una parte fondante del cosiddetto cluster marittimo-portuale ionico, cioè quel portatore di interessi diffusi e cultura della blue economy, della quale ultima la comunità tarantina tanto difetta ancora, diremmo in maniera anacronistica rispetto al valore che da più parti si intende ormai assegnare alle maestranze ed ai progetti del porto“.

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Se gli operatori, dopo quasi un ventennio di desertificazione imprenditoriale e mediocri pratiche commerciali, finalmente riescono a fare vero sistema, ad essere performanti e competitivi anche su mercati di una certa rilevanza e non limitati ai flussi locali, attraverso nuovi imponenti strumenti formativi dei propri addetti e presto dei giovani delle strutture scolastiche ed universitarie tarantine, se riescono ad investire ingenti risorse nella promozione delle attività portuali, in sinergia con la Authority, e persino sono in grado di chiudere partnership, tutt’altro che agevoli dal punto di vista dell’esposizione organizzativa ed economica, con player del calibro di Thomson Cruises controllata  dal colosso Tui), tutto questo lo si deve alle opportunità di lavoro che i grandi committenti del nostro porto, Ilva ed Eni in testa, stanno da un anno a questa parte assegnando agli operatori realmente locali, che dimostrino naturalmente di operare con competenza e nella legalità.
CdG rinaldo Melucci

Rinaldo Melucci

Il vero volano della nostra economia – aggiunge Melucci –  specie in questa delicata congiuntura, non è di per sé l’avere un porto tra le mani, pure il terzo del Paese per movimento merci assoluto, di sicuro quello di più ampia prospettiva, bensì risieda in questo rinnovato e costruttivo rapporto tra la grande industria e le imprese locali, fisiologicamente portate a reinvestire i proventi in porto, a tutto vantaggio dell’occupazione e della crescita economica, di nuovo, dell’intero territorio”.

Ora, questo dialogo non è mai scontato, mai acquisito una volta per tutte, mai privo di sacrifici e rischi. Per non smarrire il valore di queste conquiste e l’effetto moltiplicativo che possono avere sul porto e la città nei prossimi anni, lo Ionian Shipping Consortium (ISC)  “si rivolge a quegli stessi soggetti istituzionali, oggi giustamente soddisfatti per il risultato inerente le crociere a Taranto, chiedendo di sostenere con convinzione questo modello virtuoso che il consorzio costituisce, non soltanto nei momenti di festa, ma soprattutto in quelli di difficoltà che inevitabilmente si incontrano lungo il percorso“.
 
nella foto il prof. Federico Pirro

nella foto il prof. Federico Pirro

Lo Ionian Shipping Consortium manifesta sintonia con il prof. Federico Pirro dell’ Università di Bari, che di recente sulla stampa ha auspicato una partecipazione più attiva di tutta la classe dirigente ed imprenditoriale locale al dibattito, costellato di pericoli, sulle attività ed il futuro dei grandi asset industriali italiani sul nostro territorio. “In molti – continua la nota del Consorzio – ne avranno preso consapevolezza ormai, l’epoca delle sterili lagnanze e delle soluzioni preconfezionate dall’alto è tramontata definitivamente, nessun ente o rappresentante politico o manager forestiero potrà surrogare, nel futuro alle porte, gli operatori ed i lavoratori tarantini, in ciò che di buono e giusto si potrà compiere nel porto di Taranto, in aderenza alle necessità (anche ambientali) e all’anima di questa città”

L’  ISC  è l’ unico gruppo locale che partecipa al bando pubblico indetto per il Gruppo Ilva, così come pure in cordata con imprese di livello multinazionale partecipa alla gara per la gestione del Molo Polisettoriale del Porto di Taranto. “Le nostre sfide commerciali sono prima di tutto sfide morali – conclude Meluccie di riscatto di un’ intera comunità portuale, non si tratta di mero profitto” ed aggiunge A proposito del Molo Polisettoriale, per fare solo un esempio, a seconda delle condizioni che ci verranno proposte nella fase del cosiddetto dialogo competitivo, il progetto originario potrebbe assumersi come una semplice previsione di partenza, arrivando a contenere l’opzione allargata ad altre aree ovvero traffici, con risvolti notevolissimi per le sorti del porto tutto, per molti anni a venire”.
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