L’arte e la creatività di Gianfranco Ferré nel racconto dei suoi disegni

L’arte e la creatività di Gianfranco Ferré nel racconto dei suoi disegni

 di Valentina Taranto

Gianfranco Ferré. Moda, un racconto nei disegni” mostra organizzata dalla Fondazione Gianfranco Ferrè è ospitata sino al prossimo 18 giugno dal Centro Culturale Santa Maria della Pietà a  Cremona,  include anche alcuni abiti, che sono autentica trasposizione del progetto e della poesia, espressi nei disegni, nella realtà: volumi e forme, materiali, lavorazioni, pizzi e ricami. Oltre cento bozzetti autografi dello stilista, esposti in gruppi sulla base di affinità tematiche o cromatiche, per comunanza di tratti o di accorgimenti grafici.

Una mostra di abiti e disegni bellissimi che parlano di musica di alto livello che parla il linguaggio della cultura e della bellezza,nell’anno delle Celebrazioni Monteverdiane,  in una   Santa Maria della Pietà ormai diventata in questi ultimi anni spazio di riferimento per fumetto, grafica, incisione e disegno.

La mostra dei disegni di Ferrè vuole quindi ricostruire un percorso intellettuale, l’ evoluzione di un mondo interiore di ricerca, di lettura, di sintesi culturale e stilistica, affinchè resti una testimonianza e spunto di riflessione: il disegno come espressione di libertà e rigore, di creatività e progetto, ma nello stesso tempo uno strumento di lavoro come approccio concreto di esercizio quotidiano. Un habitus mentale.

Cremona, città d’ arte e patria della famiglia di Gianfranco Ferrè, è ancora una volta al centro del mondo nazionale e internazionale, sempre presente nella memoria dello stilista. La Fondazione Ferrè in collaborazione con l’ Amministrazione Comunale  attraverso il percorso espositivo di questi grandi capolavori che comprende disegni ed abiti raccontati come delle opere d’arte che manifestano vitalità e creatività, illustrano  il ritorno alle radici dello stilista, da sempre molto legato a questo angolo di Lombardia.

All’interno di  questo ritorno alle origini è presente la conferenza “Gianfranco Ferrè. Moda un racconto nella musicain calendario per il 18 maggio, un omaggio alla città di Cremona ed alle sue celebrazioni per i 450 anni della nascita di Claudio Monteverdi, padre del melodramma e della canzone, evento dedicato al ruolo delle colonne sonore delle sfilate per spiegare, attraverso l’aiuto di straordinari sound designer, come lo stilista riuscisse a far diventare la musica  parte integrante dell’emozione emanata dagli abiti in passerella.

L’ architetto Gianfranco Ferré era un innovatore con un incredibile “senso”della progettualità nei capi e con una visione sempre molto innovativa e contemporaneamente geniale, che si incontra con Monteverdi, in un mix di magia, eleganza, e creatività da sogno.

Mentre l’auto lo portava da Legnano dove era nato ed abitava, a Milano dove si è svolta la sua vita di lavoro, Gianfranco Ferré creava e disegnava con una tale naturalezza, che gli bastavano pochi schizzi, i suoi appunti, le note di future collezioni, per riuscire ad esaltare ed immaginare la sensualità di una gonna.

 Ferrè non guidava l’ auto e mentre il traffico che scorreva sul suo finestrino , rispettando quegli attimi di solitudine ispirata,  trovava “lo stimolo che mi spinge a disegnare”  come lui stesso raccontava “un’impressione, una suggestione che per qualche inspiegabile motivo rimane impressa nella mente più di altre e dà il via a un’idea, a un sogno. È l’emozione di un attimo che diventa segno su carta…una sfumatura di colore, il contatto tattile con un materiale, il fruscìo di una stoffa, le movenze di una persona che capita di osservare mentre cammina…”.

L’esposizione di oltre 100 schizzi è curata da Rita Airaghi, Direttore della Fondazione e cugina dell’ architetto Ferrè  con cui  ha lavorato al fianco fin dall’inizio della sua carriera stilistica, la cui padronanza degli archivi è magistrale.  “Perché il disegno” spiega Rita Airaghi, “È espressione di libertà e rigore, di creatività e progetto, ma nello stesso tempo esercizio quotidiano, approccio concreto. Soprattutto, metodo di lavoro”.

“Gianfranco Ferré  – spiega Rita Airaghi  trae il suo metodo dalla  sua formazione di architetto, che proprio nel disegno ha il suo fulcro, il suo momento fondante, il suo modo di dare una forma alle idee, concretezza a un’intuizione, di “fermare le impressioni e dar loro un abbozzo di consistenza“: il disegno quindi come  necessità e passione insieme, punto d’arrivo nella dimensione della realtà e insieme punto di partenza per un progetto ».

Dagli appunti di Gianfranco Ferrè :“il disegno per me è anche consapevolezza del corpo,con le sue naturali necessità di movimento, nella convinzione che al presente esso abbia necessità di forme d’abito sempre più immediate ed essenziali.In sintonia pressoché totale e quasi sorprendente con le linee e i tratti dei miei schizzi . Nel mio percorso formativo l ‘ esercizio al disegno è norma e pratica quotidiana. A questo devo la definizione di “architetto della moda“ che, confesso qualche volta mi va un po’ stretta, perché mi insegue dall’ inizio della mia carriera e soprattutto perché sottolinea maggiormente l’ aspetto logico-razionale del mio lavoro, adombrandone invece la componente di passione, di fascinazione e di incanto,indispensabile per completare la determinazione progettuale”.

“Spesso lo stimolo che mi spinge a disegnare è un impressione, una suggestione  – scriveva Ferrè nei suoi appunti – che per qualche inspiegabile ragione rimane impressa nella mente più di altre e dà il via a un’ idea,a un sogno.E l’ emozione di un attimo che diventa segno su carta una sfumatura di colore, il contatto tattile con un materiale,il fruscio di una stoffa,le movenze di una persona che capita di osservare mentre cammina”.

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