Caldarola ha torto : Renzi non ha illuso nessuno

Caldarola ha torto : Renzi non ha illuso nessuno

di Politik *

Il giornalista Peppino Caldarola, dal passato un pò “movimentato”  con un proprio commento pubblicato oggi sul quotidiano online milanese Lettera43  (di proprietà di una società del finanziere Matteo Arpe, ex Ad della Banca di Roma) attacca il premier Matteo Renzi e chiede le due dimissioni anche da segretario del Pd. Prima di andare a confutare il suo confuso pensiero politico, andiamo prima a vedere chi è Caldarola (fonte: Wikipedia) . Dopo aver militato  nel Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, entrando nella segreteria nazionale del movimento giovanile del Psiup, in seguito è diventato segretario cittadino del Pci di Bari fino al ’77,  successivamente vice-direttore di Rinascita, e direttore del quotidiano l’Unità dal 1996 al 1998, venendo eletto deputato nelle liste dell’ Ulivo (ex Pci, poi Ds)  dal 2001 al 2008  cioè nella XIV e XV legislatura .

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Scrive Caldarola: “Ma come si fa a fare un discorso eccellente con cui ci si assume tutta la responsabilità per la sconfitta referendaria e si annunciano le proprie dimissioni dalla guida del governo e poi passare le ore successive a traccheggiare, a proporre cose impossibili (come il governo di tutti), a indicare una data del voto (decisione che non è nella sua disponibilità)? Non sappiamo se il Renzi 1, quello europeo, sia quello vero o se il Renzi 2 sia quello più sincero“. Probabilmente il ritorno alla vita giornalistica, con un bel vitalizio da parlamentare deve aver confuso le idee al collega barese, che dimentica che Renzi si è dimesso ed ha dovuto accettare di restare in carica solo per l’approvazione della Legge di Stabilità per approvare il bilancio dello Stato. E glielo ha chiesto il Presidente Mattarella, persona di uno spessore politico e di un senso dello Stato sicuramente più elevato di quello del “compagno-ex proletario” Caldarola.

Caldarola parla di una classe dirigente ed inadeguata e scrive: ” Comprendo che Renzi deve fronteggiare il panico di quella classe dirigente che ha portato a Palazzo Chigi e che equivale, come capacità e merito, a Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista. Capisco che questi pretoriani e pretoriane senza mestiere abbiano paura del futuro. Per loro probabilmente non c’è. Ed è giusto che non ci sia perché la sconfitta di Renzi non dipende solo dal suo cattivo carattere ma anche, e direi soprattutto, da questo gruppo di “personaggetti” che lo ha circondato e non gli ha raccontato il Paese“. Resta a questo punto da chiedersi ma dall’alto di quale “ruolo” (inesistente) Caldarola si permette di criticare aspramente una persona come Renzi eletto democraticamente segretario del Pd con delle altrettanto democratiche elezioni primarie ?

Ci spieghi Caldarola: lui chi è ? E come è diventato deputato  ? Ha forse fatto la trafila e la gavetta come Renzi, diventando sindaco prima, presidente della provincia poi ? Non mi risulta.   Caldarola dimentica di  essere stato retribuito  come direttore dell’ Unità grazie ai contributi pubblici per l’editoria destinati al quotidiano  organo di stampa del PCI, fallito miseramente come fallì anche il Partito Comunista da cui egli proviene. O ha forse vinto un concorso per titoli…?

Due anni fa proprio Beppe Grillo sul suo blog indicava Caldarola come “Giornalista del Giorno” a seguito di un suo aspro commento sul M5S che scatenò una valanga di commenti che potete leggere direttamente attraverso questo link (vedi QUI) e di cui sia ben chiaro siamo estranei e non abbiamo alcuna responsabilità.

Purtroppo per Caldarola il web ha buona memoria…Leggete cosa diceva proprio lui soltanto due anni da su Renzi, Berlusconi, ed il Senato….

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Caldarola continua nel suo commento al veleno. che “ se verrà avanti il Renzi dell’addio dopo le primarie perse e il Renzi di domenica sera, l’Italia dovrà riflettere sul fatto che ha a disposizione un vero leader che prima o poi dovrà richiamare in servizio. Questo Renzi europeo ha poche cose da fare in queste ore. Dimissioni dal governo, dimissioni dalla segreteria, favorire una soluzione che dia un governo al Paese e poi il ritorno a casa o in un altro Stato, magari per perfezionare l’inglese” . Solo che il giornalista “barese” non sa spiegare nè argomentare il perchè mai una persona come Renzi, dalla fedina penale immacolata e che sinora governato senza avere neanche lo “scudo” dell’immunità parlamentare, dopo essere stato eletto democraticamente al vertice dal suo partito  dagli iscritti al Pd, debba dimettersi anche dal suo partito, solo per aver perso un referendum ottenendo da solo il 40% dei consensi contro il 60% conquistato da un’accozzaglia composta dai fascisti di  “Casa Pound“, dai politicanti dell’ UdC guidati dal pluricondannato (tangentista confesso) Lorenzo Cesa, dal leader “forzista” Silvio Berlusconi pregiudicato ed interdetto dalla politica (legge Severino) , alla strana coppia “barese” Emiliano-Boccia, o al “giaguaro smacchiato” Pierluigi Bersani , cioè quello che incassa insieme a Silvio Berlusconi le tangenti-contributi-finanziamenti da EmilioRiva (deceduto ed ormai ex-proprietario dell’ ILVA) unico vero responsabile del disastro ambientale tarantino.

schermata-2016-12-07-alle-19-52-40Secondo Caldarola, Renzi come gli è già stato fatto notare, non può dimettersi da premier e restare segretario visto che ha ritenuto le due cariche integrate. Non ha portato alla sconfitta solo gli elettori, ma anche i militanti del Pd che lo hanno seguito“. E D‘Alema, Emiliano, Speranza, Bersani, Boccia e tutti quelli anti-renziani iscritti al Pd, che hanno lavorato contro il Governo retto dal loro segretario nazionale, e festeggiato brindando alla vittoria del NO referendario (contro il Governo retto dal proprio segretario di partito) cosa dovrebbero fare allora , stracciare la tessera e dare tutti insieme le dimissioni e fondare un ennesimo “partitino” di sinistra ?  Caldarola continua con i suoi consigli…”Renzi provi a fare una cosa buona. Dia l’esempio a cui alludeva nelle sue belle parole di domenica notte: non si è leader per tutte le stagioni. Si vince e si resta in sella. Si perde e si va via” . Ecco cosa scriveva alla vigilia del voto Caldarola su Eacebook….Lui voleva solo divertirsi.

Caldarola, dovrebbe spiegarci una cosa: ma lui a nome di chi parla ? E sopratutto dov’era, come mai taceva,  quando i predecessori di Renzi alla guida del Pd perdevano le elezioni contro Berlusconi, e se ne restavano beatamente al loro posto accampando le scuse più improbabili ed imbarazzanti ? Dia lui il buon esempio….. Visto che l’ Unità che lui dirigeva, pagata dai soldi dei contribuenti è fallita, e che lui in Parlamento non è stato più rieletto, ci consenta la stessa domanda che pone oggi a Renzi :  avendo lui “perso” giornalisticamente e politicamente,  come mai ancora non “va via” ???

 * Politik è un esponente politico del centrosinistra

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