Gli ori di Taranto. La cerimonia nel ricordo di mons. Motolese

Gli ori di Taranto. La cerimonia nel ricordo di mons. Motolese

Taranto città di frontiera, città di accoglienza; San Cataldo patrono dei forestieri – questo l’argomento su cui i giovani di Taranto si sono espressi, con lavori compiutamente preparati, che hanno mostrato il volto generoso e accogliente dei tarantini. Alla presenza del presidente e vice presidente della Fondazione, Gianna Zoppei e Catello Miro, l’arcivescovo mons. Filippo Santoro ha spiegato il senso della traccia di lavoro. “Mi sono chiesto: qual è il fenomeno che quest’anno ha maggiormente caratterizzato la città e il territorio e come avrebbe reagito mons. Motolese? Se lui ci fosse stato sarebbe stato in prima linea di fronte a questa emergenza e così ho deciso che il tema sarebbe stato sui migranti”. Ma prima di passare alla premiazione dei ragazzi mons. Santoro parla del presente e del futuro della Cittadella . “Gli obiettivi sono chiarissimi, salvaguardare il cuore di mons. Motolese, la Cittadella è inseparabile dal servizio alla carità, mantenere e se possibile aumentare i livelli occupazionali della Cittadella, offrire un rigore nella ricerca scientifica, perché la carità si deve fare bene. In questa prospettiva mi sto prodigando perché ci siano le condizioni per andare avanti da soli, la direzione individuata con Gianna Zoppei, Lelio Miro ed il CdA e la presenza dell’assessore Donato Pentassuglia costituiscono un segnale positivo per raggiungere questi obiettivi”.

L’assessore alla Sanità della Regione Puglia Donato Pentassuglia ha affermato che è necessario lavorare tutti insieme perché i tanti sacrifici portino ad un risultato. “Per noi la Cittadella della Carità è un punto di riferimento. Quello che i sogni di tanti lavoratori di questo territorio e la lungimiranza di mons. Motolese hanno realizzato, cioè una struttura del genere, è per noi un impegno morale. Sono contento della traccia di lavoro scelta quest’anno, perché l’accoglienza si realizza con le azioni concrete. Questo territorio propone, non aspetta. La Regione sta lavorando perché questa importante struttura rimanga nel Sistema Salute e dei servizi alla persona. Ognuno deve assumersi la propria quota parte di responsabilità, solo così si può raggiungere la meta. Mi auguro di poter parlare a breve ai lavoratori della Cittadella, delineando un percorso definito”.

Per la sezione Scuola Secondaria Superiore hanno vinto la borsa di studio di 500 euro Gaia Costantini e Gabriele Pisto del Liceo Archita, con un lavoro multimediale, e Claudia Rivizzigno del Liceo Aristosseno con un elaborato scritto. Ma i ragazzi di Taranto, che si sono definiti scherzosamente “gli ori di Taranto” hanno emozionato con i lavori presentati, effondendo in tutti gli adulti presenti la speranza che un futuro diverso e migliore per Taranto sia possibile. Così a loro sono stati destinati altri 1000 euro, poiché non sono arrivati lavori da una sezione.   Cinque borse di studio da 200 euro l’una sono andate a Simone Villani del Liceo Battaglini, Andrea Giuliano dell’Itis Pacinotti, Marika Dompietro dell’Istituto Cabrini, Nicoletta Francesca Carpenito e Miriam Galerati del Liceo Aristosseno e Ilaria Calò del Liceo Archita. Video, immagini di sbarchi, di fratelli in difficoltà, ma anche di risate, balli e partite di pallone tra giovani dalla pelle di diverso colore, accomunati però dal desiderio della costruzione di un futuro. I lavori presentati rendono orgogliosa una città che ha saputo dimostrare forza ed esprimere solidarietà proprio nei momenti più difficili.

Per il Seminario Arcivescovile sono state decise due borse di studio per il lavoro multimediale, realizzato da Cristian La Neve, Ioas Russo, Alessandro Stamerra e Angelo pastore, e per l’elaborato scritto realizzato da Giuseppe Basile, Mattia Bembo e Angelo Pastore. Dall’Africa sono arrivate la lettera di Davis, ex studente del Centro di Formazione Professionale “Mons. G. Motolese di Malindi, in Kenya, unitamente ad una lettera di ringraziamento del vescovo di Malindi, mons. Emmanuel Barbara. Hanno scritto per ringraziare la scelta della Fondazione di destinare 1000 euro alla scuola nata sotto l’egida di mons. Motolese. Grazie a questa cifra quattro studenti studieranno per un anno in regime di convitto. La carità di cui ha impregnato la sua Opera e la sua lunga vita mons. Motolese pulsa anche in Africa, e parla di fratellanza, di accoglienza, ma anche di sostegno e formazione, perché se c’è una cosa che l’indimenticato mons. Motolese ha sempre insegnato è che ogni cosa deve essere sempre fatta al meglio.

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