Ecco l'ordinanza della Prefettura. Chiuse tutte le strutture della cooperativa Indaco di Taranto di Salvatore Micelli

ROMA Come il CORRIERE DEL GIORNO aveva anticipato in esclusiva, a seguito dell’ ispezione dei Carabinieri del NAS guidati dal capitano Marra, coadiuvati dal servizio ispettivo dell’ ASL di Taranto, il Prefetto di Taranto dr. Cafagna il 26 giugno scorso ha disposto con propria ordinanza la chiusura definitiva delle strutture di accoglienza per i migranti(anche se risulta difficile definirla tale)  gestita dalla Cooperativa Indaco gestita dal “faccendiere” Salvatore Micelli, ben noto insieme alla sorella-socia  Barbara alle forze dell’ ordine ed alla Procura di Taranto per i loro precedenti truffaldini.

Ecco il provvedimento dell’ ordinanza:

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La Cooperativa INDACO come abbiamo comprovato, nella nostra precedente inchiesta (vedi QUI) sottraeva alle casse sociali i fondi della Comunità Europea  destinati  attraverso la Prefettura per l’ assistenza dei migranti ospitati nelle strutture di accoglienza di Taranto, in via Cesare Battisti ed al quartiere Paolo VI , per destinarli persino alla recente campagna pubblicitaria elettorale per le elezioni amministrative di Taranto, dove il Micelli in accordo con un consigliere comunale uscente, Alfredo Spalluto, un politicante noto per i suoi cambi di “maglietta”, e non per la sua pressochè inesistente attività politica (punita dai suoi stessi elettori) , avevano messo in piedi una lista civica, che appoggiava la candidatura a sindaco dell’ex-direttore del Carcere di Taranto Stefania Baldassari.

nella foto il neo-consigliere comunale Stefania Baldassari (estranea alla vicenda) e Salvatore Micelli

Una lista civica che in realtà era praticamente l’elenco dei dipendenti, soci, e consulenti della Cooperativa Indaco, che è stata sonoramente bocciata dagli elettori. E meno male che la Baldassari sosteneva di essere “garante” della propria coalizione politica…

Nel frattempo il Micelli, sta cercando di trasferire le proprie attività dalla Puglia in Emilia Romagna, partecipando ai bandi di gara per l’accoglienza dei migranti indetti dalle prefetture emiliano-romagnole. E non sono un caso i frequenti contatti fra il Micelli ed un’altra conoscenza della magistratura: Fabrizio Pomes, il politicante-faccendiere dell’associazione mafiosa D’ Oronzo-De Vitis a cui il GICO della Guardia di Finanza e la Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e ha confiscato ogni bene ed attività in quanto frutto di illecito arricchimento. Dei quali nei prossimi giorni vi riveleremo dei retroscena….

continua/2.