Nuova querela del Corriere del Giorno a qualche giornalista-sindacalista “anonimo” (ma non tanto…)

Come vi avevamo anticipato i nostri legali stanno depositando le querele-denunce nei confronti di alcuni giornalisti-diffamatori che avendo ormai tanto tempo libero… a propria disposizione, cercano di screditare il nostro lavoro giornalistico ed i nostri sforzi editoriali in corso d’opera per restituire ai lettori il vero e “storico” quotidiano CORRIERE DEL GIORNO fondato nel 1947, che non ha mai avuto alcun tipo di collegamento  giornalistico-editoriale-societario con l’ultimo “clone” ( quello “di Puglia e Lucania“) miseramente fallito e chiuso lo scorso 30 marzo con un passivo (perdite e debiti) di oltre 7 milioni di euro, nonostante la cooperativa 19 luglio che lo editava avesse incassato dallo Stato negli ultimi 10 anni la modica…cifra di oltre 27 milioni di euro di contributi pubblici a fondo perduto (in tutto i sensi !) .

La “liquidazione coatta amministrativa” in realtà è una procedura del diritto fallimentare, ed i giornalisti e poligrafici della ormai defunta cooperativa editoriale-giornalistica non hanno nulla da pretendere da nessuno per un semplice fatto: erano tutti quanti editori di se stessi !

A queste denunce-querele ne seguiranno nelle prossime ore delle altre oltre a delle azioni civili risarcitorie, il cui incasso verrà devoluto in beneficenza.

 

 

 

 

 




Un altro operaio muore sul lavoro all’ ILVA di Taranto

Questa mattina nello stabilimento siderurgico dell’ ILVA di Taranto è morto un altro operaio . L’ uomo deceduto Angelo Iodice aveva 54 anni originario di Pratica di Caserta , operaio-dipendente dell’azienda “Global service” che lavorava in appalto, ed era impegnato in alcune attività di manutenzione nell’area dell’acciaieria 1. Secondo le prime notizie la tragica morte incidentale sarebbe avvenuto lungo il binario sul quale si stava ripristinando la linea rimasta danneggiata il 28 agosto scorso quando un carro siluro deragliò rovesciando il suo carico di ghisa fusa a 1800 gradi sui binari che furono lettaralmente sciolti. In quella occasione l’azienda avviò anche un canale alternativo di trasporto del materiale ferroso.

Stando ai primi accertamenti ed a una  sommaria ricostruzione dei fatti l’uomo sarebbe stato travolto sul binario da un mezzo meccanico  gommato con ruote in ferro, chiamato “Colmar“, che viene utilizzato per lavori di manutenzione, che veniva  guidato da un altro operaio . Non è ancora stato possibile determinare e capire se la vittima abbia  improvvisamente attraversato i binari o se invece sia stato il conducente del mezzo a non accorgersi della sua presenza ed a travolgerlo . Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, il 118 e gli ispettori del lavoro . L’incidente è  attualmente al vaglio degli inquirenti, che in queste ore stanno cercando di accertare la reale dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità.

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Immediata la protesta dei sindacati di categoria Fim, Fiom e Uilm che a partire dalle 15 di oggi, dopo l’incidente avvenuto hanno indetto 24 ore di sciopero a partire dal prossimo turno, che riguarda attualmente  i dipendenti diretti dell’ ILVA, ma dovrebbe essere esteso anche alle aziende dell’appalto In una nota congiunta i segretari nazionale e generale di Taranto della Fim Cisl, Marco Bentivogli e Mimmo Panarelli, commentando la notizia della morte del 54enne operaio mentre riparava i binari, hanno ricordato “dopo una serie troppo frequente di rischiosi incidenti e dopo mesi in cui continuiamo a sollecitare l’azienda affinchè si ristabilisca una più forte azione di prevenzione, la morte di un lavoratore è ancor più inaccettabile. Da mesi – contestano i rappresentanti sindacali – chiediamo una gestione industriale dello stabilimento che recuperi i ritardi sulla manutenzione, sulla sicurezza e sul funzionamento stesso dello stabilimento”.

Bentivogli e Panarelli ricordano che  proprio”lo scorso 27 agosto, a tarda sera, in questo reparto è deragliato un carro siluro provocando la fuoriuscita di circa 200 tonnellate di ghisa. Il rovesciamento della ghisa incandescente, a 1600-1800 gradi di temperatura, aveva quindi fatto fondere i binari e reso impraticabile la zona. La Global Service stava ora lavorando proprio al ripristino di questi binari“.

L’ ILVA ha aperto un’indagine interna sull’incidente ed ha espresso in una nota, un messaggio di profondo cordoglio alla famiglia della vittima .

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Il pubblico ministero dr. Remo Epifani si trova sul posto del tragico  incidente assieme ai Carabinieri ed ai tecnici del Servizio Prevenzione Infortuni della ASL. Quello accaduto oggi è  il primo infortunio mortale della gestione commissariale del siderurgico .

Il tragico incidente mortale in cui è decaduto oggi l’operaio della ditta Global Service (in appalto ILVA), è accaduto nella stessa area in cui deragliò un carro siluro provocando lo sversamento di circa 200 tonnellate di acciaio liquido incandescente , la sera del 27 agosto scorso. L’LVA,  a seguito dell’incidente costituì una commissione di esperti interni, e attraverso un comunicato sostenne che l’incidente era avvenuto «durante una manovra routinaria di trasferimento di due carri siluro, dagli altoforni verso l’acciaieria 1, contenenti ghisa liquida, all’altezza di uno scambio ferroviario». Uno dei due carri siluro trasportati uscì dai binari causando lo sversamento di ghisa liquida e provocando un incendio che venne prontamente spento dai vigili del fuoco del distaccamento interno. Quel deragliamento causà l’ impossibilità provvisoria di trasferimento dei carri siluro dall’area degli altoforni verso l’Acciaieria 1. Pertanto venne ridotta conseguentemente la produzione di ghisa negli altoforni e di acciaio nell’  Acciaieria 1. La causa dell’incidente (senza feriti) del 27 agosto, fu proprio la linea di collegamento ferroviario che venne parzialmente rimessa in funzione, ma attualmente vi era ancora la bonifica in corso  dei binari che era stata affidata a ditte di manutenzione dell’appalto. Ed oggi, purtroppo proprio mentre si lavorava al ripristino di uno dei binari danneggiati in precedenza, si è verificato l’incidente mortale.

L’ ILVA nel pomeriggio con suo comunicato, precisa che Iodice l’operaio deceduto, “era socio e responsabile del Servizio prevenzione e protezione dell’azienda, che stava eseguendo riparazioni finali di ripristino sui binari prossimi all’acciaieria 1, danneggiati nei giorni scorsi a seguito del deragliamento di un carro siluro“.

Il copro della vittima  è stata trovata “all’interno del raggio di azione della macchina movimento terra, che stava operando nella zona. Dalle prime informazioni risulterebbe che il signor Iodice stesse effettuando rilievi alle spalle del mezzo, quando lo stesso è indietreggiato investendolo”.

Le responsabilità dell’attuale direzione ILVA, impegnata più nell’organigramma che nel salvaguardare lavoro e condizioni di sicurezza, sono chiare. Ma anche quelle dei padroni dell’appalto, che scaricano sui lavoratori”. È quanto sostiene lo Slai Cobas per il sindacato di classe commentando il tragico incidente  avvenuto nello stabilimento di Taranto. Il sindacato di base ha confermato la propria adesione allo sciopero di 24 ore proclamato dai sindacati metalmeccanici e denuncia “con forza la situazione gravissima nelle ditte dell’appalto, licenziamenti e cassa integrazione nel silenzio-assenso di tutti, salari non pagati o permanentemente a rischio, precarietà e contratti non in regola e condizioni di sicurezza inosservata”.

Gli operai non hanno attualmente strumenti idonei di tutela e difesa data la latitanza dei sindacati confederali – conclude  lo Slai CobasVogliamo la postazione ispettiva interna nell’area dell’appalto e Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) liberamente eletti su scheda bianca senza sigle sindacali”.

L’ Arcivescovo di Taranto Monsignor Filippo Santoro,  in una nota ha espresso il suo cordoglio per la morte di Angelo Iodice con questa dichiarazione

“Alla notizia di un altro incidente mortale all’ ILVA mi sono risuonate in cuore le domande “Quanti ancora, quanti lavoratori dovremo ancora accompagnare nel loro ultimo viaggio? Quante mamme, mogli, figli, parenti dovremo consolare?” Sono addolorato e percepisco lo smarrimento nella nostra città, quanti appelli per un lavoro sicuro in un momento sembrano vanificati! Ci domandiamo: si è fatto tutto il possibile per evitare questo grande dolore?

Tutta la comunità tarantina si stringa attorno alla famiglia, alla quale siamo vicini così come siamo vicini ai colleghi di Angelo Iodice e alla sua città, Caserta. Chiedo che si faccia chiarezza sulle modalità dell’incidente e si accertino le reali responsabilità e, ancora una volta, che si faccia il possibile e l’impossibile affinché più nessuna vita venga spezzata sul luogo di lavoro. Il dolore, ancora una volta ci toglie il fiato, ci disorienta, ma continuiamo a pregare per Angelo, per la sua famiglia e per tutti i lavoratori dell’ ILVA e dell’indotto. Continuiamo sostenere gli uomini di buona volontà perché si adoperino senza tregua in favore della sicurezza sui luoghi di lavoro.

 

Ultimo aggiornamento: h. 23:15



Madre e figlia arrestate in flagranza di reato mentre borseggiavano al mercato di Martina Franca

I Carabinieri della Compagnia di Martina Franca nella tarda mattinata di ieri,  hanno arrestato due donne, madre e figlia, entrambe residenti nel salernitano, , in flagranza di furto con destrezza,

I militari della Stazione di Martina Franca, impegnati nei consueti servizi, che settimanalmente vengono svolti presso il locale mercato, al fine di prevenire e reprimere i reati di natura predatoria, hanno notato le due donne aggirarsi tra la gente con fare sospetto. Durante i pedinamenti, i Carabinieri, in borghese, hanno colto la donna che, approfittando della copertura garantitale dalla figlia, dopo aver infilato la mano nella borsa di un’ignara signora, intenta ad osservare la merce esposta sulle bancarelle, le asportava il portafogli.

A quel punto, i militari, dopo averle bloccate, le traevano in arresto per furto con destrezza, e veniva avanzata alla Procura, una proposta di foglio di via obbligatorioA carico delle suddette,

 




Sorpreso a rubare all’ ex “Marangi”, arrestato dalla Polizia di Stato

Nella tarda serata di ieri gli Agenti della Squadra Volante della Questura di Taranto hanno tratto in arresto  Gualtiero Grassi di anni 47, per furto aggravato in concorso. Insieme al Grassi sono stati anche fermati due ragazzi minorenni di origine rumena,  suoi complici.

Intorno alle 23.00 di ieri i poliziotti  su indicazione della locale Sala Operativa del 113 , si  sono recati, presso l’ex “centro Fisioterapia MARANGI” situtato in via Lago D’avro dove erano state segnalate alcune persone all’interno.

Arrivati sul posto gli agenti della volante hanno sopreso davanti alla struttura un giovane rumeno, risultato poi essere minorenne, che fungeva da “palo”. Il suo  tentativo di nascondersi dietro il muretto di recinzione del centro è stato inutile. Entrati all’interno del centro  i poliziotti hanno bloccato un altro ragazzo rumeno anch’egli minore ed un uomo cioè il Grassi, che cercava di dileguarsi scavalcando una finestra sita al piano terra.

Da una successiva perquisizione gli agenti ritrovavano  accatastati  nei pressi dell’ingresso del centro numerosi apparecchi elettronici e fisioterapici, pronti per essere portati via. A seguito degli accertamenti il Grassi è stato tratto in arresto e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente e posto agli arresti domiciliari, mentre i due ragazzi a causa della loro giovane età. sono stati riaffidati ai rispettivi genitori.




Spacciatore arrestato con due chili di hashish in casa

Nella serata di ieri, i Carabinieri del Reparto Operativo della Compagnia di Taranto hanno arrestato Davide Panarelli, un  28enne tarantino, già ben noto alle Forze dell’Ordine, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Dopo alcuni giorni di appostamenti nel rione Tamburi, i militari, avendo notato un andirivieni di giovani dal portone di un condominio, si sono decisi a fare irruzione all’interno. Aperta la porta di ingresso e qualificatisi, hanno iniziato a perquisire l’intero appartamento ove il giovane abita. L’agitazione mostrata dal proprietario di casa ha fatto pensare agli operanti che sicuramente qualcosa c’era. E, infatti, all’’interno del bagno, celate sotto il lavandino, sono state rinvenute ben sedici tavolette di hashish, tutte ben confezionate, oltre ad alcuni pezzi pronti alla vendita al dettaglio, per un totale di quasi due chili di sostanza stupefacente. Non solo. All’interno dell’abitazione, come fosse un semplice accessorio ornamentale, vi era anche una pianta di marijuana che lo stesso Panarelli custodiva sul balcone.

 Tutto è stato sottoposto a sequestro, ed il Panarelli è stato tradotto in carcere a disposizione del PM di turno, dott. Remo Epifani. Lo stupefacente sequestrato, verrà analizzato dai Carabinieri del L.A.S.S. del Comando Provinciale di Taranto.




Da oggi acqua limitata a Taranto e Statte

L’Acquedotto Pugliese informa in una sua comunicazione che sono previsti ed in corso «interventi per il miglioramento del servizio nell’abitato di Taranto- Statte. I lavori riguardano il potenziamento della rete idrica. Per consentire l’esecuzione dei lavori – comunica l’  Aqpsarà necessario ridurre temporaneamente la pressione idrica nelle reti nei giorni 2-3-4 e 9-10-11 settembre 2014. La riduzione avrà la durata di 9 ore a partire dalle 8 con ripristino alle ore 17 per ciascun giorno indicato. Disagi  saranno avvertiti esclusivamente negli stabili sprovvisti di autoclave e riserva idrica o con insufficiente capacità di accumulo ».

«Acquedotto Pugliese – conclude il comunicato  – raccomanda i residenti dell’area interessata di razionalizzare i consumi» evitando sprechi.




L’informazione seria non si compra con la pubblicità. La verità non ha prezzo, e non si acquista

di Antonello de Gennaro

Nei giorni scorsi il nostro quotidiano online è stato l’unico organo d’informazione che ha reso noto il nome del ristorante del centro di Taranto, l’  Osteria del Cozzaro Nero dove a seguito dei controlli della Guardia Costiera di Taranto, alla presenza del personale sanitario dell’ ASL, erano stati trovati ben TRE QUINTALI di alimentari (di cui 2 di pesce) non commestibili che sono stati posti sotto sequestro dall’ Autorità Giudiziaria, e che alla data odierna sono ancora sotto sequestro. Tutti gli altri giornali e giornalisti si sono dimenticati di essere dei consumatori, e che in quel ristorante potevano finirci anche loro, o loro parenti, amici ecc.  O forse hanno preferito auto-censurarsi  ?

A seguito del nostro articolo che avuto oltre 5 mila lettori sui socialnetworks (fonte: Facebook Insights) e più del doppio cioè 12mila lettori arrivati direttamente su queste pagine (fonte Google Analystics) è successo qualcosa che non possiamo tacere. In un primo momento siamo stati contattati via mail e telefonicamente dai ristoratori che volevano fare pubblicità sulle nostre pagine. Ma per fortuna chi vi scrive ha più di qualche capello bianco e la schiena ancora diritta, e quindi abbiamo rifiutato di accettare l’inserzione pubblicitaria. Avevo visto giusto e lungo.

Infatti, sabato scorso un quotidiano locale “Buona Sera“, nato sulle ceneri del precedente quotidiano Taranto Sera, ha pubblicato sull’ultima pagina del giornale una pagina di pubblicità a pagamento, commissionata del ristoratore, in cui non solo si fa del vittimismo (arte tarantina) ma si dice anche il FALSO sostenendo che non è vero che siano stati sequestrati ben TRE QUINTALI di pesce (competenza della Guardia Costiera) e cibo scaduto (competenza dell’ ASL) e vantandosi di aver riaperto in appena 24 ore. Pagina a pagamento che conclude così “grazie per l’ospitalità” ! Una pagina pagamento la chiamiamo “ospitalità” ?

Premesso che ogni direttore di giornale ha per contratto il diritto di veto sulle inserzioni pubblicitarie, e fermo restando il diritto di ogni editore di pubblicare quello che vuole (pur di far cassa a Taranto si pubblica di tutto e di più……)  non possiamo che trovarci in disaccordo con la scelta di pubblicare l’inserzione del ristorante  direttore di “Buona Sera” che applicando il nome “Taranto” sulla propria testata cerca di conquistare la “tarantinità”, dato che lui stesso non è di Taranto, e la testata che dirige è stata acquistata in Campania e  poi “spacciata” agli ignari lettori per il precedente Taranto Sera, (che ha fatto una fine non certo bella…) . Ora capiamo uno dei tanti perchè…

Un buon direttore di giornale, e per mia fortuna in carriera ne ho avuti di ottimi, avrebbe chiesto in visione il verbale di sequestro della Guardia di Costiera al suo inserzionista-ristoratore, e si sarebbe ricordato che oltre alla Carta dei Doveri del Giornalista esiste anche la normativa di legge sulla trasparenza pubblicitaria emanata dall’ Autorità Antitust , che deve essere sempre e comunque “VERITIERA“. Noi peraltro non possiamo pubblicare il verbale di sequestro in quanto attualmente coperto dal segreto istruttorio, e tantomeno la Guardia Costiera può replicare alla DISINFORMAZIONE a pagamento del ristoratore, consentita e pubblicata a pagamento sul quotidiano “Buona Sera“.

A questo punto chiunque potrebbe pensare che basti pagare per far pubblicare sui giornali quello che si vuole, ma così non è e non deve essere. Non vogliamo fare guerre editoriali ad un concorrente, ma non possiamo accettare che la nostra professione venga svilita e squalificata per qualche centinaia di euro di pubblicità in più nelle casse di un editore, o presunto tale. Vi anticipiamo che presenteremo un esposto all’ Ordine dei Giornalisti di Puglia affinchè verifiche ed accerti se quanto accaduto sia regolare, così come siamo a conoscenza che in queste ore un’ associazione di consumatori specializzata in materia di comunicazioni e pubblicità ingannevole sta preparando un esposto all’ Autorità Antitrust per “pubblicità ingannevole” nei confronti della concessionaria-editore del quotidiano “Buona Sera“.

Per il momento preferiamo far parlare i documenti ufficiali in nostro possesso, e cioè il comunicato stampa della Guardia Costiera e le immagini che tutti hanno avuto, ma che nessuno ha sinora pubblicato. Qualcuno dirà nei nostri confronti le solite stupidaggini, tipo “ilCorrieredelGiorno vuole farsi pubblicità” oppure “stanno solo cercando di farsi pubblicità“. A questo qualcuno vogliamo rispondere in anticipo e spiegare il motivo che ci spinge a fare tutto ciò: vogliamo tutelare i cittadini, i consumatori e sopratutto onorare il significato della parola “giornalismo“.

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Ecco cosa diceva testualmente il comunicato stampa n° 25/2014 del del 24 agosto 2014 rilasciato della Guardia Costiera:

TARANTO – INTERVENTO DELLA GUARDIA COSTIERA

NOTO RISTORANTE DEL CENTRO CITTADINO RISULTATO IN PRECARIE CONDIZIONI IGIENICO SANITARIE, DISPOSTA L’ IMMEDIATA CHIUSURA AL PUBBLICO

 

Circa tre quintali di prodotti alimentari, di cui due di prodotti ittici, sequestrati dal personale della Guardia Costiera di Taranto in un noto ristorante del centro cittadino del capoluogo jonico, particolarmente affollato all’atto dell’accertamento avvenuto la sera scorsa, per il  cattivo stato di conservazione in cui si trovavano a causa delle precarie condizioni igieniche del locale cucina e dell’annesso deposito.

Lo scenario presentatosi ai militari accertatori ha indotto gli stessi, chiesto l’immediato intervento in supporto di personale del Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Sanitaria locale e contattata la locale Autorità Giudiziaria, a chiudere immediatamente al pubblico il ristorante, circostanza verificatasi la sera del 22 scorso, con obbligo intimato al titolare dell’esercizio commerciale di ripristinare con ogni urgenza le condizioni igieniche  del locale e divieto di riaprire al pubblico l’attività senza il preventivo sopralluogo favorevole eseguito da personale della Guardia Costiera congiuntamente a quello della locale ASL.

Tutte le derrate alimentari, pari a circa tre quintali di cui due di prodotti ittici, presenti all’interno del locale cucina e deposito sono state quindi sequestrate apponendo i sigilli alle celle frigorifere ivi presenti.

La precarietà delle condizioni igieniche è emersa subito evidente ai militari accertatori che oltre alle scadenti condizioni igieniche generali riscontrate nel locale cucina e deposito, hanno rinvenuto le pareti perimetrali ed il soffitto dei locali sporchi, con pannelli della controsoffittatura in parte divelti in parte pericolanti, quadri elettrici completamente aperti e cavi elettrici volanti.

L’Autorità Giudiziaria, immediatamente informata dai militari delle circostanze dell’accertamento, ha così concordato sul sequestro penale della merce presente all’interno del locale e destinata al confezionamento dei pasti per gli avventori.

Il titolare dell’esercizio commerciale è stato quindi denunciato all’Autorità Giudiziaria per l’ipotesi di reato consistente nella detenzione e commercio di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione oltre che nocive per la salute pubblica.  Nella tarda serata del 23 su richiesta del titolare dell’esercizio commerciale, personale della Capitaneria di porto e della ASL, hanno effettuato sopralluogo al fine di verificare il ripristino delle condizioni igienico sanitarie minime per l’apertura al pubblico del locale e verificate le stesse si consentiva di riprendere il normale esercizio dell’attività commerciale.

Anche quest’ultimo fronte, ossia quello della tutela del consumatore sotto il duplice aspetto della salute pubblica e dell’affidamento dallo stesso riposto, per ciò che attiene alla commercializzazione dei prodotti ittici, vede particolarmente impegnato il personale della Guardia Costiera, soprattutto in questo periodo dell’anno in cui l’affollamento degli esercizi commerciali per la ristorazione registra un deciso incremento per la presenza di numerosi turisti e villeggianti”

E queste di seguito sono le immagini che nessuno vi ha fatto vedere. Ma la vergogna non erano soltanto le condizioni igienico-sanitarie in cui versava questo ristorante, ma sopratutto come venivano conservati il pesce, la carne ecc. Guardate con i vostri occhi:

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Le foto sono state effettuate e fornite dalla Guardia Costiera di Taranto  all’interno delle cucine del ristorante, il cui proprietario dovrà rispondere dinnanzi alla Magistratura. Non serve ripulire tutto d imbiancare in 24h. Sarebbe stato interessante se il direttore di “Buona Sera” avesse chiesto al suo inserzionista-ristoratore: “scusi ma queste pulizie generali, l’impianto elettrico a norma, ecc. tutto ciò non poteva farlo prima ?“. Domande, cioè giornalismo. Questo illustre sconosciuto…

 

AGGIORNAMENTO:  anche  La Gazzetta del Mezzogiorno ha accettato e pubblicato ieri la stessa pagina pubblicitaria del ristoratore. Non ci meravigliamo della “fame” di quattrini del giornale barese (e di proprietà sicula), anche perchè in forte crisi aziendale con i propri giornalisti in “solidarietà” pur di non accettare alcuni licenziamenti che l’editore vorrebbe fare nelle varie redazioni. Ma questo è nulla. Il peggio è che qualcuno a Bari si ritiene anche un “giornalista”. Povero giornalismo….




Il golfo di Taranto, paradiso degli avvistamenti: è nato un nuovo delfino !

Il Golfo di Taranto  si conferma una gigantesca nursery per i delfini di diverse specie. L’ultimo, in ordine di tempo, è un piccolo di Grampo, che è stato fotografato qualche giorno fa per la prima volta nelle acque ioniche mentre nuota insieme alla mamma. “Nelle scorse settimane – racconta Carmelo Fanizza della Jonina dolphin conservation, associazione che da oltre quattro anni studia e tutela la presenza dei cetacei nel Mar Jonio settentrionale – abbiamo ripreso un gruppo di oltre dieci Grampi della specie Grampus griseus, un delfinide che può raggiungere i quattro metri di lunghezza, caratterizzato dall’assenza del rostro sul capo. E con nostra grande sorpresa, a un certo punto abbiamo visto saltare fuori dall’acqua un cucciolo, il primo di questa specie avvistato e fotografato in anni e anni di ricerche nel nostro mare“.

Un evento eccezionale, se si tiene conto che i ricercatori della Jdc, durante le campagne di dolphin watching a bordo del catamarano “Taras”, avvistano il Grampo meno di dieci volte l’anno, mentre quasi ogni giorno (con una percentuale di avvistamento del 93/95%) documentano la presenza nel Golfo di Taranto di numerosissime colonie stanziali di Stenella striata (Stenella coeruleoalba), delfinidi che hanno dimensioni minori, un paio di metri di lunghezza, ma che sono soliti avvicinarsi in piena libertà al catamarano Taras per la gioia degli ospiti.

Nei giorni scorsi invece, gli studiosi hanno intercettato nelle acque davanti a Taranto un branco di Stenella striata composto da più di 50 delfini e fotografato un gruppo familiare con un cucciolo di circa 5 giorni




Il marò’ Latorre ha un malore. Il Ministro della Difesa Pinotti vola in India

Uno dei due marò trattenuti in India Massimiliano Latorre, ha avuto ieri sera un malore per il quale è stato necessario il ricovero nel dipartimento di neurologia di un ospedale di New Delhi, ove tuttora è stato ricoverato e trattenuto in osservazione. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, è volata stanotte in India per accertarsi delle condizioni del fuciliere di marina, che comunque non sarebbero gravi. Il ministero della Difesa sottolinea che “i sanitari si sono dichiarati soddisfatti di come ha reagito alle prime cure”.

Schermata 2014-09-01 alle 13.23.04Si tratterebbe di ischemia, secondo quanto scrive su Facebook,  la figlia del marò, Giulia Latorre:  “Purtroppo le belle notizie non ci sono mai“. In un commento precedente, che successivamento è scomparso dalla rete, aveva scritto: “Ma voi Italia di m… fateli stare lì un altro pò! Vi preoccupate di portare qui gli immigrati che bucano le ruote perchè vogliono soldi e non vi preoccupate dei vostri fratelli che combattono per voi, e alcuni perdono la vita. Italia mi fai schifo“.

Il ministro degli Esteri Federica Mogherini  ha dichiarato  che riportare i marò in Italia rimane una delle priorità del Governo italiano.  «Appena informata del malore che ha colpito Massimiliano Latorre, ha contattato la compagna del marò, Paola Moschetti, per esprimerle la vicinanza sua e del governo». Lo ha reso noto il Ministero degli Esteri.  “Sono vicina a Massimiliano Latorre cui auguro con tutto il cuore di rimettersi al più presto“, ha detto la Mogherini, aggiungendo: “Come è sempre stato in questi mesi, seguiamo ogni giorno il caso dei due fucilieri di Marina con l’obiettivo di riportarli in Italia: per il governo e’ una priorità”. “E come sempre – ha ricordato – il Ministero degli Esteri e tutte le sue strutture sono al lavoro per assistere al meglio i due militari e le loro famiglie“.  Mogherini è stata in queste ore in contatto con il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, rende  infine noto la Farnesina.


IL MINISTRO E’ ARRIVATO IN INDIA Il ministro della Difesa italiano Roberta Pinotti è giunto oggi a New Delhi per verificare di persona le condizioni di salute del sottufficiale di Marina Massimiliano Latorre che ieri è stato ricoverato in un ospedale della capitale indiana per un malore. Hanno accompagnato il ministro nel viaggio dall’Italia l’ambasciatore in India, Daniele Mancini, e il consigliere diplomatico Stefano Pontecorvo.

IL COLLOQUIO DI AGOSTO  Ad agosto il presidente del consiglio Matteo Renzi aveva avuto una lunga telefonata con il primo ministro indiano Narendra Modi, durante la quale entrambi i premier avevano condiviso “l’importanza di un rilancio dei rapporti bilaterali fra le due democrazie, sia per quanto riguarda gli scambi, sia per la cooperazione internazionale e , nel quadro Ue”

LA DIAGNOSI –  Latorre, sarebbe stato vittima di un attacco ischemico transitorio (Tia), dal quale si sarebbe però ripreso, e secondo quanto si è appreso, ha reagito bene alle prime cure dei medici del reparto di neurologia dell’ospedale di New Delhi, dove è stato ricoverato. «Massimiliano Latorre sta meglio e ha ripreso conoscenza. È ricoverato nel reparto di neurologia di un ospedale a New Delhi ed è assistito dalla famiglia e dai funzionari dell’ambasciata italiana in India». Lo ha dichiarato il senatore pugliese Nicola Latorre (Pd), presidente della commissione Difesa a Palazzo Madama, dopo aver parlato al telefono con Salvatore Girone, l’altro marò pugliese detenuto in India che ha seguito da vicino l’evolversi della situazione.

«I medici italiani che seguiranno Latorre arrivano dall’ Italia insieme al ministro Pinotti – ha aggiunto Nicola Latorree la situazione sembra essere sotto controllo. Questa ingiusta detenzione in India, che loro sopportano con grande senso di responsabilità, è sempre più fonte di malessere. Auguriamo al nostro fuciliere di rimettersi al più presto e, consapevoli che questo non sia il momento delle polemiche, continueremo a percorrere ogni strada diplomatica già attivata dal Governo per riportarli in Italia».

Il presidente della commissione Difesa della Camera, on. Elio Vito (Forza Italia) ha commentato la vicenda: “Il Governo italiano attivi immediatamente tutte le iniziative e le procedure necessarie per chiedere ed ottenere il rientro in Italia di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone che vivono con le loro famiglie, da oltre 900 giorni, una profonda ingiustizia, che causa loro profondi disagi e grandi sofferenze e che affrontano con onore e senso di responsabilità”  aggiungendo con grande serietà che “non è questo il momento della polemica, interna ed internazionale, è però il momento di dire basta e che i marò siano fatti tornare a casa”.

1 settembre 2014 | ultimo aggiornamento h. 18:03




Allerta meteo: da oggi possibili temporali e grandinate. Ma la Prefettura tace…

Una perturbazione proveniente dal nord Europa determinerà già a partire dalla serata odierna una fase di tempo instabile al nord con fenomeni intensi da domani nel centro-sud. Sono previsti venti forti, con rinforzi fino a burrasca, che partiranno dalle regioni settentrionali della Penisola per giungere a lambire la nostra regione. Mareggiate lungo le coste dell’Adriatico e precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporale in estensione anche alla Puglia. Fenomeni che saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, locali grandinate, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento. Il Dipartimento della Protezione Civile regionale, nel raccomandare lo stati di allerta medio, seguirà l’evolversi della situazione e aggiornerà tempestivamente in caso di peggioramenti della situazione.

Schermata 2014-09-01 alle 03.54.34Sulla base di tali previsioni, il Dipartimento ha emesso un Avviso di condizioni meteorologiche avverse che, per la Puglia, riporta precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporale, più intense nella parte settentrionale e meridionale. I fenomeni potranno essere accompagnati da locali grandinate, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.In considerazione di quanto previsto, tenuto conto delle precipitazioni rilevate e delle condizioni di vulnerabilità del territorio, il Centro Funzionale Decentrato del Servizio Protezione Civile regionale ha emesso una criticità idrogeologica arancione per la Puglia meridionale e settentrionale e una criticità gialla per quella centrale.Si evidenzia che le criticità sono articolate su tre livelli crescenti: codice giallo, codice arancione e codice rosso. Il codice arancione prevede i seguenti scenari di evento: frane superficiali e colate rapide detritiche o di fango; probabile attivazione o riattivazione di fenomeni di instabilità dei versanti, possibile caduta massi; aumento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua. In corrispondenza di tali scenari di evento sono possibili i seguenti scenari di rischio: danni e allagamenti di centri abitati, infrastrutture, beni e servizi; pericolo per la pubblica incolumità.

Il prefetto di Taranto dr. Guidato
Una nota amara: sul sito della Prefettura di Taranto (come potete vedere con i vostri occhi qui )  non compare nessuna informazione ai cittadini del capoluogo e della provincia jonica.   Ancora una volta dobbiamo constatare amaramente che le istituzioni a Taranto latitano e tutto tace. Ma sino a quando ? Una nota amara in conclusione: sul sito della Prefettura di Taranto (come potete vedere con i vostri occhi)  non compare nessuna informazione ai cittadini. Forse il Prefetto dr. Guidato è ancora in ferie ???  Ancora una volta dobbiamo constatare amaramente che le istituzioni a Taranto latitano e tutto tace. Ma sino a quando ? Attraverso questo link, potrete vedere e leggere l’allerta meteo inviata dalla Protezione Civile della Regione Puglia a tutte le Prefetture, compresa quindi quella di Taranto.
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Per non parlare del silenzio dei siti internet dei vari quotidiani diffusi e con redazioni a Taranto,  compresi quelli “online”. Nessuna notizia dell’ allerta meteo ! Eppure molti di loro sono “specializzati”…e sempre pronti a “copiare” ed “incollare” i vari comunicati stampa che arrivano quotidianamente nelle redazioni dalle varie forze dell’ ordine.
Per fortuna il Servizio della Protezione Civile della Regione Puglia vigila e si è già preventivamente attivatoe seguirà l’evolversi della situazione invitando ad attenersi a queste raccomandazioni :
• non sostare in locali seminterrati;
• prestare attenzione nell’ attraversamento di sottovia e sottopassi;
• prestare maggiore attenzione alla guida di autoveicoli e moderare la velocità, al fine di evitare sbandamenti;
• evitare le zone esposte a forte vento per il possibile distacco di oggetti sospesi e mobili (impalcature, segnaletica, ecc.) e di caduta di oggetti anche di piccole dimensioni e relativamente leggeri (vasi, tegole…);
• non sostare lungo viali alberati per possibile rottura di rami;
• prestare attenzione lungo le zone costiere, e, in presenza di mareggiate, evitare la sosta su moli e pontili;
• in caso di fulminazione, evitare di sostare in vicinanza di zone d’acqua e non portare con sé oggetti metallici.

 




Quando le foto del sindaco di Taranto con la pistola (ma senza scorta !) facevano il giro d’ Italia

Era il 23 maggio del 2012 quando sulla prima pagina sia del Corriere della Sera che del Giornale una delle fotografie del sindaco di Taranto Ippazio Stefàno che sono circolate molto sui socialnetworks, in quanto mostravano la pistola che il primo cittadino tarantino teneva portava nella cintura durante i festeggiamenti per la sua vittoria ai ballottaggi , che lo riconfermò sindaco del capoluogo jonico.

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Vogliamo riproporvi quanto scrisse a suo tempo il bravo e stimato collega Goffredo Buccini  :

(dal Corriere della Sera) Cosa c’entra il vellutato Stefàno con gli stereotipi dello sceriffo giustiziere? «Che domande, vuol farmi ammazzare?», sbuffa lui, dalla poltrona con vista sull’incerto futuro dei tarantini, dove s’è seduto nel 2007 e da cui non s’è più alzato. Ma, scusi, conferma? La foto è vera? «Certo che confermo, ho una vecchia pistola a tamburo, con regolare porto d’armi: no, non so la marca, non sono un guerriero». E qui bisogna capire lo stupore dei suoi concittadini che, per ore, quando un paio di giornali locali hanno fatto uscire l’immagine, continuavano sul web a considerarla taroccata, insomma una truffa della Spectre contro il sindaco della pace. Stefàno è un tipo che negli spot elettorali vi apparirà aggressivo quanto Nonna Papera, un non belligerante che, per dribblare le rogne sui fumi assassini dell’ ILVA, può sostenere coi cronisti di non avere «letto i giornali».

E’ tuttavia anche molto amato perché, da pediatra, ha la lodevole abitudine di battere le periferie curando gratis i bambini delle famiglie meno abbienti. Lo chiamano U’ Dotto’ e lo votano in massa. Eppure… «Eppure mi hanno minacciato, durante la campagna elettorale m’è arrivata una lettera a casa: ritirati, mi dicevano, se no tu e la tua famiglia rischiate. Io ho denunciato tutto alla Digos, ma non voglio la scorta, non voglio che qualcuno si giochi la pelle per me, non uso nemmeno l’auto di servizio. E non mi sono ritirato. Quindi…». Quindi? «Mica posso avere scariche di adrenalina ogni volta che uno mi viene incontro». Ma Vendola lo sa che lei gira armato? «Uffa. Adesso l’ha saputo, dai giornali! Senta, avrei potuto strillare in campagna elettorale, prendevo dieci punti in più. Invece sono stato muto. Non volevo infangare il nome di Taranto, non volevo che si pensasse che i tarantini sono violenti».

In verità non è la prima volta che la pistola fa capolino dalla cintura del buon Ezio. In un’altra foto, meno recente, il sindaco è in marcia con i compagni di lotta e di governo, e la dannata berta gli s’affaccia da sotto la giacchetta conferendogli un’aria da comparsa in Le mani sulla città. Certo, tocca ammetterlo: è anche facile fare gli spiritosi quando non si è costretti a vivere giorno per giorno in una bolgia di duecentomila anime avvelenate dall’inquinamento e dalla disoccupazione e tutte, una per una, decise a darti la colpa di quanto succede. «Sa, ho cominciato trent’anni fa… presi la pistola quando giravo di notte per i quartieri degradati e facevo la campagna contro l’Aids. Poi l’ho tenuta nel cassetto, chiusa lì per un sacco di tempo. L’ho ritirata fuori da sindaco. Lei non lo sa, ma mi hanno fatto di tutto».

Vita agra a Palazzo di Città, eh? «Può dirlo forte. Quattordici aggressioni m’hanno fatto, quattordici. Coi coltelli, a schiaffi, pure la benzina addosso m’hanno tirato. Poi non le dico gli insulti. Lo Stato non consegna le case? E quelli vengono da me. Sprofonda la statale? Sempre da me, vengono. Quindici vigili urbani sono finiti in ospedale, e allora io dicevo: ragazzi, scansatevi, me la vedo io. Tutti sanno dove abito, e mi aspettano sotto il portone, quasi sempre per parlarmi, ma certe volte non solo per parlare. Io sto lì». Con la pistola, però. «Mai tirata fuori». Nemmeno davanti ai ceffoni e ai coltelli? «Nemmeno. Sono molto equilibrato, sa? Mi controllo, faccio le visite. Poi, dovessi tirarla fuori, magari è la volta che mi ammazzano, mica sono sicuro che avrei il coraggio di usarla».

L’uomo è un paradosso vivente. Sobriamente descritto appena pochi anni fa come «il sindaco dei miracoli» da qualche giornale amico, questo medico tarantino dal viso mansueto e dal baffetto morbido si ritrova nella bizzarra posizione di succedere a Giancarlo Cito nella fama di pistolero. Persino l’Africa a volte, gli appare un posticino tranquillo, stretto com’è tra sfrattati, senza lavoro, cassintegrati e attaccabrighe professionali d’una città che cova brace sotto l’apparente rassegnazione. «In Africa ho fatto il volontario per un anno, mai nessuno ha provato ad assalirmi». Qui, invece… «Sono diventato iperteso. Fare il sindaco al Sud è un inferno. Ho perso quattordici chili». Un chilo ad aggressione, di questo passo rischiava di diventare l’Uomo Invisibile. Meglio Tex Willer.

Speriamo che adesso qualcuno non ci accusi di vare copiato… A volte documentarsi meglio, aggiornarsi, riproporre anche fatti del passato consente al lettore di avere idee ed opinioni un pò più chiare. Questo è giornalismo 3.0. Noi non siamo quelli dello “sbatti il mostro in prima pagina” e gli scoop … non ci interessano. Ci interessa solo dare notizie certe ed approfondite.




Il sindaco Stefano indagato dalla Procura. Portava la pistola alla festa della sua elezione

ROMA – Due anni fa Ippazio Stefàno, mentre si preparava al turno di ballottaggio che vide rieletto sindaco di Taranto per la seconda volta consecutivamente disse “Mi hanno minacciato di morte, per questo porto la pistola” affermazioni proferite a seguito delle polemiche che scaturirono dalla pubblicazione della fotografia che lo ritrasse festeggiante  con i suoi collaboratori e sostenitori del comitato elettorale della “Sinistra democratica per Stefàno di via Principe Amedeo, il movimento elettorale che con i suoi voti consentì alla sinistra di conquistare Palazzo di Città,   nella vittoria al ballottaggio contro Mario Cito.

Il comitato adesso è chiuso e la  “Sinistra democratica per Stefàno” sembra essersi definitivamente staccata dalla precedente vicinanza politica con Nichi Vendola, ed avvicinata sempre di più a Michele Emiliano, attuale segretario regionale del Pd, ed attuale candidato “forte” della sinistra alle prossime elezioni regionali pugliesi del 2015.

Ma si sa,  le foto restano, e quella con la pistola – come racconta oggi La Gazzetta del Mezzogiorno – è costata a Stefàno, l’ipotesi di reato che regolamenta l’utilizzo del porto d’armi nelle pubbliche riunioni a chi è stata rilasciata di licenza. Secondo la contestazione formulatagli dal procuratore capo Franco Sebastio, firmatario dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari (ex art.415 bis del Codice di Proceduta Penale), per aver partecipato avendo con se la pistola,  alla riunione-festa  svoltasi il 22 maggio del 2012 nel circolo “Sinistra democratica per Stefàno” . Secondo la Procura,   Stefàno   non avrebbe potuto e dovuto, pur dotato di regolare porto d’armi, avere con se l’arma.

.Il reato contestato, è di fatto una contravvenzione  con l’ammenda da 103,29 a 413,17 euro, e le norme di legge sul porto d’ armi prevedono in tal caso una condanna da 4 a 18 mesi. Stefàno  a suo tempo, e cioè due anni fa, rimase esterefatto dalla risonanza mediatica  generata dalla pubblicazione delle foto che lo ritraevano con la pistola alla cintola mentre festeggiava con amici e simpatizzanti e persino alleati ( a suo tempo…)  come il sen. Michele Pellilo, camminando per via Principe Amedeo prima di entrare nel comitato elettorale della  “Sinistra democratica per Stefàno“, rese pubblico di aver ricevuto delle minacce serie : «Giro armato da trent’anni. E da quando sono sindaco che ricevo minacce molto pesanti. Ho rifiutato la scorta e per questo porto con me la pistola. Ho scelto, infatti, di difendermi da solo e di tutelare la mia vita. Prima delle elezioni ho ricevuto lettere minatorie affinché ritirassi la mia candidatura. Non mi sono arreso ai delinquenti e sono andato avanti per la mia città».

In quell’occasione Stefàno, rispondendo alle domande incalzanti di Fabio Venere giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno  aggiunse : “Non ho informato neppure la mia famiglia di queste minacce. Ho rifiutato la scorta perché non volevo che i giovani ragazzi della Polizia rischiassero per me. Neppure un graffio vorrei che, eventualmente, avessero per colpa mia. Non ho voluto strumentalizzare questa vicenda prima del voto perché – disse ancora Stefànonon sono un cabarettista. Ho ricevuto lettere, di cui ho denunciato il contenuto alle Forze di Polizia, abbastanza circostanziate sull’ubicazione della mia abitazione e sui miei abituali orari”.

La giustificazione-spiegazione del sindaco di Taranto si fece più precisa e Stefàno aggiunse: “Ho ricevuto lettera di morte per me e la mia famiglia. Sono stato minacciato, anche di recente perché rinunciassi a correre per la riconferma a sindaco, ma non mi sono fatto intimorire. Io non ho mai fatto del male a nessuno. Né ho mai inteso farlo. Ma avendo rinunciato alla scorta, avrò almeno il diritto di difendermi”

Stefàno a dire il vero non era nuovo a questo genere di polemiche. Infatti come ricorda e scrive oggi  la Gazzetta del Mezzogiorno , “nel 2008, fu l’ex questore di Taranto ed ex consigliere comunale del centrodestra, Eugenio Introcaso  (scomparso prematuramente), a denunciare che il sindaco di Taranto, pur portando con sé una pistola, le aveva però tolte ai Vigili urbani. In quell’occasione, in particolare, Stefàno tolse provvisoriamente le armi in dotazione alla Polizia municipale perché gli agenti, da quattro anni, non erano più sottoposti alle visite mediche obbligatorie per legge per il rilascio della pistola d’ordinanza. Poi, le visite vennero effettuate, le pistole riconsegnate e il caso si chiuse. Sino poi a riesplodere, nel maggio del 2012, con i social network, i siti, i blog pronti a definirlo «sindaco pistolero».

Adesso con la chiusura delle indagini del procuratore capo Franco Sebastio durate appena…due anni ,  Stefàno potrà leggere tutti gli atti, iniziando dalla relazione redatta dagli agenti della Digos, e potrà così fornire la sua versione dei fatti al Gip, ed evitare un processo, che secondo noi sarebbe ingiusto, inutile e sopratutto ridicolo.




Truffa per l’ uva, con assegni falsi. Anche un bancario lucano coinvolto.

Un campano ed  alcuni imprenditori originari della provincia brindisina avevano organizzato una mega truffa ai danni di 22 produttori dell’area di Castellaneta, attraverso l’acquisto di grosse forniture di uva che non venivano mai pagate ed ora rischiano il processo. Le accuse principali della Procura della repubblica,  a carico di Alfonso Di Filippo, salernitano di 64 anni, Giovanni Camassa di 43 anni, originario di Francavilla Fontana (Br), Rocco Bigi, di Ceglie Messapico (BR) di 30 anni, e la veronese Silvana Plafoni,  di 54 anni, nei  rispettivi ruoli di  rappresentanti legali, amministratori, o responsabili del settore commerciale, sono di bancarotta fraudolenta, truffa aggravata e associazione per delinquere .

A  chiederne il rinvio a giudizio  è stato  il pm della procura di Taranto, dottor Remo Epifani , a carico di cinque persone coinvolte nella maxi-truffa che avrebbe causato ai poveri imprenditori jonici danni complessivi per oltre un milione di euro.

CdG uva tavolaAnche il funzionario bancario Gianfranco Grieco di 54 anni, lucano, ex responsabile della filiale di Castellaneta del Monte dei Paschi di Siena, è finito sotto accusa , venendo accusato dalla magistratura di aver garantito verbalmente false assicurazioni ai produttori circa le garanzie economiche della società «Ortosovrana», successivamente fallita nel maggio del 2009, che invece aveva pagato le forniture d’uva ai poveri malcapitati consegnando assegni privi di copertura.

CdG monte_dei_paschi_sienaIl bancario  è  stato quindi accusato di concorso in quattro ipotesi di truffa per avere fornito secondo la tesi della Procura, false informazioni di “bene fondi” positivi sulla solvibilità della «Ortosovrana», inducendo così i produttori d’uva  di Castellaneta  di accettare per le forniture di uva  consegnate, degli assegni rivelatisi  come coriandoli. cioè carta inutile.

Nel procedimento che ora passerà all’esame del Gup del Tribunale penale di Taranto, è stato coinvolto anche un altro imprenditore napoletano, Mario D’Ambrosio di 63 anni il quale secondo gli inquirenti e le accuse a proprio carico avrebbe pagato con assegni finiti puntualmente in protesto (cioè non pagati)  per un totale di 300mila euro a fronte  della fornitura di imballaggi per prodotti ortofrutticoli assicurati da un’azienda di Castellaneta.

Una vera e propria truffa a 360 gradi, secondo quanto emerso dalle indagini, organizzata a tavolino con fatti accaduti nel periodo compreso fra il 2008 e il 2009, che aveva messo in ginocchio il comparto dei viticoltori di Castellaneta




L’Arcivescovo di Taranto Mons. Santoro racconta al Meeting «la forza del fascino cristiano» e parla dell’ ILVA

L’ Arcivescovo di Taranto Filippo Santoro già missionario per 28 anni in Brasile, ha scritto il libro “La forza del fascino cristiano” e l’ha presentato ieri al Meeting di Rimini  solo per un motivo, come riassume don Stefano Alberto  e cioè «Ricordare che il cristianesimo non si diffonde mai per proselitismo o per una posizione ideologica, ma per attrazione.  Dobbiamo portare alla gente l’amore del Signore morto e risorto che scalda il cuore e cura le ferite. Questa non è una frasetta da ripetere ma il metodo e il cambiamento a cui papa Francesco sta chiamando tutta la Chiesa, specie quella italiana».

Schermata 2014-09-01 alle 05.25.53FASCINO CRISTIANO 

Il libro di Mons. Santoro cerca di portare luce sul cammino che «Dio, attraverso papa Francesco, sta chiedendo alla Chiesa» e per testimoniarlo narra «l’esperienza esaltante» e i contenuti della Conferenza di Aparecida, che nel 2007  ha raccolto nel santuario dove è apparsa la Madonna per volere di Benedetto XVI 250 vescovi provenienti da tutta l’America Latina, presieduti dall’allora Arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio.

In quei giorni di lavoro, «in cui avevamo davanti agli occhi tutti i giorni fino a 100 mila pellegrini, i problemi sono stati assunti come sfide alla verità della fede. Lì ho capito che la forza del fascino cristiano è l’azione dello Spirito Santo che ci fa affezionare a Gesù e in forza di questo ci fa andare in missione dove vuole».

LA RISPOSTA ALLA REALTÀ 

Il documento conclusivo, che ha determinato l’azione della Chiesa in tutta l’America Latina, «è un evento dello Spirito Santo perché mette insieme tutti i problemi della gente che avevamo davanti agli occhi, dalla povertà alla corruzione alla teologia della liberazione, partendo dalla lode al Signore che ci ha visitati e con una preferenza speciale per i poveri». È questo che monsignor Santoro, la cui fede è nata seguendo proprio  don Luigi Giussani e il movimento di Comunione e Liberazione, si è portato dietro anche quando è stato chiamato a Taranto. Dove, racconta, «non ho fatto altro che rispondere alle provocazioni della realtà».

GIOIA CONTAGIOSA  

«Tra l’ ILVA e i migranti» ha detto Mons. Santoro, «ci siamo trovati davanti a un vero dramma umano. Io ho capito che il mio compito era quello di accogliere, come ho fatto con gli operai dell’ ILVA, andando a visitarli durante le proteste, o con una signora che è venuta da me un giorno per chiedermi di pregare per la figlia caduta in coma irreversibile proprio prima di sposarsi. Abbiamo pregato in ginocchio insieme il Santissimo e la Madonna. Dopo 15 giorni quella donna è uscita dal coma».

«Ho anche cominciato a visitare sempre più spesso il carcere – ha aggiunto Mons. Santoro – e siccome per la Messa ci avevano dato una stanza terribile, i detenuti l’hanno ritinteggiata. Poi mi hanno detto: “L’abbiamo fatto per lei e per Gesù”. E nelle visite seguenti mi hanno ringraziato così: “Lei ci prende la mano e non ci lascia”. Ma quella mano era di Gesù e ad afferrarli è stato il fascino di una gioia contagiosa».

 




Ex assessore provinciale aveva in casa un fucile rubato e munizioni. Arrestato, finisce in carcere

A seguito di perquisizione domiciliare, i militari della  Stazione Carabinieri di Lizzano hanno tratto in arresto il 52enne Umberto Lanzo, con l’accusa di ricettazione e detenzione illegale di arma da fuoco e munizionamento. Nel corso di una perquisizione eseguita dai Carabinieri, l’uomo, c veniva preliminarmente trovato in possesso di 4 cartucce cal. 12 che aveva occultato nelle tasche dei pantaloni e delle quali non sapeva indicare la provenienza ed il motivo del possesso.

Schermata 2014-08-30 alle 21.11.40Lanzorivestiva incarichi politici sino al 2012,  era in quota al partito Io sud’  ricoprendo in quel periodo la carica di assessore alla Provincia di Taranto, ed è stato consigliere provinciale in carica quando il consiglio provinciale si è sciolto con le dimissioni del presidente Gianni Florido Le attività di ricerca dei Carabinieri si sono svolte in tutti vani dell’abitazione. I militari scoprivano quindi, ben occultate all’interno di un borsone nascosto in un ripostiglio, altre 42 cartucce cal. 12 di varie marche e un fucile ad aria compressa cal. 4,5 marca Ruger Black Hawk con relativo munizionamento e mirino di precisione. La perquisizione veniva, quindi, estesa anche alle pertinenze dell’abitazione ove, abilmente occultato tra le fronde di un albero del giardino, veniva rinvenuto un fucile sovrapposto cal. 12 marca Rizzini, perfettamente lubrificato e funzionante.

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Immediatamente sono partiti gli accertamenti per verificare la provenienza dell’arma da fuoco, la cui matricola perfettamente leggibile, ha consentito di acclarare che la stessa era stata rubata a Lizzano nel maggio scorso, in un’abitazione di un cittadino che la deteneva regolarmente. Pertanto, dopo le formalità di rito, previa comunicazione al P.M. di turno, dr. Raffaele GRAZIANO, è stato condotto presso la Casa Circondariale di Taranto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.




Carabinieri eseguono una cattura e beccano un evaso dai domiciliari in flagranza

Nella giornata di ieri i Carabinieri della Stazione Taranto Principale hanno arrestato su ordine di carcerazione un 35enne tarantino, pregiudicato per reati di spaccio di sostanze stupefacenti. Arresto programmato per lui, mentre meno fortunato è stato un altro pregiudicato,  Francesco Martina, 42enne, anch’egli tarantino, il quale, prontamente riconosciuto dai Carabinieri impegnati nell’esecuzione del primo arresto, è stato colto in flagranza di evasione, poichè, non poteva trovarsi  in quel luogo, in quanto era sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso un’abitazione in una via poco distante. Ai militari dell’ Arma non è sfuggita la circostanza, ed infatti che lo hanno subito identificato e bloccato, proprio mentre erano intenti ad andare a catturare l’altro uomo.

Bloccati entrambi con l’ausilio di una pattuglia di rinforzo intervenuta per l’occasione, i due pregiudicati sono stati accompagnati prima presso la caserma di Viale Virgilio per la redazione degli atti e successivamente tradotti in carcere, ove il primo sconterà la pena di qualche anno per lui irrogata mentre l’altro resterà a disposizione del PM di turno, dott.ssa Giovanna Cannarile, per il successivo processo sul reato di evasione.




Taranto svegliata da una scossa di terremoto

La città di Taranto ed i comuni della provincia sono stati svegliati questa notte da delle scosse di terremoto di magnitudo 2.2 che sono state registrata alle 4:14 nel Golfo di Taranto, davanti alle coste della Puglia ed alle ore 05:45 (magnituto 5.6)  che ha avuto come epicentro la zona al largo delle coste greche . Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 10 km di profondità ed epicentro non lontano dai comuni tarantini di Leporano e Pulsano ed i quartieri periferici di Talsano, Lama e San Vito.




Ancora uno stabilimento fuorilegge. Questa volta è toccato a “Capitan Morgan”

I militari della Guardia Costiera hanno accertato all’atto della verifica effettuata  che all’interno dell’area in concessione, ed al di là di quanto previsto dalla licenza demaniale marittima, erano stati realizzati  impiantati abusivamente sei gazebi, con tre ombrelloni di ampia metratura, trenta sedie ed otto tavolini. Queste attrezzature,non autorizzate, insistenti su di una superficie pari a circa 90 mq, erano prive di qualsiasi tipo di autorizzazione che potesse legittimare la presenza, e quindi sono state pertanto sottoposte a sequestro penale.

Schermata 2014-08-29 alle 02.44.02Il titolare dello stabilimento è stato denunciato all’ Autorità Giudiziaria competente, immediatamente informata di quanto accertato. Nel corso dell’operazione è stata inoltre verificata, con l’ausilio della locale Asl intervenuta sul luogo a seguito di richiesta del personale militare della Guardia Costiera, la conformità alla vigente normativa degli impianti di scarico delle docce e del chiosco bar presenti all’interno dello stabilimento, tanto a seguito della preannunciata attività di controllo ambientale che la Guardia Costiera sta conducendo a salvaguardia dell’ambiente costiero e per la tutela della salute dei cittadini presso le strutture balneari insistenti sul territorio, in questo periodo dell’anno particolarmente affollato da turisti e bagnanti. Sono attesi i riscontri degli accertamenti condotti dagli organi sanitari.

Resta da chiedersi se sia logico effettuare questi controlli alla fine della stagione balneare. Non potevano essere effettuati prima ? A noi sembra solo un’attività di routine, invece di costituire un serio controllo e monitoraggio costante per la tutela del patrimonio dello Stato.




La nostra libertà di informare non è in vendita

Cari amici e lettori dopo essere stato l’unico organo d’informazione ad avere reso noto pubblico il nome del ristorante tarantino a cui la Guardia Costiera e l’ ASL hanno sequestrato 1 quintale di derrate alimentari e 2 quintali  di prodotti ittici , abbiamo ricevuto una richiesta di inserzione pubblicitaria sul nostro quotidiano online. Abbiamo sentito puzza di bruciato ed abbiamo fatto alcuni accertamenti.

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Abbiamo quindi fatto alcune verifiche sul numero telefonico fornitoci e guardate voi con i vostri occhi a chi risulta essere intestato. La richiesta sembrerebbe esserci arrivata da qualcuno che ci contattava a nome dello stesso ristorante di cui omettiamo il nome solo per non fargli pubblicità gratuita. Abbiamo composto il numero telefonico indicatoci e ci ha risposto proprio la signora Monica, che sembrerebbe aver firmato la mail che abbiamo ricevuto.

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Potrebbe essere anche uno scherzo di cattivo gusto di qualche buontempone..o di qualche nemico o concorrente del ristorante in questione,.che ha voglia di scherzare, ma in ogni caso sappia che  abbiamo il suo IP (151.45.145.134) di chi ci ha mandato la mail e quindi in ogni caso per la Polizia Postale sarebbe molto facile identificare il reale mittente della corrispondenza pervenutaci. In ogni caso ne approfittiamo, sa scanso di equivoci, e per non essere scambiati da altri giornalisti ed organi di stampa che a fronte della pubblicità incassata non fanno domande scomode, per rendere chiaro un concetto: il nostro silenzio e la libertà d’informazione non hanno prezzo. Per nessuno.




Operazione Mare Nostrum: nuovi migranti in arrivo a Taranto

Questa a mattina a bordo di pullman sono arrivati a Taranto   200 dei 407  profughi soccorsi al largo delle coste libiche, quasi tutti di nazionalità siriana,  sbarcati nel porto di Brindisi. 150 di loro si trovano nell’ex mercato ortofrutticolo in via Orsini nel Quartiere Tamburi, mentre gli altri 50 sono stati accolti ed ospitati nell’Hotel Jonico.

Un altro carico  di migranti in arrivo nel capoluogo jonico è  atteso invece per venerdì 29 agosto, al porto di Taranto. 325 immigrati sono in arrivo in porto traspostati a bordo di Nave Fenice della Marina Militare italiana che ha imbarcato i migranti che sono stati soccorsi dalla Motonave “HS Medea” (70 donne e 122 minori). Il loro arrivo è previsto per le 8 di domani .  Sulla nave si contano 133 uomini, 70 donne di cui 4 in stato di gravidanza e 122 minori di cui 59 maschi e 63 femmine. Provengono principalmente da Palestina, Siria, Libia, Bangladesh e Filippine.  In totale sono in tutto 525 i migranti di cui è previsto l’arrivo a Taranto tra oggi, giovedì 28 e domani mattina venerdì 29 agosto. I migranti, come accaduto già nei precedenti arrivi e sbarchi verranno accompagnati nelle strutture messe a disposizione dal Comune di Taranto che proprio questa mattina ha incontrato il prefetto Umberto Guidato per coordinare le operazioni d’accoglienza.