Demolizioni Casamonica. Le sostengo, e vi do 5 buoni argomenti

Demolizioni Casamonica. Le sostengo, e vi do 5 buoni argomenti

L’enorme comunicazione che accompagna l’imminente demolizione di alcune casette della famiglia Casamonica in un quartiere romano richiede qualche avviso ai naviganti sul web. Conoscere i fatti è importante, ricordiamocelo sempre.

di Francesco Rutelli

L’enorme comunicazione che accompagna l’imminente demolizione di alcune casette della famiglia Casamonica in un quartiere romano richiede qualche avviso ai naviganti sul web.

1. E’ un’operazione da sostenere, senza se e senza ma. Bene fanno tutte le istituzioni coinvolte a rendere visibile l’evento, per i suoi caratteri simbolici contro illegalità e impunità. Spero si tratti della prima tappa: ho letto sui media che ci sono altri compendi pure realizzati abusivamente dagli stessi gruppi che meritano altrettanto rigore, in altre parti della città.

2. Non è vero che si tratti della “prima volta” che si fanno operazioni simili! Prendiamo i dati dei primi quattro anni della mia Amministrazione (dicembre’93-’97): la prima demolizione di manufatti abusivi fu realizzata UNA SETTIMANA DOPO la mia elezione (il 13 dicembre ’93, abbattendo costruzioni abusive sulla Casilina in un’area destinata a verde pubblico e con vincolo di protezione delle falde idriche).

3. Solo in quei 4 anni noi realizzammo OLTRE 300 INTERVENTI DI DEMOLIZIONI. Il 20%, abusi di grandi dimensioni (Parco di Veio Capannelle, Selvotta, Infernetto, etc); il 20% baracche, tettoie, capannoni eliminati per dare spazio al verde (es. il Parco Labicano); ben il 60% interventi tempestivi di demolizione, quando gli abusi erano allo stato iniziale (fondazioni, o opere non ancora coperte dal tetto). Parliamo di centinaia di migliaia di metri cubi cancellati. All’epoca, le famiglie di delinquenti di cui si parla molto oggi (con le loro statue di leopardi e troni dorati) non erano ‘cresciute’ per statura criminale e controllo del territorio, mentre si arricchivano con l’abusivismo altri gruppi malavitosi. Bella la foto che potete vedere: una fila di edifici di 6 piani buttati giù dalla ruspa (apro un piccolo concorso: dov’erano?).

4. I nemici dell’abusivismo sono la legalità e la buona, ordinaria amministrazione. Ma gli amici sono i condoni. Attenti, dunque, ai segnali che si stanno dando in questi giorni. E attenti al grafico realizzato dall’Osservatorio sull’abusivismo della mia Amministrazione. Nel triennio marzo ’94- marzo ’97, gli abusi triplicano dall’annuncio alla decretazione del condono ’94 (governo Forza Italia-Lega-AN). E noi intensificammo le demolizioni!

5. La cultura dell’abusivismo oggi è in calo, per motivi giuridici e urbanistici, a Roma (oltre che per un calo della domanda residenziale). Ma guai a dimenticare che quando noi demolivamo gli abusivi, e li perseguivamo (anche la denuncia ai Casamonica inizia sotto la mia Amministrazione, ed è eloquente che siano passati 21 anni prima delle demolizioni!) NON AVEVAMO IL PIENO SOSTEGNO DEI MEDIA. Quando demolimmo una piscina abusiva nel parco dell’Appia, fui minacciato, e furono addirittura pubblicate inserzioni a pagamento sulla stampa contro me e la mia Giunta. Addirittura, quando demolimmo un gruppo di grandi ville dentro il parco di Veio, vennero le telecamere della RAI. Ma per difendere gli abusivi (in diretta con una trasmissione di Michele Santoro), appoggiati da esponenti dell’opposizione della destra capitolina.

Conoscere i fatti è importante, ricordiamocelo sempre.

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