I "furbetti" tarantini del denaro pubblico

I "furbetti" tarantini del denaro pubblico

Taranto ha bisogno di un’economia sana, onesta, trasparente, così come gli imprenditori tarantini devono avere il coraggio, come fanno i loro colleghi baresi, brindisini, di affrontare la concorrenza anche al di là della provincia jonica, di competere su altri mercati, se vogliono realmente chiamarsi imprenditori. Altrimenti sono e resteranno sempre dei “prenditori” di denaro pubblico

di Antonello de Gennaro

Come se non bastassero le polemiche sull’eccessivo utilizzo dell’ affidamento diretto utilizzato dal Comune di Taranto , le “silenti” proroghe ed ennesimo regalo che la Giunta Melucci ha concesso per il cimitero ai soliti noti “prenditori” di denaro pubblico, gli “affarucci” torbidi  del vecchio istituto autonomo case popolari (ora Arca Jonica) , si è aggiunto oggi anche il “piantillo” di Paolo Campagna  presidente della sezione di Taranto dell’ ANCE  l Associazione nazionale costruttori edili (aderente a Confindustria Taranto) il quale evidentemente pensa solo e soltanto agli affari delle imprese edili  ignorando e calpestando il rispetto del voto politico e sopratutto non tiene conto della marea di problemi veri e più importanti della vita quotidiana della città di Taranto, ma anche dell’intera provincia jonica, che sono ben superiori a quelle delle imprese edili.

 

Con una nota Campagna interviene sulle dimissioni presentate dal primo cittadino Rinaldo Melucci all’indomani del voto delle Provinciali che lo ha visto sconfitto in maniera imbarazzante,  affermando che  “non tocca a noi svolgere un’analisi politica su quello che è accaduto lo scorso 31 ottobre, ma tocca a noi certamente lanciare un grido di allarme rispetto alle questioni che riguardano l’eventuale vacatio politica al Comune di Tarantoe quindi di fatto Campagna smentisce i presupposti del suo intervento. Secondo il presidente dell’ ANCE  TarantoIl commissariamento rischia di essere un ulteriore intoppo rispetto alle questioni in piedi pensiamo in particolar modo alle attività che come ANCE stavamo svolgendo di concerto con l’Assessorato all’Urbanistica e a quello ai Lavori Pubblici , riguardo le questioni attinenti il recupero e la riqualificazione della città vecchia, del borgo e di alcuni quartieri periferici”.

“Avevamo posto in essere con l’Assessore Motolese uno studio sul patrimonio immobiliare esistente,– aggiunge  ancora il presidente di ANCE –  ed anche un taglio sicuramente più affine alle esigenze delle imprese locali rispetto alle gare d’appalto ma allo stallo che potrebbe verificarsi anche rispetto alle procedure per l’area ZES, o i tanto attesi PUMS e PUG, pensiamo si possa uscire con una nuova visione collegiale del bene per la città. Rispettiamo l’autonomia del sindaco che nei prossimi giorni valuterà l’eventuale conferma o meno delle sue dimissioni,  ma crediamo altresì che il futuro della città si possa incentrare solo su una nuova fase politica e programmatica dell’ente che richiami tutti, maggioranza e opposizione, alle proprie responsabilità. Auspichiamo pertanto – conclude  Campagnaun accordo di alto profilo che non coinvolga solo l’attuale maggioranza di Governo, ma vari una nuova stagione di corresponsabilità e collegialità di tutti i componenti il consiglio comunale” .

Pur rispettando le opinioni altrui, anche se contrarie alle nostre,  non possiamo non esimerci di confutare il ragionamento-appello del Presidente di ANCE Taranto, al quale stanno evidentemente più a cuore gli interessi economici dei suoi colleghi e società associate, che quelli della città di Taranto. Di una città che è da tempo stanca dei comitati dei “furbetti dell’appalto“. Di una città che ha mille problemi da risolvere prima di pensare allo “studio sul patrimonio pubblico immobiliare esistente”, che forse sarebbe più di competenza dell’ Ordine degli Ingegneri ed Architetti che di quello dei costruttori.

Di quale “intoppo” parla quindi l’ ANCE Taranto ? Togliendo le festività natalizie e quelle pasquali che interrompono l’attività politica in tutta Italia, votare a maggio significa di fatto andare a votare fra meno di 4 mesi.

E’ semplicemente inaudito e vergognoso cercare di ottenere dei privilegi da chi deve gestire il denaro pubblico nel rispetto delle Leggi vigenti, chiedendo “un taglio sicuramente più affine alle esigenze delle imprese locali rispetto alle gare d’appalto”. Il presidente Campagna inizi a pensare a porre fine alle speculazioni edilizie fatte dai suoi associati con il fondo schiena dei cittadini arraffando denaro pubblico. Fare impresa non significa speculare ! Si preoccupi piuttosto delle indagini ed accertamenti in essere della Guardia di Finanza a carico del suo “associato” Impresa Geom. Domenico Cassalia, sulle sue operazioni “furbette” e spesso truffaldine effettuate sulla piscina comunale di Taranto ( società “Mediterraneo” srl) , sul cimitero dei Tamburi (in ATI dalla società “IMPRESA CASSALIA” ) e sulle palazzine costruite dall’ Impresa Geom. Cassalia in  via Magnaghi su suolo pubblico destinato ad edilizia popolare convenzionata, e vendute come case di lusso a 4 mila euro al metro quadro !  Un prezzo che si paga a Roma nelle zone più lussuose ed elitarie della Capitale e non certo a poche centinaia di metri dal ponte di Punta Penna Pizzone !

la palazzina di edilizia popolare…costruita dall’ Impresa Cassalia sui suoli ex-IACP (ora Arca Jonica)

E magari il presidente dell’ ANCE Campagna visto che si trova, si facesse spiegare come mai il suo associato Cassalia utilizza decine e decine di conti correnti bancari….anche perchè presto dovrà spiegarlo alle Fiamme Gialle ed alla Procura di Taranto che stanno indagando da tempo sul suo conto.

Taranto ha bisogno di un’economia sana, onesta, trasparente, così come gli imprenditori tarantini devono avere il coraggio, come fanno i loro colleghi baresi, brindisini, di affrontare la concorrenza anche al di là della provincia jonica, di competere su altri mercati, se vogliono realmente chiamarsi imprenditori. Altrimenti sono e resteranno sempre dei “prenditori” di denaro pubblico.

Con questa gente, con questa specie di “imprenditori” che sembrano più dei faccendieri e corruttori a caccia di commesse, di appalti privilegiati, di incamerare denaro pubblico , ma sopratutto con questo modo di pensare ed operare il territorio Taranto non crescerà e migliorerà mai.

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