Anche l’attrice Asia Argento accusa il produttore americano Harvey Weinstein di stupro

Anche l’attrice Asia Argento accusa il produttore americano Harvey Weinstein di stupro

Dalla gloria agli scandali: è la storia di uno dei produttori più famosi e potenti di Hollywood, finito al centro della bufera per le denunce di ex assistenti e attrici che hanno raccontato di molestie e violenze sessuali. Ma prima dello scandalo, ci sono stati i successi, gli Oscar per i suoi film. E quasi nessuno nel mondo del cinema può dire di non essere stato immortalato accanto a lui.

NEW YORK  – L’ attrice italiana Asia Argento accusa di stupro il potente produttore di Hollywood Harvey Weinstein, caduto in disgrazia per le accuse di moleste sessuali. Lo riporta il New Yorker in un servizio, che porta la firma di Ronan Farrow, figlio di Mia Farrow e Woody Allen, che ha pubblicato le (drammatiche) testimonianze di altre  tredici donne tutte vittime. Di violenze, abusi, assalti respinti.che avrebbe raccolto la testimonianza dell’attrice italiana e di altre donne che denunciano di essere state abusate. I fatti secondo quanto scrive la nota rivista risalirebbero al 1997, quando la Argento aveva soltanto 21 anni, e sarebbero avvenuti in un hotel in Francia, dove l’attrice fu invitata ad un party della Miramax, società di produzione americana di cui Weinstein era il presidente.

“E’ tutto vero, tutto scritto sul New Yorker. Ora lasciatemi in pace”. Asia Argento risponde così, con un sms  ad una telefonata dell’ Agenzia ANSA che chiedeva conferma alle dichiarazioni riportate dal media Usa nel quale la nota attrice e regista italiana accusa di stupro il potente produttore di Hollywood Harvey Weinstein, caduto in disgrazia per le accuse di moleste sessuali. Il New Yorker ha raccolto la testimonianza dell’attrice italiana e di altre donne che denunciano di essere state abusate.

La Argento  racconta di essere stata ingannata – secondo quanto  scrive il New Yorker – e che arrivata nell’hotel Du Cap Eden Roc, l’ hotel delle star in Costa azzurra durante il Festival del Cinema di Cannes dell’appuntamento scoprì che in realta’ non c’era alcun party. Fu invitata a salire nella suite di Weinstein e venne da lui costretta, ( è uomo dalla corporatura  massiccia ed imponente) a fargli del sesso orale, nonostante lei avesse ripetutamente tentato di sottrarsi.

“All’inizio mi ha riempito di complimenti per la mia interpretazione” racconta, “Poi è andato in bagno ed è ritornato con addosso solo un accappatoio e una bottiglia di crema per il corpo in mano. Mi ha chiesto di fargli un massaggio. A questo punto l’attrice ripercorre l’incubo: dopo il massaggio, l’uomo l’avrebbe costretta “ad aprire le gambe e a subire un rapporto orale”, nonostante lei gli avesse più volte detto di non farlo: “Ero terrorizzata, era un uomo troppo grosso per me non si sarebbe fermato davanti a un no. È stato un vero incubo” si legge sul New Yorker, “è stato come un mostro di una brutta favola. Dopo quel giorno, quando lo guardavo negli occhi mi sentivo debole. Dopo la violenza, lui aveva vinto”

L’attrice spiega poi di essersi sentita a lungo in colpa, per non essere riuscita a respingerlo: “Nell’essere vittima mi sono sentita responsabile. Perché se fossi stata una donna forte, gli avrei tirato un calcio nelle palle e sarei scappata. Ma non l’ho fatto”. Dopo questo episodio, i due per un paio d’anni avrebbero avuto dei rapporti sessuali consenzienti, che però l’attrice oggi definisce “non sani“. L’attrice italiana , spiega, si sentiva obbligata dal fatto che lui avesse tanto potere: “Ho pensato che avrebbe distrutto la mia carriera se gli avessi detto no, avevo paura che Weinstein potesse distruggermi come ha fatto con molte altre persone Quando ero davanti a lui mi sentivo piccola, stupida e debole».

nella foto Donald TrumpHarvey Weinstein 

Tra le altre testimonianze raccolte dal New Yorker ci sono quella dell’attrice americana Mira Sorvino e quella della cantante irlandese originaria dello Zimbawe Lucia Evans. Sempre, il New Yorker cita l’ex finalista di Miss Italia Ambra Battilana Gutierrez, il cui nome assurse agli onori della cronaca anche nello scandalo dei festini “bunga-bunga” di Silvio Berlusconi ad Arcore, ed attualmente residente a Miami Beach negli Stati Uniti

nella foto Gwyneth Paltrow e Harvey Weinstein

Contro Harvey Weinstein si scagliano anche due star di Hollywood del calibro di Gwyneth Paltrow e Angelina Jolie, le quali accusano il produttore cinematografico di molestie sessuali anche nei loro confronti  che sarebbero avvenute quando erano due giovani attrici. A raccontarlo il New York Times. “Questo modo di trattare le donne finisce qui” ha detto Paltrow, importunata quando aveva 22 anni dall’uomo che ha dato inizio alla sua carriera e che l’ha aiutata a vincere l’Oscar.  “Ero una ragazzina, avevo firmato, ero pietrificata” ha raccontato Gwyneth Paltrow al New York Times, rendendo così pubbliche le molestie sessuali subite. Lei rifiutò le avances e si confidò con Brad Pitt, che all’epoca era il suo fidanzato. Pitt affrontò Weinstein e, poco dopo, il produttore le intimò di non parlare con nessun altro di quello che era successo. “Pensavo che mi avrebbe licenziata“.

Angelina Jolie ha raccontato al New York Times che Weinstein le fece delle avances non desiderate, e respinte, in una stanza d’albergo, durante la distribuzione del film Scherzi del cuore del 1998. “Ho avuto una brutta esperienza con Harvey Weinstein in gioventù e, come risultato, ho scelto di non lavorare più con lui, mettendo in guardia le altre quando lo facevano. Questo comportamento verso le donne in qualsiasi campo, in qualsiasi Paese è inaccettabile“.

Il New York Times ha intervistato anche Katherine Kendall e due donne, Toni-Ann Roberts e Dawn Dunning, che all’epoca volevano intraprendere la carriera di attrice, ma furono scioccate dalle proposte di Weinstein e rinunciarono a seguire il loro sogno.

L’attore-regista americano George Clooney condanna Weinstein: “E’ indifendibile“. E con lui allunga così la lista di “celebrities” che hanno preso posizione contro il famoso produttore americano accusato di molestie sessuali. Nel caso di Clooney si tratta del primo uomo. Clooney peraltro era legato a Weinstein da un’amicizia ventennale, dovendogli anche i suoi primi successi da attore con ‘From Dusk till Dawn‘ (Dall’alba al tramonto, 1996) e da regista per film come ‘Confessions of a Dangerous Mind‘ (Confessioni di una mente pericolosa, 2002).

nella foto Harvey Weinstein e Donna Karan

 

La stilista di moda Donna Karan difende il famoso produttore cinematografico, licenziato dalla compagnia Miramax che aveva fondato, attualmente di proprietà della  beIN Media Group  che l’ha rilevata dalla Walt Disney nel marzo del 2016,  dopo una serie di accuse di molestie sessuali.  Rispondendo a un cronista mentre partecipava ad un evento a Los Angeles, Donna Karan ha messo in discussione il comportamento delle donne: “Come presentiamo noi stesse come donne? Cosa stiamo chiedendo? Stiamo chiedendo questo mettendo in mostra tutta la nostra sensualità e sessualità”? Dopo le polemiche che si sono immediatamente accese ad Hollywood a seguito delle sue dichiarazioni, la stilista americana ha subito fatto marcia indietro.

La Miramax può annoverare una biblioteca cinematografica senza rivali contando più di 700 titoli, ed ha ricevuto 278 Academy Award ® nomination e 68 premi Oscar ® , guadagnando in particolare quattro premi come migliore immagine per Il paziente inglese , Shakespeare in Love , Chicago e Non è un paese per vecchi . Altri titoli iconici della biblioteca sono uniti ad acclamazioni critiche e commerciali, come Pulp Fiction , Good Will Hunting , il diario di Bridget Jones , il franchise di film Scream , Kill Bill Vol. 1 e 2 , e L’Aviatore .

 

LE INTERCETTAZIONI DELLA POLIZIA AMERICANA. L’AUDIO DI WEINSTEIN CHE MOLESTA UNA DONNA

‘”Non voglio essere toccata, ti prego. Ieri sera sei stato aggressivo. Perchè mi hai toccato il seno ?” Weinstein: ” Sono abituato così….”

Il caso di Miramax Italia, le telefonate di Matt Damon e Russell Crowe.

Mentre la polemica scoppia anche a Hollywood, ed  arriva fino in Italia – secondo quanto racconta il Corriere della Sera –  con Rose McGowan che tira in ballo Matt Damon e Russell Crowe. I quali non solo sapevano di quanto accadeva negli uffici di Weinstein, ma avrebbero cercato di impedire che la cosa trapelasse. Tutto ciò è partito dalla denuncia pubblicata da una reporter, Sharon Waxman che ha raccontato di come già si sapeva nel 2004 degli abusi compiuti dal produttore.

In una lettera pubblicata da «The Wrap» racconta di come si recò in Italia per incontrare Fabrizio Lombardo  l’allora responsabile della Miramax Italia, sposato con la giornalista Chiara Geronzi,  figlia dell’ex-potente banchiere romano Cesare Geronzi. Di Lombardo si sapeva – come riporta il Corriere della Sera – che riceveva  uno stipendio di circa 400mila dollari l’anno, che pare non avesse competenze specifiche in ambito cinematografico e che si diceva organizzasse cene per il produttore con giovani ragazze russe.

Lombardo, interpellato, si rifiutò di commentare, ma la giornalista volò allora a Londra per incontrare una ragazza che rivelò di essere stata costretta a rapporti sessuali da Weinstein. “La storia non l’ho mai raccontata” spiega la reporter americana Sharon Waxman che racconta di aver ricevuto “grandi pressioni” da Weinstein, comprese due telefonate da parte di Matt Damon e Russell Croweentrambi garantirono per Lombardo“. Risultato, nessuna notizia uscì mai. Fino ad oggi.

Oggi però Matt Damon ha raccontato qualcosa di diverso su Lombardo: HarveyWeinstein  n.d.r. ) mi chiamò e disse che stavano scrivendo un articolo su Fabrizio (Lombardo n.d.r.) , che avevo conosciuto durante la produzione del film ” The Talented Mr. Ripley” . Lui aveva organizzato la “prima” del film in Italia e quindi conoscevo solo la sua capacità di organizzatore  ed ero stato a cena a casa sua” aggiungendo  “Harvey mi disse che  Sharon Waxman stava scrivendo una storia su Fabrizio ed era molto negativa e preoccupante” e mi chiese: “Puoi chiamarle a dirle sulla tua esperienza con Fabrizio. Lo feci e le disse quello che mi aveva chiesto Weinstein” . Matt Dammon ha concluso dicendo che “non avevo idea su quale vicende serie stava investigando la giornalista Waxman

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Fabrizio Lombardo, che venne coinvolto insieme a Stefano Ricucci nel “crack” finanziario-societario  della Magiste International, in qualità di amministratore della Ricucci Group, una società lussemburghese,  ha fatto sapere in serata tramite il suo legale che le informazioni diffuse da Sharon Waxman e riprese anche da “Newsweek” sarebbero del tutto infondate. Avete mai visto qualcuno che ammette qualcosa ?


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