Emiliano e Melucci: similia cum similibus (cioè: "i simili con i simili"). E la magistratura indaga su entrambi

Emiliano e Melucci: similia cum similibus (cioè: "i simili con i  simili"). E la magistratura indaga su entrambi

La manifestazione di ieri nella città vecchia di Bari, con cui Emiliano ha annunciato la sua intenzione a candidarsi da falso “civico” non è stato un atto di forza ma bensì un atto di arrogante paura. Lo ha confermato una piazza ma non pienissima come alle precedenti elezioni. Strategicamente presenti molti direttori generali della sanità e dirigenti regionali, che evidentemente sono tutti “devoti” ad Emiliano per le loro cariche ricoperte.

di Antonello de Gennaro

Il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, è tornato ad essere “devoto” a Michele Emiliano   ritornando all’ovile della corrente del governatore in occasione della sua ricandidatura alla guida della Regione Puglia, nonostante sia stato proprio il governatore Emiliano, attraverso il lavoro dietro le quinte di Rocco De Franchi con il contributo di Michele Mazzarano e del sindaco di Laterza Gianfranco Lopane a sbarrargli la strada per l’elezione a presidente della Provincia di Taranto, competizione in cui Melucci venne letteralmente doppiato ed “asfaltato” da Giovanni Gugliotti, attuale sindaco di Castellaneta.

E’ bene ricordare che nel ballottaggio di due anni fa in occasione delle Elezioni Amministrative al Comune di Taranto Melucci, fu la quarta scelta del centrosinistra  come candidato sindaco,  e che senza il sostegno finale di Emiliano e Michele Pelillo (all’epoca deputato e leader del Pd jonico) non sarebbe mai stato eletto per una manciata di voti superando Stefania Baldassari candidata della società civile sostenuta dal centrodestra, che al primo turno aveva preso 5 mila voti in più dell’attuale sindaco.

La manifestazione di ieri nella città vecchia di Bari, con cui Emiliano ha annunciato la sua intenzione a candidarsi da falso “civico” a cui hanno partecipato i sindaci di Bari, Antonio Decaro, di Lecce, Carlo Salvemini , di Brindisi, Riccardo Rossi. quello di Taranto, Rinaldo Melucci,  con la  giunta regionale quasi al completo, incluso il consigliere regionale Salvatore Ruggeri indagato insieme ad  Emiliano nella recente inchiesta in corso della Procura di Foggia per corruzione, in realtà non è stato un atto di forza ma bensì un atto di arrogante paura.

Lo ha confermato una piazza ma non pienissima come alle precedenti elezioni. Strategicamente presenti molti direttori generali della sanità e dirigenti regionali, che evidentemente sono tutti “devoti” ad Emiliano per le loro cariche ricoperte,  qualche ex- parlamentare e qualche consigliere comunale.

Questa volta Emiliano annuncia la sua candidatura senza passare come di consueto dalle “primarie” del centrosinistra dove avrebbe trovato lo sbarramento del Partito Democratico a cui il Governatore non è più iscritto per salvarsi dagli strali del Csm e della procura Generale della Cassazione, dopo la precedente sanzione disciplinare subita a seguito dei due procedimenti riuniti a suo carico. Una candidatura che sembra forte ma in realtà è molto debole, non potendo contare sui “renziani” rappresentati in Puglia dal ministro Teresa Bellanova, nè tanto meno dal Pd compatto. Figuriamoci poi dal movimento La Giusta Causa guidata dall’avvocato Michele Laforgia, l’associazione che insieme a Sinistra Italiana e ad un’ala del Pd incalza pesantemente il governatore su tempi e modi delle primarie del centrosinistra.

Un nervo scoperto per Emiliano che alle critiche di Laforgia che non a caso ieri non era presente alla manifestazione politica del governatore pugliese, reagì così: “Se qualche studio legale ci vuole far perdere le elezioni, può anche farlo. Ma non sarà facile. Io mi batterò come so fare“. Aggiungendo: «”Mi pare che qui ci sia qualcuno che vuole farci perdere le elezioni. Se si candideranno alle primarie e le vinceranno, sarò pronto a dare una mano come feci con Vendola. Salvo che non si tratti di lobbisti mascherati che vogliono farci perdere”. Dichiarazione sopratutto quest’ultima che Emiliano ha dimenticato, confermando la sua nota arroganza decisionista che questa volta però rischia di lasciarlo a piedi.

Siamo grati a chi ci ha preceduto e un pò oggi mi manca. Io e Nichi Vendola non sempre siamo riusciti ad essere come dovevamo e io mi assumo tutte le responsabilità che mi competono, però se non ci fosse stato lui io non sarei qui. Una leadership politica e umana come quella di Nichi oggi mi manca. Se fosse qui oggi io sarei l’uomo più felice del mondo“. Ha detto ieri il presidente della Regione Puglia, “Mi manca Vendola, non quelli che si sono serviti di lui, che sono una cosa diversa, perché fingono di rappresentare una sinistra della quale non hanno mai fatto parte“.

Mentre Vendola tace e non commenta, ed altrettanto fa con stile e signorilità l’avvocato Michele Laforgia che per una manciata di voti sei mesi fa non è stato eletto in Parlamento, la reazione più pesante è arrivato dal Movimento 5 Stelle che è stato così attaccato frontalmente da Emiliano; “In Puglia, sia chiaro, con quelli che prima dicevano una cosa e poi ne fanno un’altra, noi la maggioranza almeno al primo turno non la faremo mai, se non ci chiedono scusa di tutte le cose che hanno detto contro di noi, per poi rimangiarsi tutto». Avevano detto che avrebbero spostato il Tap e noi siamo rimasti con il cerino in mano; avevano detto che avrebbero chiuso l’Ilva e non hanno avuto la forza di farlo e non vogliono neanche aiutarci a decarbonizzarla. Con gente così, – ha aggiunto Emilianoche non rimedita sulle fesserie che ha detto, al Governo non ci vado, e noi vinciamo le elezioni anche senza di loro. Li travolgeremo, travolgeremo le chiacchiere e le infamità che vanno raccontando“.

I consiglieri regionali del M5S non hanno fatto attendere l’ immediata replica a Emiliano che ieri ha detto che con i pentastellati “almeno al primo turno» non farà mai alleanze se non chiedono scusa di tutte le cose che hanno detto contro di noi, per poi rimangiarsi tutto”. Questo il duro commento del M5S pugliese:  “Non vogliamo avere niente a che fare con chi governa come ha fatto lui, cercando di raccattare consensi per mantenersi attaccato alla poltrona e distribuendo poltrone pur di aumentare il suo bacino elettorale. Ed è un no che vale per la campagna elettorale e per tutto quello che ci sarà dopo“.  “Emiliano ha provato a ‘comprarè anche noi – sottolinea il M5Sproponendoci tre assessorati in cambio del silenzio su tutti gli altri provvedimenti della Giunta. E siamo stati gli unici a rifiutare l’offerta e andare avanti”.

I grillini accusano Emiliano di aver avviato una “finta battaglia contro il gasdotto Tap solo su giornali e tv, limitandosi a chiederne lo spostamento a Brindisi, città letteralmente abbandonata dalla sua Giunta». ed aggiungono “Oggi avrebbe dovuto parlare del suo programma per la Puglia, ma su temi come sanità, consorzi di bonifica, Arif, PSR, fondi per la pesca persi, emergenza rifiuti neanche una parola. Fallimenti evidenti anche ai consiglieri di quella che dovrebbe essere la sua maggioranza, oggi quasi del tutto assenti. Neanche loro hanno avuto il coraggio di presenziare a questa farsa. Pertanto visti i fallimenti e gli scandali giudiziari della sua maggioranza, riteniamo che sia Emiliano a dover chiedere scusa ai pugliesi.

Una posizione questa molto difficile da ricomporre in ogni caso e sede, contrariamente a quanto incredibilmente avvenuto nella Regione Umbria dove il M5S che aveva causato la caduta della giunta di centrosinistra a guida del PD con l’arresto di alcuni esponenti che guidavano l’ente regionale umbro ed il locale Partito Democratico, si sono alleati in questa campagna elettorale in corso sostenendo una candidatura neutrale, per fermare l’ondata del centrodestra a trazione leghista. In Puglia sarebbe pressochè ridicolo e poco credibile sostenere e “spacciare” come “civica” la candidatura di Emiliano solo perchè non ha rinnovato la tessera del Nazareno.

Doriana Imbimbo

Una cosa è certa: se il sindaco di Taranto Melucci è tornato all’ovile di Emiliano, molto è dipeso anche dal ritorno al suo fianco della “pasionaria”, cioè della sua staffista del cuore Doriana Imbimbo  (attualmente sotto processo per “truffa” al Comune di Taranto) che da sempre è un’ “adepta” del governatore pugliese, grazie al quale ha sempre sbarcato il lunario, prima del fatale incontro con Melucci.

Chissà cosa penserebbe Emiliano se scoprisse che Melucci avrebbe impedito all’ Avvocatura comunale di Taranto di costituirsi parte civile arrivando addirittura a minacciare pesantemente gli avvocati del Comune di Taranto di trasferirli ed esternalizzare il servizio, circostanza che sembra abbastanza veritiera non essendosi costituito parte civile nel processo appena iniziato il “truffato” e cioè il Comune di Taranto,   ed a seguito di un esposto sono in corso i dovuti accertamenti della Magistratura .

Gli indagati potrebbero quindi aumentare nella coalizione di Michele Emiliano, che questa volta non potrà più dire dinnanzi al Consiglio Superiore della Magistratura ed alla Procura Generale della Cassazione che “gli assessori ed amministratori comunali di sua fiducia non hanno mai avuto problemi con la giustizia“. Ed ora inizia anche  il processo con rito abbreviato di Michele Mazzarano.

E meno male che Emiliano si professa ancora un magistrato dalla parte della legalità….

 

 

 

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