Blitz antiterrorismo dei Nocs in Sardegna. Arrestato un uomo

Blitz antiterrorismo dei Nocs in Sardegna. Arrestato un uomo

Operazione dei NOCS e dalla DIGOS di Nuoro della Polizia di Stato coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo di Cagliari.

ROMA  – Un uomo libanese di 38 anni Alhaj Ahmad Amin, di origine palestinese è stato arrestato questa mattina dai NOCS della Polizia di Stato a Macomer in provincia di Nuoro, che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere,  in quanto ritenuto responsabile di stare progettando un attacco con del veleno o con armi chimiche in una località della Sardegna È questa la principale ipotesi degli investigatori che per diverso tempo hanno tenuto sotto controllo tutti movimenti dell’estremista islamico.

Il libanese- palestinese  era residente da qualche tempo in Italia, nella cittadina sarda dove conduceva una vita tranquilla, sempre chiuso in casa, ed aveva sposato con una ragazza marocchina (conosciuta casualmente sui social), padre di tre figli, sembrava essere al di sopra di ogni sospetto. Una vera e propria cellula dormiente. Abitava in pieno centro, e secondo la Digos la moglie non aveva mai sospettato di avere in casa un potenziale terrorista. Non uno che si sarebbe immolato, ma che stava studiando un modo semplice per avvelenare le condotte idriche. Dove e come ancora non è chiaro, ecco perché la Direzione antimafia di Cagliari ha deciso di intervenire e  di fermare il progetto prima che fosse troppo tardi.

L’operazione è stata condotta dalla Digos di Nuoro e coordinata dalla Direzione Centrale Polizia di Prevenzione-Servizio Antiterrorismo. La misura cautelare d’urgenza è stata chiesta dai pm Danilo Tronci e Guido Pani, ed immediatamente autorizzata  dal Gip Lucia Muscas in considerazione dell’alto rischio del progetto criminale: secondo le prime informazioni, si tratterebbe di un lupo solitario affiliato all’Isis che avrebbe avuto intenzione di mettere a segno un attentato in Sardegna, probabilmente avvelenando con un topicida una condotta idrica potabile.

Nella conferenza stampa tenutasi nel pomeriggio odierno il procuratore nazionale Federico Cafiero de Raho  della Procura Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo ed il capo dell’Antiterrorismo della Polizia di Stato Lamberto Giannini, insieme ai magistrati sardi ed ai responsabili delle Digos che hanno operato, hanno spiegato i retroscena dell’operazione.

 

conferenza stampa della Direzione Nazionale Antimafia sull’operazione antiterrorismo della Polizia di Stato in Sardegna

 L’operazione ha avuto origine grazie ad una cooperazione internazionale, con le Autorità del Libano, sono stati curati personalmente dal dr. Giannini, direttore centrale dell’ DCPP-UCIGOS della Polizia di Stato, con il supporto del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia dell’ Interpol, attività svolte successivamente dopo l’arresto di un militante di Daesh che aveva pianificato l’avvelenamento con la ricina di una cisterna d’acqua dalla quale si riforniva una caserma dell’esercito libanese. Il progetto di avvelenamento, sarebbe stato supportato da un cugino presente in Italia il quale avrebbe avuto in animo di realizzare una simile operazione anche in Europa.

Sulla base di queste informazioni sono state avviate immediatamente le indagini dell’ Antiterrorismo della DCPP-UCIGOS della Polizia di Stato, in collaborazione con i servizi segreti italiani, hanno permesso di individuare in un piccolo paese della Sardegna il cugino dell’estremista libanese, e di acquisire una serie di elementi e risconti sia in merito all’appartenenza al cosiddetto stato islamico di Alhaj Ahmad Amin,  che in merito alle ricerche via Internet e la pianificazione per utilizzare agenti tossici con finalità lesive.

L’uomo,  secondo quanto si apprende sarebbe aderente all’Isis,  veniva monitorato e seguito da tempo nell’ambito di un’indagine  condotta dagli uomini della  Digos di Nuoro e di Cagliari, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo  di Cagliari. che dopo una iniziale perquisizione nell’ abitazione di Alhaj Ahmad Amin, lo hanno tenuto sotto ferreo controllo attraverso intercettazioni telefoniche, telematiche ed ambientali, ma sopratutto pedinato e controllato a vista. Quando gli inquirenti hanno visto che aveva effettuato un grosso prelievo di oltre 5mila euro, e che cercava il proprio passaporto nella sua abitazione, hanno capito che stava progettando una fuga.

I riscontri della progettualità sono arrivati a seguito della perquisizione cui era stato sottoposto l’indagato, il quale  non usciva pressochè mai di casa e non lavorava, , a seguito delle quali le analisi investigative ancora in corso, gli accertamenti tecnici effettuati sul suo smartphone (che ha cercato di resettare) , hanno consentito di reperire ed acquisire un ampio materiale riferibile al sedicente stato islamico ed al suo califfo Abu Bakr Al -Baghdadi, non che una vastissima letteratura e documentazione relativa alle sostanze letali come l’ aflatossine B1 ed il Metomil, un pesticida potentissima che l’arrestato aveva tentato più volte di acquistare su siti di e-commerce.

Questa mattina gli uomini dei NOCS con i giubbotti antiproiettile ed i volti coperti da passamontagna  hanno atteso che  l’uomo uscisse di casa nel pieno centro cittadino, per dar corso al suo arresto, ed infatti  quando è salito a bordo di un furgone, i poliziotti dei NOCS  con un azione spettacolare hanno bloccato il furgone  ed hanno fermato un uomo, immobilizzandolo a terra prima che potesse partire.

Prima di dare corso all’operazione, alla quale hanno partecipato anche unità cinofile e gli uomini delle Digos di Nuoro e Cagliari, la Polizia in collaborazione con la Polizia Locale,  l’intera zona è stata circondata ed interdetta, per evitare che qualcuno potesse rimanere coinvolto nel blitz nell’ipotesi che il presunto terrorista potesse fuggire.

 

 

L’obiettivo più vicino sarebbe stato una caserma dell’Esercito Italiano  esattamente come era nelle intenzioni del cugino arrestato in Libano che progettava un analogo attentato ad una caserma dell’ esercito libanese. Potrebbe quindi non essere casuale la sua presenza a Macomer, dove è di stanza il  5° Reggimento Genio Guastatori della Brigata ‘Sassari’ spesso impegnati in operazioni militari all’ estero per garantire il rispetto delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Alcuni reparti della Polizia erano in preallarme dalle ore 2 di questa notte.

 

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