6 persone denunciate per commercio abusivo di frutti di mare

6 persone denunciate per commercio abusivo di frutti di mare

Alla fine della stagione estiva, finalmente le Forze dell’ ordine si sono svegliate da un torpore durato sin troppo a lungo in materia di venditori ambulanti abusivi nella città di Taranto e nella sua provincia. E’ notizia di questa mattina infatti che il comando provinciale di Taranto dei  Carabinieri ha disposto l’attuazione di specifici servizi nell’intera provincia, attraverso l’impiego dei propri Comandi Stazione territoriali. I militari dell’Arma di Taranto e Pulsano, coadiuvati dai colleghi del NAS il Nucleo Antisofisticazione e Sanità del capoluogo jonico, hanno proceduto in due distinte operazioni,  al controllo di diversi venditori ittici ambulanti.

Nel corso di tali controlli, eseguiti anche nei quartieri Tamburi e Paolo VI del capoluogo, un 45enne, un 48enne, ed un 80enne, tutti tarantini e con precedenti di polizia, sono stati denunciati in stato di libertà, poiché vendevano abusivamente mitili, ovvero le note cozze nere, molluschi e pesce, ritenuti in cattivo stato di conservazione soprattutto per l’assenza di protezione contro gli agenti esterni. Per gli ambulanti abusivi è scattata la denuncia all’ Autorità Giudiziaria.

La Stazione Carabinieri di Pulsano, invece, deferiva in stato di libertà due  commercianti ittici dell’ultima ora, un 47enne ed un 54enne entrambi con precedenti penali, che venivano sorpresi anch’essi a commercializzare frutti di mare, privi della prevista licenza ed in totale violazione delle norme igienico sanitarie previste per Legge.

Sempre nell’ambito dei medesimi controlli sul territorio, i Carabinieri del NAS di Taranto, unitamente ai colleghi della Stazione di Manduria, hanno denunciato in stato di libertà, un commerciante manduriano 46enne, in quanto presso il proprio esercizio commerciale, sono stati trovati oltre 40 chilogrammi di molluschi bivalvi, comunemente chiamate cozze nere, detenuti in un cattivo stato di conservazione.

Tutta la merce, pari a complessivi 220 chilogrammi di prodotti ittici di vario genere, é stata posta sotto sequestro e, previa campionatura per successive analisi, è stata distrutta secondo legge mediante una ditta autorizzata.

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