Casaleggio Leaks. I documenti segreti sulla truffa della democrazia grillina

Casaleggio Leaks. I documenti segreti sulla truffa della democrazia grillina

Le scatole cinesi, l’ associazione Rousseau, la non competenza, il bluff della democrazia diretta. Il Foglio ha ottenuto dal Garante della privacy le carte inedite che mettono sotto processo il metodo Casaleggio. L’intreccio grillino non è solo folclore. Finora, a leggere le carte del Garante della privacy, possiamo dire che la democrazia diretta è un “bluff” e la trasparenza non c’è. E che l’unico campo in cui sarebbe stato lecito aspettarsi almeno un po’ di competenza, la tecnologia, viene gestito dai grillini più o meno come gli alberi di Natale a Roma.

di Claudio Cerasa*

Lo ripetiamo perché forse qualcuno ancora non se ne è reso conto. Dunque. In Italia esiste un partito guidato da un comico di nome Beppe Grillo, diretto da un ologramma di nome Luigi Di Maio, eterodiretto dal capo di una srl privata di nome Davide Casaleggio che si candida ad applicare in tutta Italia il modello Raggi facendo leva su tre messaggi chiari e definiti: noi siamo il partito della trasparenza, noi siamo il partito della legalità, noi siamo il partito della democrazia diretta.

Su questo partito, la classe dirigente italiana ha scelto da tempo di non farsi troppe domande, ha scelto di coprirsi gli occhi di fronte ai profili di incostituzionalità e ha scelto di voler considerare solo un puro fenomeno di folclore la presenza, in questo movimento, di un soggetto non eletto da nessuno che attraverso un’associazione privata di nome Rousseau controlla la vita democratica e le attività di un movimento senza che questo movimento possa avere alcun tipo di controllo sulle attività del suo controllore: il signor Davide Casaleggio.

Beppe Grillo e Davide Casaleggio

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