Cresce l'utile di Terna nel 1° semestre 2018. L’ Ad Luigi Ferraris: “Avanti con decisione nel percorso tracciato dal Piano 2018-2022”

Cresce l'utile di Terna nel 1° semestre 2018. L’ Ad Luigi Ferraris: “Avanti con decisione nel percorso tracciato dal Piano 2018-2022”

Il CdA di Terna ha approvato i risultati dei primi sei mesi del 2018 con ricavi a oltre 1 miliardo (+3,3%) e utile a 360,2 milioni (+2,5%), Risultati che permettono alla società di proseguire senza sosta nella realizzazione del Piano strategico 2018-2022. 

ROMA –  Terna chiude il primo semestre dell’anno con risultati in crescita. I ricavi hanno raggiunto i 1.080,3 milioni di euro, in aumento del 3,3% rispetto al primo semestre del 2017, l’Ebitda è salito a 814,9 milioni (+2,5%), l’utile netto del Gruppo ha toccato quota 360,2 milioni (+2,5%), l’indebitamento finanziario netto è stato pari a 7.895,5 milioni (7.796,4 milioni nel primo semestre del 2017). Risultati che permettono alla società di proseguire senza sosta nella realizzazione del Piano strategico 2018-2022.

 

 

Luigi Ferraris

“I principali indicatori economico-finanziari del semestre confermano la solidità delle azioni manageriali intraprese e ci consentono di proseguire con decisione nel percorso tracciato dal Piano Strategico 2018-2022”, ha dichiarato l’amministratore delegato Luigi Ferraris. “Procede nei tempi previsti anche il programma degli investimenti che, grazie alle iniziative poste in essere anche per i prossimi mesi, contribuiranno a creare valore per tutti i nostri stakeholder”. Anche gli investimenti che nei primi sei mesi del 2018 sono saliti a 337,9 milioni di euro (+3,7%). Fattore che, insieme alla remunerazione del capitale dello stesso periodo, non pregiudica la qualità della struttura finanziaria che “rimane solida” come conferma il CFO Agostino Scornajenchi.

Tra i principali progetti del semestre vi sono gli avanzamenti dei cantieri per le interconnessioni elettriche Italia-Montenegro ed Italia-Francia e i lavori per la realizzazione del collegamento sottomarino in Laguna VenetaQuesto è un chiaro esempio dell’impegno di Terna per uno sviluppo sostenibile della rete elettrica nazionale per la transizione energetica e la decarbonizzazione del Paese”, ha fatto notare Ferraris commentando i risultati in call con gli analisti. “Continueremo a concentrarci sulle attività domestiche per garantire il fabbisogno e la sicurezza del sistema energetico nazionale avendo sempre cura delle comunità locali e dell’ambiente, ha aggiunto l’ad di Terna.

In effetti  la crescita dei ricavi è determinata dall’incremento dei ricavi tariffari del Regolato con il contributo del Non Regolato, in particolare per la crescita delle vendite del Gruppo Tamini e per l’avanzamento delle attività sull’Interconnector privato Italia-Francia.

Terna forte dei dati del 1° semestre  rafforzerà nei prossimi mesi l’impegno sui propri obiettivi strategici dando una forte accelerazione allo sviluppo della rete di trasmissione nazionale per favorire l’integrazione delle fonti rinnovabili migliorare la sicurezza del sistema. Tra gli impegni c’è anche il rinnovo degli asset del gruppo con l’obiettivo di ridurre i rischi di interruzioni del servizio, aumentare la sostenibilità ambientale e rafforzare la manutenzione con il ricorso a tecnologie di digitalizzazione della rete.

 

 

 

Terna società che gestisce la rete di trasmissione elettrica nazionale è la prima azienda in Italia a ottenere la certificazione del proprio Sistema di Gestione degli Asset, su beni tangibili, ovvero linee e stazioni elettriche, secondo la norma internazionale ISO 55001:2014 “Asset Management” che definisce i requisiti per una ottimale gestione degli Asset.  La società ha aderito su base volontaria alla normativa denominata “Asset management – Management systems – Requirements” (“Gestione dei beni – Sistemi di gestione – Requisiti”), recepita in Italia nel 2015 come UNI ISO 55001:2015, standard a livello mondiale di riferimento per la gestione delle infrastrutture di una azienda.

La nuova certificazione si aggiunge agli accreditamenti già ottenuti da Terna negli anni passati (ISO 37001:2016 per i sistemi di prevenzione della corruzione, UNI EN ISO 9001:2015 per la gestione della qualità, UNI EN ISO 14001:2004 per la gestione dell’ambiente, BS OHSAS 18001:2007 per la gestione della salute e sicurezza sul lavoro, ISO IEC 27001:2013 per la gestione dell’Information Security Management System, UNI CEI EN ISO 50001:2012 per la Gestione dell’Energia, ISO/IEC 17025:2005 per la gestione del laboratorio multi-sito LST e del Centro di Taratura multi-sito) e conferma l’impegno responsabile e la grande attenzione alla sicurezza, alla trasparenza, alla sostenibilità e all’efficienza dell’azienda che gestisce oltre 72 mila km di linee in alta tensione, 871 stazioni elettriche e 781 trasformatori di elettricità distribuiti su tutto il territorio italiano, impiegando quotidianamente 350 imprese qualificate nei 200 cantieri aperti da Nord a Sud, dove sta realizzando oltre 100 opere infrastrutturali.

Dal 2005 Terna ha investito oltre 10 miliardi di euro per lo sviluppo e ammodernamento della rete elettrica di trasmissione nazionale, un ingente impegno economico che l’azienda ha deciso di affrontare con un modello di gestione integrato e volto sempre più all’innovazione delle infrastrutture, con l’introduzione di nuovi sensori e sistemi digitali per il controllo e la diagnostica da remoto delle linee e delle stazioni elettriche. La digitalizzazione, infatti, è uno dei driver del nuovo Piano Strategico di Terna che prevede complessivamente 5,3 miliardi di euro di investimenti al 2022. Di questi, circa 600 milioni di euro saranno dedicati proprio allo sviluppo di soluzioni innovative per far fronte alla crescente complessità del sistema elettrico: investire in digitalizzazione è fondamentale per gestire in modo sicuro, efficiente e affidabile i flussi di elettricità sulla rete, data anche l’esigenza di compensare la variabilità della domanda e, soprattutto, la generazione da fonte rinnovabile intermittente. Tali investimenti consentiranno alla società di disporre, entro il 2022, di una rete ancor più innovativa e sicura, coperta per circa l’80% da stazioni monitorate digitalmente.

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