Firewatch: il fuoco e la foresta

Firewatch: il fuoco e la foresta

di Paolo Campanelli

Wyoming, parco di Yellowstone, estate 1988 Uno dei più grandi incendi nella storia del parco, nato dall’unione di tanti fuochi più piccoli lasciati incontrollati, distrugge una parte importante parte delle selve; per ovviare al problema, il parco ricorre a una serie di lavoratori stagionali come guardaboschi. Henry è una persona come tante, con gli alti e bassi di una vita come tante, che decide di accettare questo incarico.

Si svolge interamente all’interno del parco, e il giocatore controlla Henry, la cui storia viene spiegata attraverso del testo poco prima di cominciare a giocare, e viene leggermente influenzata da una serie di opzioni, che modificano come henry reagirà a certe situazioni. Il gioco è interamente in prima persona, con henry che può esplorare liberamente tutta l’aria del parco di sua competenza, svolgendo semplici compiti e recuperando oggetti dalla dubbia utilità. Unico contatto umano è Delilah, veterana del ruolo e superiore di Henry, via walkie-talkie; la loro relazione e i loro scambi saranno modificati anche qui dalle scelte del giocatore.

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Ben presto però, Henry si renderà conto che qualcosa non va: due campeggiatrici sono scomparse senza lasciare traccia, un uomo misterioso si aggira tra le fratte, un cavo telefonico è tagliato isolando la postazione e un’aria del parco è off-limits da parte del governo, recinzione metallica e tutto. Henry è intenzionato a scoprire cosa si nasconde dietro, senza tralasciare il suo obiettivo di avvisare Delilah in caso d’incendio.

Il gioco conta principalmente sul raccontare una storia tramite l’esplorazione e i particolari: resti di vecchi accampamenti, tracce del passaggio di animali, messaggi lasciati tra due uomini che occupavano in precedenza lo stesso incarico di henry nelle cassette dei Ranger, letteratura del periodo, musica pop anni ottanta (creata però ad hoc) ed è persino presente un ciclo giorno-notte, che però non avanzerà se non in seguito all’avanzamento della storia nel corso della giornata.

Punto di forza è l’ambientazione, sempre a cavallo tra l’iper-realistico e l’animazione, con scorci disegnati su effettive foto del parco di Yellowstone, differenti tipi di alberi e piccoli animali che si muovono in lontananza, a cui si aggiungono i colori saturi di libri, lattine di birra schiacciate e abbandonate e altre amenità che si possono trovare in aree di campeggio in mezzo alla natura; nel corso del gioco si po’ trovare una macchina fotografica usa-e-getta le cui foto, in perfetto stile “rullino fotografico da sviluppare” possono essere viste solo durante i titoli di coda.

Prodotto dalla casa indie Campo Santo, piccola produzione formata da artisti già famosi per altri giochi come Mark of the Ninja e TellTale games’s,  The Walking Dead, è stato rilasciato a febbraio 2016 su PS4 e PC, e cita in maniera indiretta alcune caratteristiche di giochi famosi moderni e omaggia marche e mascotte famose dell’epoca.

Firewatch ha riscosso un buon successo tra pubblico e critica, nonostante l’indubbiamente breve durata del gioco, e si può acquistare dal PSN e su Steam a circa venti euro.

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