Caso Manduria: un altro anziano picchiato a morte: 9 ordinanze, 8 minori

Caso Manduria: un altro anziano picchiato a morte: 9 ordinanze, 8 minori

I dettagli dell’inchiesta sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa dal procuratore capo di Taranto dr. Carlo Maria Capristo,  , dal procuratore minorile dr.ssa Pina Montanaro, dal sostituto procuratore dr. Remo Epifani, dal Questore di Taranto dr. Giuseppe Bellassai e dal capo della Squadra Mobile dr. Carlo Pagano.

TARANTO – Gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Taranto affiancati dagli investigatori e tecnici del Servizio Centrale Operativo di Roma della Polizia di Stato hanno dato esecuzione a 9 ordinanze emesse dai Giudici per le indagini preliminari presso il Tribunale ordinario (dr. Romano) e quello per i minori Paola Morelli nei confronti di un maggiorenne Vincenzo Mazza, 18anni, e di 10 minorenni tra i 15 e 17 anni di età, ritenuti a vario titolo gravemente indiziati in concorso dei reati di tortura, lesioni, danneggiamento e violazione di domicilio aggravati, nei confronti Antonio Cosimo Stano, il 65 enne deceduto il 23 aprile scorso dopo essere stato picchiato e “bullizzato” da una baby gang a Manduria.  Sono in tutto 23 gli indagati, venti minorenni, tra cui una ragazza. C’è anche un tredicenne tra le persone coinvolte,   che però per l’età non è imputabile . Fra i gravi episodi contestati anche quello avvenuto l’1 aprile scorso ai danni di un altro anziano di Manduria, Fiorello Stano, 53 anni .

I dettagli dell’inchiesta sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa dal procuratore Carlo Maria Capristo, dal sostituto procuratore Remo Epifani titolare del fascicolo d’indagine, e dalla dalla Procuratrice Pina Montanaro capo della Procura della Repubblica per i Minorenni, dal Questore di Taranto Giuseppe Bellassai e dal capo della Squadra Mobile Carlo Pagano.”Con amarezza commentiamo il secondo atto di una storia agghiacciante, perché attraverso un’attenta e scrupolosa verifica tecnica sui telefonini immediatamente sequestrati dalla Polizia agli inizi di questa indagine, siamo riusciti a individuare addirittura un secondo gruppo di minorenni che aveva questo amarissimo, disgustoso atteggiamento nei confronti di persone con minorata difesa“.

Così il procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo, ha esordito in conferenza stampa per spiegare i particolari dell’inchiesta che ha portato all’esecuzione di 9 misure cautelari nei confronti di un maggiorenne e 8 minorenni per aggressioni nei confronti di Antonio Cosimo Stano, il 66enne pensionato di Manduria morto il 23 aprile scorso e vittima di ripetute aggressioni da parte di più gruppi di giovani e per un pestaggio ai danni di un 53enne disabile avvenuto l’1 aprile scorso.    “Abbiamo scoperto – ha aggiunto Capristoquesto gruppo che era solito chiamarsi ‘L’ultima di Carnali’, che agiva accanto al gruppo della ‘Comitiva degli orfanelli‘, che ha imitato e riproposto queste turpi azioni. Nel caso dell’aggressione dell’1 aprile al 53enne hanno agito per puro passatempo, colpendo il malcapitato con calci e pugni fino a provocargli l’avulsione dei denti incisivi. Si ripropone tutta una serie di interrogativi sul ruolo di scuola, famiglia, servizi sociali, tutti aspetti questi sui quali continuiamo a mantenere accesi i riflettori e che ovviamente non possono non contribuire alla crescita dei nostri giovani”.

 

Il 30 aprile scorso la Polizia di Stato ha sottoposto a fermo altri 8 ragazzi, alcuni dei quali hanno ammesso le loro responsabilità, in presenza  dei video ritrovati sull’applicativo Whatsapp installato sui loro rispettivi smartphone, all’interno dei quali gli indagati conservavano le torture inflitte al povero pensionato che implorava invano richieste di aiuto, che venivano filmate con uno spaventoso cinismo sadico.

Quattro dei fermati  il 30 aprile scorso  sono presenti e coinvolti anche in questa seconda operazione ed a due di loro viene contestata l’aggressione al 53enne Fiorello Stano dell’1 aprile scorso, in concorso con altri, affetto da insufficienza mentale grave, che attirato in ore notturne all’esterno della sua abitazione, veniva violentemente colpito con calci e pugni per “puro passatempo” . Dopo il pestaggio la vittima perse i denti incisivi.

Si tratta di  un episodio ricostruito grazie alla disamina di un ulteriore video rinvenuto nel telefono di uno degli indagati  (colui che ha ripreso l’intera scena) ed agli ulteriori accertamenti compiuti dalla Squadra Mobile e dal Servizio Centrale Operativo, che attraverso l’analisi di tabulati prima ed i rilievi  (analisi morfologica) più tecnicamente avanzati operati dal Servizio di Polizia Scientifica (sezione indagini elettroniche) poi, hanno consentito di risalire all’identità dei responsabili. Ad aver confermato quest’ultimo episodio la stessa vittima, nonché il fratello e la badante del medesimo.

Il branco, composto da un maggiorenne il diciottenne Vincenzo Mazza e dai sei minorenni, è accusato dei due raid nell’abitazione di Antonio Stano nel periodo di Carnevale, agendo in maschera. Il 5 marzo era infatti l’ultimo giorno di carnevale. Da qui il nome dato alla chat di  gruppo su Whatsapp, denominato “l’Ultima di Carnali“, utilizzata in un primo momento come ha spiegato il procuratore capo Capristo, per organizzare l’aggressione e successivamente per condividere e diffondere i video dell’assalto all’abitazione dello Stano, che veniva umiliato, deriso, e bastonato anche con delle mazze.

Gli episodi sono stati scoperti grazie alle confessioni di alcuni degli indagati,  chiamati in correità dalle dichiarazioni di alcune persone informate sui fatti ascoltate dagli investigatori della Polizia di Stato e grazie all’analisi tecnica delle perizie disposte sullo smartphone di uno degli indagati, le cui evidenze hanno consentito di identificare tutti i partecipanti ai raid e successivamente acquisire i dati della loro geolocalizzazione.

La Polizia ha diffuso oggi un nuovo video “allucinante” relativo dell’assalto all’abitazione di Antonio Stano e la foto di gruppo, estrapolata dalla chat di whatsapp, della baby gang in maschera davanti alla casa del 66enne pensionato di Manduria morto il 23 aprile scorso dopo aver subito una lunga serie di aggressioni, angherie, rapine e vessazioni da parte di più gruppi di giovani.

 

Il filmato rinvenuto si riferisce ad una delle aggressioni effettuate del periodo di Carnevale avvenute il 3 a il 5 marzo scorsi, a cui ne è susseguita un’altra accaduta l’11 marzo, che sono state contestate nei provvedimenti cautelari restrittivi notificati oggi nei confronti di un’altra “baby gang” di Manduria che ha quattro minori in comune coinvolti con quella precedentemente identificata dagli inquirenti, che aveva portato all’esecuzione di 8 fermi il 30 aprile scorso.

Nel video diffuso dalla Polizia si vede Stano sull’uscio di casa che implora aiuto: “Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza”. vedendo deriso dai bulli di Manduria che gli dicevano: “Vedi che le persone dormono a quest’ora sai?“. Il pensionato cerca di attrarre l’attenzione ed aiuto dei vicini di casa urlando: “Sono solo, aiuto“. La baby gang con strafottenza gli ordinava: “Dai, la foto, mettiti in posa” con parole di scherno e insulti.

Si sentono perfettamente le urla di terrore dello Stano, che si rifugiava nel corridoio della propria abitazione, dove veniva inseguito, raggiunto e colpito con le mazze. Anche il gruppo “L’ultima dei Carnalì” (versione in dialetto locale dell’ “ultima di carnevale“) si scambiava fotografie e filmati relativi alle aggressioni ai danni del pensionato che erano soliti chiamare come “lù pacciù“».

“…Cè carnevali lu pacciu è impacciuto lu triplu”» (traduzione: “che carnevale, il pazzo è impazzito il triplo“) il  tenore dei commenti dei giovani arrestati oggi dalla Polizia  . Proprio grazie ai contenuti della chat “L’ultima dei carnali”  sono venuti alla luce altri violenti assalti alla casa di Antonio Stano con scene filmate di violenza e sopraffazione psicofisica, al solo fine di procurarsi materiale video da far girare su Whatsapp per quello che viene definito un “malvagio divertimento”, dal Gip che ha ordinato le misure cautelari. I gruppi individuati sinora dagli investigatori sono tre: “gli orfanelli”, “l’ultima di carnali” e “solo noi”. Quest’ultimo era un gruppo quasi tutto composto da ragazzine, delle quali al momento vi è solo una di loro, indagata .

Due minori e due maggiorenni già fermati dalla Polizia il 30 aprile scorso nell’ambito delle indagini sulla morte del 66enne Cosimo Antonio Stato, sono accusati anche dell’aggressione ai danni di Fiorello Stano un 53enne disabile di Manduria, avvenuta l’1 aprile scorso, che ha provocato alla vittima l’avulsione di denti incisivi e lesioni permanenti della masticazione. L’episodio è stato scoperto grazie all’analisi tecnica del telefonino sequestrato a uno degli indagati ed è stato poi denunciato dal fratello e dalla badante della vittima

I due minori in questione sono stati colpiti oggi da un nuovo provvedimento restrittivo . I quattro avrebbero attirato il 53enne, affetto da insufficienza mentale grave, all’esterno della sua abitazione non molto distante da quella di Antonio Stano, utilizzando “frasi denigratorie e provocanti”, colpendolo violentemente con un calcio che lo faceva cascare a terra venendo preso a pugni che gli hanno causato delle lesioni permanenti. Gli indagati sono stati tradotti in carcere  il diciottenne Vincenzo Mazza è rimasto associato alla casa circondariale di  Taranto, tutti gli altri sono stati trasferiti nel carcere minorile “Fornelli” di Bari.

 

 

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