Da mercoledì taglio ai costi delle chiamate internazionali in Europa

ROMA – Basta alle bollette stratosferiche per chiamare un amico o un famigliare che vive o si trova in un altro Paese Ue, e che ha un numero di telefono non italiano. Chiamare dall’Italia una persona in vacanza o per lavoro o studio in Francia piuttosto che in Spagna o Germania, e che ha un numero locale fisso o di cellulare, diventerà quindi meno caro. È la rivoluzione che scatterà da mercoledì prossimo in tutta Europa, con l’entrata in vigore delle nuove norme Ue che introducono l’obbligo, per tutti gli operatori telefonici, di un tetto massimo dei prezzi per chiamate e messaggi internazionali sia su rete fissa che mobile.

Grazie alle nuove norme stabilite dal Codice europeo per le telecomunicazioni, approvato lo scorso dicembre ed entrato in vigore poco dopo, dal 15 maggio sarà infatti obbligatorio un plafond al prezzo che gli operatori possono fare pagare per effettuare telefonate da un numero fisso o mobile di un Paese Ue a un altro numero fisso o mobile di un altro dei 28, più Islanda, Norvegia e Liechtenstein. Da metà della prossima settimana i costi non potranno quindi più superare i 19 centesimi al minuto per le chiamate e i 6 centesimi per gli sms, Iva esclusa.

La misura segue l’abolizione, sempre decisa dall’Ue e avvenuta due anni fa, dei costi di roaming: da metà giugno 2017 ormai fare chiamate, inviare sms e navigare su internet col proprio cellulare quando ci si trova all’estero in Europa costa come a casa, con la stessa tariffa e senza costi supplementari. Non solo. Per tutti quelli che nel proprio Paese di residenza hanno un abbonamento a servizi online di musica, tv, video o ebook, da metà aprile dell’anno scorso – sempre grazie a nuove misure di Bruxelles – è diventato possibile accedervi gratuitamente anche quando ci si trova temporaneamente all’estero nell’Ue.