Il Consiglio dei Ministri approva decreto di fermo per gli Uffici Giudiziari di Bari

Il Consiglio dei Ministri approva decreto di fermo per gli Uffici Giudiziari di Bari

ROMA –  Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Guardasigilli Alfonso Bonafede, ha approvato oggi un provvedimento d’urgenza teso a far fronte alla grave condizione in cui versano gli Uffici giudiziari di Bari. Con questo decreto-legge viene infatti stabilita la sospensione dei processi penali in qualunque fase e grado, e dunque anche in grado d’appello dei procedimenti innanzi al giudice di pace in primo grado.

Che la situazione di Bari fosse grave ed urgente il Ministro della Giustizia lo aveva già dichiarato il 7 giugno, quando aveva deciso di andare a verificare di persona la situazione. Visita che aveva promesso proprio il giorno del suo giuramento come Ministro, quando durante il festeggiamento per il 2 giugno aveva incontrato nei giardini del Quirinale, il sindaco di Bari e presidente dell’Anci Antonio Decaro. La visita in quegli uffici giudiziari, traslocati urgentemente da un Palazzo di giustizia oramai inagibile, alle tensostrutture, lo avevano definitivamente convinto che quella situazione “veramente impossibile” come l’aveva definita, esigeva un intervento urgente.

Questa la storia di una giustizia sempre più malata . A metà maggio venne trasmessa una relazione tecnica che evidenziava una criticità delle condizioni strutturali dell’immobile di via Nazariantz. Il 25 maggio (e quindi cioè prima dell’avvento del nuovo Governo Conte) il Ministero della Giustizia autorizzò con decreto l’utilizzo del soppresso Tribunale di Modugno per lo svolgimento delle future attività giudiziarie del Tribunale e della Procura del capoluogo pugliese. Nello stesso momento contempo, venne deciso di svolgere le udienze penali all’interno di tensostrutture allo scopo di consentire i rinvii di quelle già fissate che rechino il vecchio indirizzo indicato in citazione.

Lo svolgimento delle attività giudiziarie, presso le strutture temporanee allestite all’aperto, determina una situazione ingestibile per il personale e tutte le parti che vi partecipano. Dovendo provvedere a garantire i diritti processuali delle parti, Il Ministero di Giustizia ed il Governo sono dovuti ricorrere alla necessaria sospensione dei termini, previsti dal codice di procedura penale, fissati per la proposizione dei reclami e impugnazioni, nonché dei termini di durata delle indagini preliminari. mIl provvedimento ha decorrenza immediata e durata limitata: il Decreto-legge resterà, infatti, in vigore fino al 30 settembre 2018.

La sospensione odierna del Ministero di Giustizia non comprende i procedimenti che hanno carattere di urgenza (convalida arresto, giudizio direttissimo, convalida sequestri) o che sono a carico di imputati in stato di custodia cautelare. E’ stato stabilito, inoltre, che la sospensione non riguarderà i procedimenti per reati di criminalità organizzata e terrorismo. Infine, visto il fermo forzato dei processi, disposto con decreto-legge, nel periodo considerato è sospesa la prescrizione del reato, che riprenderà il suo corso appena cesserà la causa di sospensione.

“Avevo promesso che ci avrei messo la faccia – ha dichiarato il Guardasigilli Alfonso Bonafedeed oggi abbiamo emanato un decreto d’urgenza che sospende tutti i processi e i termini processuali, inclusi quelli di prescrizione, da qui fino al 30 settembre: a Bari non avranno bisogno di fare udienze nelle tende, una cosa inaccettabile per una Repubblica democratica“.sottolineando che “basta vedere una giustizia costretta nel fango del dibattito politico, noi ci occupiamo finalmente dei cittadini”.

E’ quanto ha sottolineato il ministro della Giustizia Bonafede al termine del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al dl per la sospensione dei processi fino al 30 settembre nel capoluogo pugliese,  ribadendo che Il governo “si impegnerà nell’individuazione di uno stabile” che sostituisca l’edificio del Tribunale di Bari.

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