Funerali a Manduria per Antonio Stano l' uomo umiliato e picchiato a morte dalla baby-gang

Funerali a Manduria per Antonio Stano l' uomo umiliato e picchiato a morte dalla baby-gang

La famiglia di Stano ha deciso di celebrare a sorpresa ed in forma strettamente privata il funerale nella piccola chiesetta di Sant’Anna situata all’interno di una casa di riposo anziché nella Chiesa del Rosario di Manduria (Taranto) il cui ingresso è stato consentito solo ai parenti più stretti.

TARANTO – A seguito dell’improvviso cambio di programma sui funerali di Antonio Stano che per sfuggire alle telecamere, la famiglia di Stano ha deciso di celebrare a sorpresa ed in forma strettamente privata nella piccola chiesetta di Sant’Anna situata all’interno di una casa di riposo anziché nella Chiesa del Rosario di Manduria (Taranto) come inizialmente era stata diffusa una falsa notizia su dove si sarebbe dovuto celebrare il rito. Un luogo privato il cui ingresso è stato consentito solo ai parenti più stretti.

La messa funebre è stata officiata da don Domenico Spina della parrocchia di San Michele Arcangelo, a cui hanno partecipato solo una trentina di persone, come rende noto il quotidiano locale online La Voce di Manduria. Il personale dell’ Agenzia funebre “La Pietà” di Manduria a cui la famiglia ha affidato il compito del funerale, a sua volta ha provveduto a tenere lontani i numerosissimi giornalisti e le telecamere che dopo un primo momento di disorientamento erano comunque riusciti ad individuare il luogo del depistaggio.

Immediate si sono levate delle proteste da parte di alcuni fedeli. Fabio Di Noi, amico di infanzia del pensionato dell’ Arsenale della Marina Militare di Taranto, sostiene  che il cambio di programma è stata “l’ennesima bruttura” fatta a Stano, il 66enne pensionato che aveva subito una serie di aggressioni e violenze da parte di un gruppo di giovani , spentosi il 23 aprile scorso dopo essere stato sottoposto a due interventi chirurgici per suturare una perforazione gastrica e per una emorragia intestinale.

Leonardo Milano un altro anziano di Manduria, che voleva dare l’ultimo saluto ad Antonio, ha detto ai giornalisti presenti che in paese”ci conosciamo tutti, siamo faccia a faccia ma non ci salutiamo. Siamo un mondo di morti“.

Gli indagati, secondo gli inquirenti, durante gli assalti con lanci anche di pietre alla finestre dell’abitazione dell’uomo si sarebbero ripresi con i telefonini anche mentre sottoponevano la vittima a violenze con calci, pugni e persino bastoni di plastica, per poi diffondere i video nelle chat di Whatsapp. Sabato 4 maggio, a Manduria, si terrà una marcia per rilanciare i valori della legalità, del rispetto e della civile convivenza.

Questa mattina si è svolta  riunione operativa presso la Procura della Repubblica di Taranto per fare il punto sulle indagini relative all’omicidio preterintenzionale di Antonio Stano, a cui hanno partecipato il procuratore capo  Carlo Maria Capristo, il procuratore aggiunto Maurizio Carbone, il pm titolare del fascicolo d’indagine dr. Remo Epifani, e il Procuratore capo del tribunale dei  minori Pina Montanaro.

Fondamentale per il prosieguo delle indagini a carico dei due maggiorenni e 12 minorenni, per le violenze subite dall’anziano pensionato,  sarà il risultato degli esami istologici sui reperti prelevati durante l’autopsia,  accertamenti questi che richiederanno alcuni giorni e che consentiranno alla magistratura di verificare se vi sia un collegamento  tra le percosse ed il decesso. e quindi  soltanto in presenza di certezze medico-scientifiche, ad oggi non ancora rese disponibili, si potranno  fare delle valutazioni per una corretta identificazione giuridica delle responsabilità degli indagati dalla Procura della Repubblica e da quella dei Minori di Taranto per omicidio preterintenzionale, stalking, lesioni personali, rapina, violazione di domicilio e danneggiamento.

“Chiederemo pene esemplari per i responsabili della morte”, ha detto al Tg1 il procuratore capo di Taranto, Carlo Maria Capristo . Per il Procuratore di Taranto “Stano sarebbe ancora tra noi, se tutti quelli che sapevano, avessero informato gli organi di polizia molto tempo prima“. .  Domattina il procuratore capo Capristo terrà una conferenza stampa.

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