È morto l'attore tarantino Cosimo Cinieri

ROMA – Una lunga malattia ha stroncato l’attore pugliese Cosimo Cinieri nato a Taranto il 20 agosto 1938.  Oggi avrebbe compiuto 81 anni. Era un’artista eclettico, irrequieto, smanioso, vertiginoso,  e creativamente caratteriale, e viveva a Roma . La camera ardente per l’ultimo saluto sarà nella Sala del Carroccio al Campidoglio, domani mercoledì 21 agosto dalle ore 16.

Cinieri è stato popolare scegliendo degli isolamenti acuti, ha lavorato con infinita solerzia per una sua compagnia e con un’artista sua compagna, poi il destino ha voluto che la sua vita teatrale abbia conosciuto il sodalizio verificatosi  per cinque anni, dal 1974 al 1979 con Carmelo Bene . L’ attore tarantino stato unico nell’accostare linguaggi e sentimenti , avventure e solitudini, sperimentazioni poetiche .

Negli anni Sessanta Cinieri seguì il carrozzone laborioso e agitato delle regie di Quartucci con testi di Beckett, di Scabia, di Lerici, finché dal 1968 al 1972 divenne autore e regista, attuando un teatro di strada che lo portò a collaborare con Leo De Berardinis e Perla Peragallo. Poi, la collaborazione teatrale che lo uni a Carmelo Bene, in Sade: libertinaggio e decadenza del complesso bandistico della gendarmeria salentina , ed assieme a Bene dividerà anche il palcoscenico dell’Otello nel 1979.

Cinieri ha formato la sua ditta con Irma Immacolata Palazzo, con la compagnia Cinieri-Palazzo, un marchio che definitivamente, per gli anni a venire, guiderà criteri, drammaturgie, rapsodie, reinvenzioni di classici. Tra versi osceni da Catullo a Henry Miller al Macbeth, da favole africane a un duetto d’amore con Piera Degli Esposti a Rai3, da un canzoniere che andava da Francesco d’Assisi a Pasolini fino a un piano bar con versi di Mario Luzi, e via alternando Dante, Omero, Neruda, Cesare Giulio Viola (di cui era nipote), Pessoa, Adonis, Orazio, Ovidio, Svevo, Gramsci, Socrate, Petrarca, Nietzsche.

Nel 2016 è tornato nella sua Taranto per partecipare al progetto “Past Forward”, finanziato dall’ Apulia Film Commision, con  nove cortometraggi realizzati per il web ambientati in Puglia: in “Iaco” racconta la storia di Erasmo Iacovone, indimenticato ed amato dal pubblico,  calciatore del Taranto morto a soli 25 anni , che ha dato il nome allo stadio della sua città. In tempi più recenti molti lo ricordano nei panni del “signor Balocco” in una serie di spot pubblicitari, soprattutto nel periodo natalizio.

Va ricordata la sua rassegna Atti unici in repertorio variabile, del 1989,  con Harold Pinter che stava accanto a Vittorio Metz, con Mirbeau che accompagnava Dario Fo, con Schnitzler vicino a Peppino De Filippo e a Garcia Lorca, con Ionesco a far da prologo a FeydeauCinieri sosteneva che la rapidità è sintesi, è minimalismo, è contemporaneità. Perciò accoglieva testi brevi assemblandoli per tema: il delitto, il furto, il tradimento, la discordia. E scopriva punti di contatto. Combatteva il ‘teatrese’, con geniale fermezza, con quei suoi toni foschi. Toni che risuonarono nel 2015 all’Argentina in Pier Paolo poeta delle ceneri.