CTP Taranto & dintorni. Le diffamazioni, i veleni e le dimenticanze....della Gazzetta del Mezzogiorno

di Antonello de Gennaro

Ancora una volta cari lettori ci vediamo costretti, chiamati in causa, dal solito giornalista-sindacalista della redazione tarantina de LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO, a dover dare lezioni di giornalismo onesto e trasparente, ad un giornalista che  è riuscito ad entrare alla Gazzetta soltanto grazie ad una vertenza di lavoro: parliamo di tale Cosimo (detto Mimmo) Mazza,  da San Marzano di San Giuseppe (Taranto).

In un primo momento ve lo confesso, avevamo pensato di ignorarlo, ma a causa delle sue attività di pura e vera persecuzione nei miei e nostri confronti, dopo averlo querelato ancora una volta , ho pensato che era giusto e doveroso spiegare e chiarire ogni cosa anche ai nostri lettori, che per noi contano molto, ma molto di più di qualche centinaio di lettori disperati del quotidiano barese che ha recentemente chiuso le proprie redazioni di Barletta, Brindisi e Matera in attesa di chiudere (secondo fonti di corridoio baresi) prossimamente anche l’improduttiva redazione tarantina.

Per correttezza e trasparenza nei confronti dei nostri lettori, quella trasparenza che altrove latita da molto tempo, ho deciso di rendere noto tutto, e di operare come sempre con trasparenza e, con quello che più conta, a differenza di altri, con le mani pulite. Nel corso di questi quattro anni di attività editoriale e giornalistica questa testata, come tante altre, ha ricevuto ed effettuato regolarmente soltanto due inserzioni pubblicitarie commissionateci da CTP Taranto.

Pubblicità che CTP Taranto peraltro ha commissionato ed acquistato anche sui vari organi di stampa (fra cui la stessa Gazzetta del Mezzogiorno) che si occupano di Taranto. Quindi inserzioni pubblicitarie assolutamente legittime, regolarmente fatturate, che però non ci hanno mai impedito di occuparci anche di vicende scabrose accadute all’interno della società di trasporti della provincia jonica.

Abbiamo pubblicato un servizio sulle dimissioni da presidente del dr. Marcello Carone (durato in carica solo 4 mesi) , abbiamo pubblicato un servizio su una vicenda giudiziaria relativa ai  5 dipendenti della società pubblica iscritti nel registro degli indagati e rinviati a giudizio, per gli appalti “allegri” del Ctp, effettuati sotto la direzione del direttore Cosimo Rochira (ora pensionato) braccio destro del consigliere comunale Piero Bitetti di cui è stato anche tesoriere della sua sfarzosa ma poco trasparente inutile campagna elettorale a Sindaco di Taranto.

Così come abbiamo pubblicato qualche mese dopo un articolo su CTP Taranto con cui si dava notizia dell’utile di bilancio di 300mila euro della società Consorzio Trasporti Pubblici, passata nel frattempo sotto la guida  del dr. Roberto Falcone, il quale nonostante l’assunzione di ben 45 conducenti di linea che sono risultati vincitori di concorso pubblico ha riportato l’azienda in attivo. Gestione ed assunzioni apprezzate pubblicamente anche dal presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano, ente che detiene il pacchetto di maggioranza delle azioni della società consortile.

Quello stesso Tamburrano che utilizzava il suo ruolo, per cercare di fare avere della pubblicità dalla società CTP Taranto alla Gazzetta del Mezzogiorno, il cui responsabile della pubblicità all’epoca dei fatti (tale Antonio Oliva ora trasferito dalla concessionaria pubblicitaria Mediterranea in Sicilia) era un abituale commensale a pranzo e cena del presidente della Provincia di Taranto, nonchè buon amico della moglie di quel Tonino Albanese, da sempre sostenitore e “sponsor” della carriera politica di Martino Tamburrano.

Come spiega il Mazza della coincidenza….  che il suo amico e collega Vittorio Ricapito, giornalista tarantino aderente ad una loggia francese della massoneria “Le Droit Humain”, a seguito della sua espulsione dalla Grande Loggia Italiana,  dopo essere stato accompagnato alla porta dall’ Ordine degli Avvocati di Taranto, di cui era addetto stampa, nominato e riconfermato dall’ Avv. Angelo Esposito (quando era presidente) il quale è stato rinviato a giudizio in dal procuratore aggiunto della Repubblica Maurizio Carbone, secondo cui Esposito “con l’utilizzo di una carta di credito, e con l’emissione di assegni bancari tratti sul medesimo conto” avrebbe sottratto per uso personale 250mila euro dal conto corrente del consiglio dell’ Ordine degli Avvocati di Taranto di cui era presidente.

Vittorio Ricapito dopo aver perso la collaborazione con il  quotidiano La Repubblica da Taranto per l’edizione pugliese e dopo essersi offerto (senza alcun successo) come collaboratore  dal quotidiano Taranto Buona Sera aha trovato lavoro prima sotto contratto con una società del Gruppo CISA di Massafra (leggasi Tonino Albanese)e subito dopo come per incanto… ha iniziato la sua collaborazione con la redazione tarantina della Gazzetta del Mezzogiorno . Redazione della quale l’attuale caposervizio Mimmo Mazza, aveva aderito anch’egli alla massoneria tarantina, salvo poi dileguarsi per oscuri motivi.

Guarda caso l’accoppiata Mazza-Ricapito  in un recente passato si era resa responsabile di aver depositato false dichiarazioni sottoscritte da entrambi al Tribunale di Taranto nell’avvicendarsi alla direzione del periodico locale “Ribalta di Puglia“, periodico ormai chiuso ed inesistente, e di cui ci siamo già occupati in precedenza.  Una circostanza  questa, non soltanto strana, ma sopratutto illegale, e fortemente imbarazzante,  per la quale il Tribunale competente a seguito di un mio esposto andato a segno, ne ha disposto la cancellazione dall’elenco delle testate giornalistiche registrate presso il Tribunale tarantino.

 

L’ accoppiata Pinuccio-Sabino,  inviati pugliesi del programma Striscia la Notizia, a questo punto direbbe: “coincidenze“. “Massafresi“, aggiungiamo noi. Il giornalista Mimmo Mazza dovrebbe spiegare anche la sua “disponibilità” ad intervistare, praticamente a pagamento il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, per iniziative di piazza, con interviste da pubblicare (sempre “a pagamento”) successivamente sulle pagine speciali della Gazzetta del Mezzogiorno, pagine per le quali la concessionaria Mediterranea paga profumatamente i giornalisti che ci scrivono. Se questo è il giornalismo, allora capiamo perchè anni fa il quotidiano LA REPUBBLICA quando arrestarono un direttore del giornale barese, titolò “La Mazzetta del Mezzogiorno” !!!

offerta Mediterranea

 

Non è un caso vedere a spasso per le vie del centro di Taranto, il sindaco Melucci e sua “stampella” in consiglio comunale Piero Bitetti, seguiti come ombre dall’ex- “staffista” Doriana Imbimbo e dal “caro” Mimmo Mazza  ! Proprio quel Mazza che sosteneva che CTP si avvaleva di un addetta stampa non iscritta all’ Ordine, dimenticando e non scrivendo neanche una parola sulla la presenza ben “nota” ma occulta dietro le quinte del Sindaco Melucci della sua “staffista del cuore”, cioè Doriana Imbimbo nonostante non abbia alcun ruolo nell’ Amministrazione Comunale dopo essere stata indotta alle dimissioni ed indagata dalla Procura di Taranto per essersi fatta retribuire come “laureata” senza esserla, motivo per cui deve ancora oggi rimborsare il Comune di Taranto di ben 28mila euro ! Ma volete che Mazza e la Gazzetta attacchino il Comune che elargisce loro migliaia e migliaia di euro sotto forma di mancette pubblicitarie ?

E’ questo il giornalismo autorevole…affidabile…ed indipendente di cui si vanta il Mazza ? A noi non sembra ed è per questo che investiremo della vicenda l’ Autorità Antistrust ed il Consiglio Nazionale di Disciplina dell’ Ordine dei Giornalisti, nonche la Direzione Generale competente del Ministero di Giustizia, che controlla gli ordini professionali regionali, visto che a Bari l’ Ordine dei Giornalisti che va a braccetto con l’ Assostampa di Puglia (di cui il Mazza è vicepresidente) fa finta di non accorgersi di nulla, come ha fatto finta di tante altre situazioni illegali  che abbiamo già denunciato giornalisticamente con una nostra inchiesta.  che ha portato alle proprie dimissioni il magistrato in pensione Nicola Colaianni ex-senatore del PCI, che la “cricca giornalistica-sindacale pugliese” aveva insediato illegalmente sulla poltrona di Presidente del Consiglio di Disciplina dell’ Ordine dei Giornalisti di Puglia !

Delibera-Albo-Pretorio-Comune di Taranto

 

I nostri articoli sul CTP Taranto

Nel luglio 2016 abbiamo raccontato e svelato un concorso-truffa al CTP, cioè su una misura disposto dall’ormai ex- direttore generale Cosimo Rochira a pochi mesi dalla sua pensione, che venne pensato da  ed indetto su misura proprio per la moglie del consigliere comunale Piero Bitetti. (sopra nella foto, insieme a Cosimo Rochira) il quale sembra molto interessato alle attività nel settore del trasporto pubblico, indicando al sindaco Melucci una persona a lui molto cara: l’ avv. Giura che dopo aver fatto decadere il CdA dell’ AMAT grazie ad uno statuto demenziale.

E’ stato infatti a seguito dell’avvenuta pubblicazione su questo giornale del concorso-truffa che l’amministratore unico Roberto Falcone lo ha annullato e revocato in autotutela ripristinando la legalità , e siamo stati sempre e solo noi a raccontare e documentare le due sentenze dei Tribunali a cui la moglie di Bitetti si era rivolta venendo sempre sconfitta !

Nel dicembre 2016 è sempre stato il CORRIERE DEL GIORNO a dare notizia che Michele Ciccimarra, ex direttore di esercizio di CTPCosimo Rochira, direttore generale (in pensione a fine 2016) , Luigi Pacucci, dirigente del settore economico finanziario, e Giuseppe Portulano, dirigente al Movimento del “Ctp”, erano stati mandati a processo  dalle tesi accusatorie del pm dr. Maurizio Carbone, secondo la quale i quattro dirigenti avrebbero intascato senza diritto quasi un milione di euro: esattamente 947mila euro con dei presunti aggiustamenti sulle voci strategiche dei propri emolumenti.

E’ stato nell’ottobre 2017 che il nostro giornale si è occupato dell’andamento di gestione di CTP Taranto, che sotto la guida di Roberto Falcone (amministratore unico) e di Vito Marinelli (direttore ) è passato dalle perdite all’utile. e lo abbiamo sempre fatto, come i nostri lettori ben sanno,  attenendoci sempre, solo e soltanto ai dati ufficiali, cioè quelli del bilancio. Ma i numeri di un bilancio bisogna saperli leggere….e quindi la deduzione più che logica e conseguenziale è che alla Gazzetta del Mezzogiorno, i numeri ed i documenti ufficiali (sono sul sito di Ctp) o  non sono capaci di leggerli, o ancora peggio non li vogliono pubblicare per non dare dei dispiaceri a qualcuno degli amici di campagna, partendo da Massafra e finendo a Crispiano.

Non è quindi colpa nostra se nei mesi scorsi, insieme agli amici di Striscia la Notizia, abbiamo sempre pubblicato degli articoli che ricostruivano lo scontro fra Martino Tamburrano e Roberto Falcone , culminato con denunce penali ed atti amministrativi che hanno sempre visto prevalere le ragioni di Falcone dinnanzi al Tar, al Consiglio dello Stato, e quelle dell’organismo anticorruzione del CTP, che di fatto ha impedito a Tamburrino di effettuare una nuova “lottizzazione” spacciata per spoil system.

Per non parlare poi degli atti illegittimi posti in essere dal consiglio e giunta provinciale, della nomina di ben due amministratori illegittimi, e di tutti i ricorsi presentati a dalla Provincia di Taranto rappresentata dall’ avv. Quinto di Lecce (che guarda caso è lo stesso legale che assiste la CISA di Massafra…coincidenze !) dinnanzi al TAR Puglia , al Consiglio di Stato, al Tribunale delle Imprese, sono stati sempre rigettati, decisioni queste di cui abbiamo dato corretta informazione e pubblicando con la massima trasparenza sempre i documenti integrali.

Siamo riusciti a scoprirle e pubblicarle noi da Roma …. mentre quelli che si autodefiniscono  “grandi giornalisti” della Gazzetta del Mezzogiorno non ci sono mai riusciti.  Mazza infatti tramite un suo collega ieri ha cercato in tutte le maniere attraverso delle telefonate di salvarsi dalle querele in corso di deposito da parte di alcuni dirigenti del CTP di Taranto, non sapendo che questa volta nessuno le ritirerà…

Mazza e la Gazzetta del Mezzogiorno, più che occuparsi del nostro legittimo ed onesto lavoro, che evidentemente dà loro molto fastidio, considerando che i dati ufficiali dicono che i nostri lettori aumentano in maniera esponenziale , mentre contrariamente le copie dalla Gazzetta vendute in edicola diminuiscono a vista d’occhio, giorno dopo giorno.  dovrebbero preoccuparsi del loro editore Mario Ciancio Sanfilippo  attualmente sotto processo  per concorso esterno all’associazione mafiosa , a seguito della decisione della Corte di Cassazione  che ha annullato con rinvio a processo, il precedente proscioglimento dell’imprenditore siciliano disposto dal gup catanese Gaetana Bernabò Distefano.

Come mai la Gazzetta del Mezzogiorno non si occupa di qualche altro particolare... che abbiamo accertato noi da Roma, grazie ad una nostra fonte interna alla società CTP spa, che ci ha riferito che in contabilità esistono fatture per circa 5.000 euro, relative all’ acquisto disposto dal dr. Emanuele Fisicaro  (l’ ormai ex amministratore unico che rea stato nominato illegittimamente dalla Provincia di Taranto) del più potente modello di telefono-smartphone Iphone in vendita e di un potente computer portatile Mac-Apple ? Beni strumentali questi che alla data odierna il dr. Fisicaro si è ben guardato dal restituire alla società non avendo egli alcun titolo per detenerli.

A questo punto ci sembra più che legittimo chiedersi, ma lo chiediamo sopratutto ai nostri lettori : fare informazione attendibile e documentata, equivale “fare il tifo” ? Non è sicuramente il nostro caso. mentre invece lo è molto più probabilmente per coloro i quali come Mazza sono abituati a diffamare chiunque non sia “amico degli amici di campagna….”, salvandosi dai processi soltanto grazie alla prescrizione o alle le transazioni economiche stragiudiziali pagate dall’ EDISUD (la società sicula-barese editrice della Gazzetta del Mezzogiorno per evitare delle condanne pressochè scontate e certe, anche al povero irresponsabile direttore Giuseppe De Tommaso.

Ecco spiegato cari lettori come è caduta in basso la Gazzetta del Mezzogiorno a Taranto, ecco spiegato perchè vende soltanto una media di circa 1.200 copie in tutt la provincia jonica che conta circa mezzo milione di abitanti. Ed eccovi spiegato come è caduto in basso il giornalismo a Taranto, fra incappucciati, prezzolati e diffamatori. Ha ragione quindi il collega MarcoTravaglio direttore del Fatto Quotidiano quando definisce comportamenti analoghi come “munnezza“,  quella stessa munnezza  con la quale “qualcuno” da Massafra crede e pensa di poter condizionare la vita della città di Taranto ed il giornalismo libero ed indipendente.

 

Ma il CORRIERE DEL GIORNO e tantomeno il sottoscritto non lo si condizionano con qualche pubblicità ! Ed è questa la ragione per cui il nostro giornale online, scoppia di salute, cresce ogni giorno per numero di lettori e sopratutto per l’attendibilità ed autorevolezza delle notizie che pubblichiamo . E l’invidia è una brutta bestia….