Fisco: ok Ecofin a Iva ridotta su pubblicazioni elettroniche

Fisco: ok Ecofin a Iva ridotta su pubblicazioni elettroniche

Per libri, giornali e riviste, gli Stati hanno l’opzione di applicare l’Iva ridotta, minimo al 5%. Alcuni sono stati autorizzati ad applicare anche quella sotto il 5% o a zero. La nuova direttiva consentirà agli Stati che lo vogliono di applicare il tasso ridotto anche alle pubblicazioni elettroniche

LUSSEMBURGO – Via libera dell’Ecofin alla proposta che consentirà agli Stati membri di applicare Iva ridotta, super-ridotta o zero alle pubblicazioni elettroniche, allineando quindi l’Iva degli e-book a quella dei libri di carta. “E’ parte del nostro sforzo per modernizzare l’Iva per l’economia digitale, e ci consente di tenere il passo con il progresso tecnologico”, ha detto il ministro austriaco Hartwig Löger, presidente di turno dell’Ecofin.

In base alle regole attuali i servizi elettronici sono tassati con Iva standard, ovvero minimo al 15%, mentre le pubblicazioni su supporto fisico godono dell’aliquota non-standard. Per libri, giornali e riviste, gli Stati hanno l’opzione di applicare l’Iva ridotta, minimo al 5%. Alcuni sono stati autorizzati ad applicare anche quella sotto il 5% o a zero. La nuova direttiva consentirà agli Stati che lo vogliono di applicare il tasso ridotto anche alle pubblicazioni elettroniche, mentre l’Iva super-ridotta o zero sarà accordata solo a quegli Stati che attualmente la applicano alle pubblicazioni di carta.

Commento positivo al via libera è arrivato dall’Associazione Europea degli Editori di giornali (Enpa), presieduta da Carlo Perrone e dall’Emma, l’associazione europea dei periodici, che in una nota congiunta hanno parlato di una decisione “che riflette come giornali e periodici vengono letti nell’era digitale e riconosce l’importanza del ruolo svolto dagli editori in una democrazia”.

“L’abbassamento dell’Iva sulla stampa digitale promuove l’accesso dei cittadini ai contenuti informativi su tutte le piattaforme che giocano un ruolo cruciale per la democrazia europea”, ha detto Perrone, secondo cui la decisione “incoraggerà gli editori ad andare avanti con importanti investimenti in contenuti di qualità che consentano ai cittadini di farsi un’opinione informata attraverso notizie su argomenti cruciali per la società e per alimentare il dibattito democratico”.

Di una “una grande vittoria per l’Italia e per tutti i lettori europei ha parlato il presidente dell’Associazione Italiana Editori (Aie) Ricardo Franco Levi. “L’Europa segue la direzione presa dall’Italia, che dal 1 gennaio 2015 ha scelto di applicare l’Iva al 4% – e non più al 22% – per i libri digitali come per i libri di carta”, ha sottolineato in una nota. “Segna così la sua grande vittoria, partita con la campagna di Aie #unlibroèunlibro e divenuta un’intera battaglia italiana grazie al sostegno del governo, in una direzione coraggiosa quando in Europa questa era una posizione minoritaria”. “È grazie a questo grande gioco di squadra che oggi tutti i lettori europei, sia su carta sia su ebook, avranno gli stessi diritti”, ha concluso.

“L’Unione Europea ha, oggi, inviato il forte messaggio di voler rimuovere i principali ostacoli allo sviluppo del mercato della stampa digitale in Europa”, ha commentato il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti. “È un passaggio essenziale per garantire il pluralismo dei media e tutelare la libertà di opinione e la democrazia nel mondo digitale. Questo voto sottolinea che la libertà di stampa è uno dei valori fondamentali delle società democratiche europee, destinato ad impattare in modo significativo sulla sostenibilità del settore”.

“In Italia, già dal 1° gennaio 2016, anche grazie all’azione della Fieg, si applica l’aliquota Iva ridotta al 4% a quotidiani e periodici online – prosegue Riffeser Montil’allineamento delle aliquote ha aumentato la produzione di contenuti digitali e favorito gli investimenti degli editori, con conseguenze positive in termini di alfabetizzazione, sviluppo del pensiero critico, occupazione e sostenibilità del settore. Nel medio lungo periodo, a beneficiarne saranno soprattutto i consumatori: gli editori potranno, infatti, rispondere alla domanda di contenuti digitali, con un’offerta sempre più competitiva”.

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