Caso Consip, il Csm: censura a Woodcock, assolta Carrano

Caso Consip, il Csm: censura a Woodcock, assolta Carrano

L’ex procuratore capo di Torino, Marcello Maddalena, difensore del pubblico ministero napoletano: “ricorreremo in Cassazione”. Anche il sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione Marco Fresa, che si è dichiarato “non soddisfatto” della sentenza e valuterà anche lui se proporre ricorso in Cassazione

ROMA – La sezione disciplinare del Consiglio superiore della Magistratura  presieduta dal consigliere “laico” Avv. Fulvio Gigliotti (nominato in quota M5S), nel procedimento disciplinare per il caso Consip, ha sanzionato con la “censura” il pm napoletano John Henry Woodcock ed ha assolto la sua collega pm Celestina Carrano

Woodcock è stato sanzionato esclusivamente per uno dei capi di incolpazione, e cioè per avere mancato al dovere di riserbo e avere avuto un comportamento gravemente scorretto nei confronti dell’allora capo facente funzione della procura di Napoli, Nunzio Fragliasdo, che lo aveva invitato al massimo riserbo sulla vicenda, con le dichiarazioni a lui attribuite pubblicate dalla giornalista barese Liana Milella apparse sul quotidiano “La Repubblica”.
Tutto questo anche se lo stesso procuratore Fragliasso ha dato più volte atto di “grande correttezza ed estrema professionalità” al magistrato . Woodcock che peraltro non ha commesso alcun illecito, né alcuna irregolarità, nella gestione di uno dei capitoli più “delicati” del filone napoletano di quell’indagine giudiziaria.
Dichiarazioni che lo stesso pm ha ammesso di aver fatto in un colloquio privato ad aprile 2017 con la giornalista amica Liana Milella la quale  gli aveva assicurato che non le avrebbe pubblicate. ed ha dimostrato in realtà di non essere poi tanto amica…

A Woodcock era anche contestata l’interferenza con i colleghi romani, ai quali poi era stata trasmessa per competenza parte dell’inchiesta , accusa dalla quale Woodcock è stato assolto. Il pm napoletano è stato assolto anche, insieme alla collega Carrano, per l’altro capo di incolpazione, cioè quella della violazione dei diritti di difesa nei confronti dell’ex consigliere di Palazzo Chigi Filippo Vannoni, non iscritto nel registro degli indagati e interrogato come teste il 21 dicembre del 2016, senza l’assistenza di un avvocato e con metodi ritenuti lesivi della sua dignità. Circostanze che non sono state provate in alcun modo e quindi sono state ritenute inattendibili.

“Leggeremo le motivazioni, ma sicuramente ricorreremo in Cassazione”. Lo ha dichiarato l’ex procuratore di Torino Marcello Maddalena, difensore del pm di Napoli Henry John Woodcock davanti alla Sezione disciplinare del Csm. Nessun commento invece da parte di Woodcock e Carrano, che hanno lasciato Palazzo dei marescialli senza fare alcuna dichiarazione ai giornalisti.

Il sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione Marco Fresa, che aveva chiesto la censura per tutti i capi d’incolpazione, riconoscendo al tempo stesso che il pm Woodcock continua a godere di “immutata stima” da parte dell’attuale procuratore capo di Napoli, Giovanni Melillo, si è dichiarato “non soddisfatto” della sentenza e valuterà anche lui se proporre ricorso in Cassazione, una volta lette le motivazioni.

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