Ecco come a Bari la politica fa “sistema” mentre a Taranto sono tutti contro tutti…

Ecco come a Bari la politica fa “sistema” mentre a Taranto sono tutti contro tutti…

“Abbiamo motivato con una nota al ministro la nostra richiesta – ha detto Decaro – e con una serie di azioni che sono state compiute congiuntamente dalle forze politiche, tanto che sia all’interno del consiglio metropolitano sia all’interno del consiglio comunale tutte le forze, di maggioranza e di minoranza, hanno votato all’unanimità ordini del giorno “ad hoc” ed avviato iniziative di natura diversa per arrivare compatti allo stesso risultato, che oggi informalmente ci viene riconosciuto dal ministro Delrio”

di Antonello de Gennaro

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nella foto, Matteo Renzi ed Antonio Decaro

Ieri pomeriggio il sindaco di Bari Antonio Decaro (Pd), vero braccio “operativo” di Matteo Renzi in Puglia,  ha incontrato i giornalisti, affiancato dai consiglieri comunali e metropolitani al completo, cioè di maggioranza ed opposizione, per rendere note le ultime “novità” in merito alla scelta della sede dell’Autorità portuale nella regione pugliese. “Come sapete – ha detto Decaroavevamo avviato un’azione per indurre il Governo ad applicare il metodo dei porti core  ed oggi il ministro Graziano Delrio, con cui ho parlato telefonicamente, mi ha  confermato ed autorizzato ad ufficializzare quanto aveva già anticipato  in una conferenza stampa a Taranto: il criterio che verrà attuato per scegliere le sedi del sistema della Autorità portuali è quello dei “porti core”, e quindi la Regione Puglia, che ha la particolarità di averne due, e che ha espresso chiaramente dai territori la volontà di mantenere le specificità esistenti, potrà vedere riconosciute le autorità portuali di Bari e Taranto indipendentemente dalla caratteristiche di natura amministrativa del confine regionale”.

E’ ben noto a tutti anche che abbiamo motivato con una nota al ministro la nostra richiesta   – ha aggiunto Decaro e con una serie di azioni che sono state compiute congiuntamente dalle forze politiche, tanto che sia all’interno del consiglio metropolitano sia all’interno del consiglio comunale tutte le forze, di maggioranza e di minoranza, hanno votato all’unanimità ordini del giorno “ad hoc” ed avviato iniziative di natura diversa per arrivare compatti allo stesso risultato, che oggi informalmente ci viene riconosciuto  dal ministro Delrio” 

nella foto, l'Autorità portuale Bari

nella foto, l’ Autorità Portuale di Bari

“La nostra presenza qui, così numerosi,  – ha proseguito il Sindaco di Bari – è dunque la conferma di un impegno condiviso a mantenere a Bari l’Autorità di sistema portuale per una serie di ragioni, che non sono certo campanilistiche. Da sempre  siamo consideratila porta verso la penisola balcanica ed il Medio Oriente; il nostro porto è uno scalo polivalente: abbiamo banchine al servizio dei traghetti ro pax per collegamenti sia con la Grecia e la Croazia sia con destinazioni che sono fuori Schengen, cioè Albania e Montenegro; abbiamo un traffico crocieristico che nel 2014 ha registrato 1milione 700mila passeggeri; un traffico merci cresciuto nel 2014 anno di circa il 10% rispetto all’anno precedente, raggiungendo la cifra di 5 milioni di tonnellate annue; il nostro porto è quasi saturo, nel senso che negli anni è stato fatto un lavoro straordinario che ci ha portato non solo a realizzare grandi infrastrutture ma anche ad esercitare una crescente capacità di attrazione di merci e passeggeri; senza dimenticare che un altro elemento a nostro favore è rappresentato dalle linee ro-ro che dal 2015 collegano Bari ai porti di Venezia, Ravenna e Patrasso con frequenza trisettimanale” 

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“Bari – ha ricordato De Caro – è uno dei porti core della rete europea TEN T, e lo è già da prima che lo diventasse il porto di Taranto. Rispetto alla città di Taranto abbiamo esigenze diverse, traffici diversi e mari diversi: per questo i nostri porti non sono in concorrenza, e ben venga il protocollo che è stato sottoscritto qualche giorno fa, proprio a Taranto, per una maggiore collaborazione tra i porti pugliesi. Noi siamo pronti a collaborare. Spero anzi che quel protocollo possa essere esteso ad altre realtà meridionali. In quest’ottica chiederò al sindaco di Brindisi un incontro per condividere con convinzione un percorso di sviluppo nell’ambito del nuovo quadro strategico della portualità e della logistica“.

Una specificità del porto di Bari rispetto ad altri è proprio l’essere scalo polivalente – ha concluso il Sindaco De Caro  insieme al fatto di essere gestito in autonomia dall’Autorità portuale. Non è possibile pensare di gestire l’operatività di un porto di queste dimensioni e con questa complessità avendo la sede dell’Autorità di sistema portuale in un’altra città. La presenza, qui al mio fianco, di tanti consiglieri comunali e metropolitani di maggioranza e opposizione, è la testimonianza concreta di una volontà unitaria, condivisa anche dagli operatori portuali, di mantenere la specificità del nostro porto”.

CdG porto TarantoEcco cari lettori come i baresi ancora una volta dimostrano di saper fare “squadra” mentre a Taranto,  salvo rare eccezioni come i deputati Michele Pelillo e Ludovico Vico del Pd  che si stanno battendo per mantenere l’Autorità Portuale a Taranto, la politica tarantina è letteralmente assente, frastagliata, conflittuale, dove ognuno pensa ai propri interessi clientelari ed elettorali. Basti pensare ad esempio al centrodestra tarantino (on. Gianfranco Chiaeelli ed il consigliere regionale Renato Perrini) che fa riferimento all’ On. Raffaele Fitto è letteralmente incapace di reagire agli attacchi, le pressioni ed interrogazioni parlamentari dei loro colleghi di partito del barese, o alla spaccatura nel centrosinistra dove un consigliere comunale Gianni Liviano,  eletto lo scorso maggio alle Regionali nelle liste di Michele Emiliano quando costui era segretario regionale del Pd, che al Comune di Taranto fa opposizione insieme a due consiglieri comunali (Venere e Capriulo) alla giunta di centrosinistra in cui il Pd è presente, probabilmente per non essere stati “accontentati”….Per avere notizie dei due deputati eletti dal Movimento 5 Stelle a Taranto e cioè Alessandro Furnari e Vincenza Labriola bisogna rivolgersi al programma “Chi l’ha visto ?” o recarsi alla cassa del Banco di Napoli a Montecitorio dove a fine mese i due passano ad incassare i circa 20mila euro di stipendio, senza muovere un dito per Taranto e la sua provinci !

Per finire poi basti vedere chi è delegato a gestire i soldi pubblici, provenienti dalle “casse” delle imprese, ditte, artigiani e commercianti di Taranto e provincia, che vengono gestiti da qualcuno come un “giardinetto privato”, pensando ai propri affari, o persino facendo la “guerra” sotterranea istituzionale alla politica, in realtà per antipatie e motivi affaristici personali, in particolare al Sindaco di Taranto Stefàno ed al Presidente della Provincia Tamburrano,  a chi arriva a criticare nell’interviste rilasciate sotto “dettatura”  l’ incapacità della politica tarantina di “incidere nelle scelte regionali e nazionali“.

Come ci si può lamentare quindi dei “cugini” baresi ? Cari tarantini, politici e non, sindacalisti ed ambientalisti, imprenditori ed affaristi, ma vi siete accorti che la città di Taranto è arrivata alla canna del gas, che la gente, le imprese sono allo stremo delle forze, che l’economia, il commercio, l’artigianato sono sull’orlo della bancarotta ? E’ questa la Taranto che volete lasciare ai vostri figli, ai vostri nipoti ?

Fatevi tutti un bell’esame di coscienza. Se ne siete capaci.

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