Bari, sesso a pagamento con i bambini allo stadio. “Le Iene” ridicolizzano il giornalismo barese.

Bari, sesso a pagamento con i bambini allo stadio. “Le Iene” ridicolizzano il giornalismo barese.

“Bari, favelas di Rio de Janeiro, dove i bambini rom si vendono a 10 o 20 euro alla luce del giorno” scrive oggi una giornalista barese freelance sul suo profilo Facebook aggiungendo “Oggi mi aspetto una serie di dimissioni, anche di molti giornalisti garantiti, assunti e tutelati ai quali le Iene hanno dato un calcio sui denti dimostrando che il buon giornalismo si può ancora fare. Basta alzare il deretano dalle comode e blindate scrivanie. Buon fantacalcio a tutti! Viva lo stadio San Nicola ( del quale è più importante occuparsi del nuovo nome che potrebbe prendere), viva i servizi sociali, viva le forze dell’ordine, viva gli investigatori, viva i comunicati stampa ! ” Come non darle ragione ?

Ancora più acuta l’osservazione di un noto avvocato barese che così scrive e commenta sui social network:  “Domanda per i miei amici giornalisti: a Bari esistono uno storico quotidiano, due dorsi locali di testate nazionali, un quotidiano indipendente, una sede Rai, una grande emittente radiotelevisiva privata, molteplici TV e radio locali, più testate giornalistiche online. Come mai della prostituzione minorile si sono occupate Le Iene?

Il  servizio delle Iene sui  bambini che si prostituiscono a Bari. Un collaboratore dell’inviata Nadia Toffa ha ripreso con una videocamera nascosta adulti che invitavano i bambini nella propria auto, a fronte di un compenso concordato precedentemente. Il collaboratore delle IENE  ha invitato in auto diversi minori per farsi raccontare le loro vite  parlando con diversi ragazzini da diversi anni mandati a battere in strada, tra i quali alcuni di nascosto dai propri genitori, con lo scopo di “raccogliere soldi per sopravvivere e fornire da mangiare alla famiglia“.

I ragazzini hanno fornito anche informazioni sui loro clientiPersone tra i 50 ed i 70 anni fra i quali a loro dire “uomini e donne, forze dell’ordine, giudici, medici“. Devastante la testimonianza di bambino di soli otto anni, proveniente dalla ex Jugoslavia che ha parlato di sesso e denaro, ricordando  che la sua richiesta di pagamento è di cento euro, raccontando di come spesso debba saltare diversi giorni di scuola, costretto dalla prostituzione minorile .  Nadia Toffa sconvolta  dalle riprese così scioccanti,  ha deciso di  di intervenire, avvisando i servizi sociali di Bari su ciò che accade nelle vicinanze dello stadio San Nicola. E tutto ciò è accaduto alla luce del sole senza che mai alcun giornalista locale abbia pensato di occuparsene.

Per nostra fortuna non siamo ancora considerati una “presenza” nel giornalismo barese, città in cui è prevista entro l’estate l’apertura di una nostra sede, ma ci permettiamo di osservare che lo “storico” quotidiano barese, e cioè la Gazzetta del Mezzogiorno, ha un editore siciliano, e non più barese, e secondo gli ultimi accertamenti ADS vende appena 20mila copia al giorno in tutta la Puglia e Basilicata, numeri che giustificano i contratti di solidarietà applicati ai propri dipendenti (amministrativi e giornalisti) . Quando un giornale ha un direttore come Giuseppe De Tommaso che si preoccupa solo di non perdere gli annunci legali (alias pubblicità a pagamento) litigando pubblicamente con dei deputati per degli emandamenti sfavorevoli alla carta stampata, o di far pagare laute transazioni al proprio editore pur di evitare di venire condannato insieme ai suoi giornalisti, allora si spiega tutto…

Con direttori e giornalisti come  Oronzo Valentini e Giuseppe Giacovazzo ve lo garanmtisco questo “crollo” giornalistico alla Gazzetta del Mezzogiorno non sarebbe mai arrivato..

Per non parlare poi dei dorsi regionali dei quotidiani nazionali, anche loro in crisi di lettori, a causa anche della pochezza giornalistica all’interno delle loro redazioni, infarcite di giornalisti figli di giornalisti o “infilati dal sindacato”, circostanze queste che spiegano la crisi dell’editoria  e televisione in Puglia.

Adesso dopo il servizio de Le Iene, sono partiti gli accertamenti della magistratura barese per fare luce sulla prostituzione minorile dei bambini del campo rom vicino lo stadio San Nicola di Bari. Il fascicolo assegnato al pm Marcello Quercia al momento non ha indagati, e viene  ipotizzato il reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile. per identificare vittime ed eventuali sfruttatori.

E’ bene ricordare che nei mesi scorsi il pm di Bari Simona Filoni aveva aperto un’indagine sulla stessa ipotesi di reato, ma gli approfondimenti investigativi non avevano condotto ad accertare alcuna responsabilità e quindi tutto era stato archiviato.

Che occorra cambiare investigatori, o metodi investigativi magari usando quelli de Le Iene ?

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