Continua la "farsa" di Di Maio sull' ILVA

ROMA –  E’ stata inviata ieri pomeriggio la lettera del Ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Di Maio, all’Avvocatura Generale dello Stato con la richiesta di parere, in merito a possibili anomalie relative alla procedura di gara per il trasferimento ad Arcelor Mittal dei complessi industriali facenti capo alle società del Gruppo ILVA, in amministrazione straordinaria.

Una richiesta a dir poco ridicola considerando il fatto che proprio l’Avvocatura Generale dello Stato ha sinora verificato ed avvallato ogni passaggio giuridico legale della gara bandita dal Ministero sotto la gestione del Ministro Calenda e dei commissari straordinari, e che in realtà ha un solo obiettivo: accendere i riflettori sul proprio operato politico cercando di buttare il maggior fango possibile sul proprio predecessore. In perfetto “stile” grillino ! L’ Avvocatura infatti non potrebbe mai smentire il proprio operato precedente, rischiando in tal caso di finire sotto processo

Come ripetiamo da tempi non sospetti, unico giornale in Italia, in realtà non sussiste alcun motivo legale per annullare la gara di aggiudicazione, e fa a dir poco ridere leggere Di Maio quando parla di cessione dell’ ILVA ad un privato. Forse qualcuno dovrebbe spiegargli che l’ ILVA non è un bene di proprietà dello Stato, e che se ci fosse stata qualche illegalità l’ ANAC , che ha espresso un parere parlando di “criticità” e non di illegalità, in tal caso Cantone avrebbe trasmesso gli atti alla Procura di Roma, come dovere d’ufficio. Ma tutto ciò per un ex-disoccupato, che fa persino fatica a coniugare i verbi, e privo di alcuna competenza o studi giuridici è difficile da capirlo.

Ecco la lettera:

Avvocatura_Generale dello stato _Richiesta di parere